sausage

Solo per capirsi e senza voler passare a tutti i costi per bigotto, ma se uno appiccica, ad un cartone animato, la dicitura film d’animazione per adulti, allora vale tutto? Mi riferisco, in particolare, al prossimo nelle sale (uscirà il 31 ottobre), Sausage Party: vita segreta di una salsiccia che parte, se volete, da un’idea carina, ma che poi sbraca (e il termine, mi rendo conto, non rende l’idea) in una parodia (a volte fin troppo esplicita) porno, demenziale, scurrile, imbastardita da parolacce. Partiamo dalla buona intuizione: quella di un supermercato, dove i prodotti sono vivi. Ogni mattina, cantano allegri, nel momento della apertura delle porte, sperando di essere acquistati dagli “dei” (i consumatori). Sognano di essere portati al di là dell’uscita, nel Grande Oltre, dove, sono convinti, per loro ci sarà una sorta di paradiso. In realtà, come scopre un superstite riportato indietro dall’umano di turno, oltre la porta li aspetta una carneficina. “Massacrati” per essere mangiati o utilizzati. E fino a qui, ci sta e si può anche sorridere. Però, il tutto è servito dal solito proliferare di “f..k” (in inglese), in italiano facilmente traducibile con l’organo maschile. Nulla di nuovo? Beh, il protagonista della storia è un wurstel che spera di finire dentro (proprio in quel senso) la panina Brenda (e ci riuscirà, in una orgia finale che lascia senza parole). Ma ci sono anche un bagel (ebreo) e un lavash (musulmano) che reprimono una attrazione omosessuale. Il cattivo è una lavanda vaginale con cannula che spera di essere utilizzato, proprio in quel posto, da una prosperosa “dea”.   Alcune intuizioni, ribadisco, sono davvero azzeccate come la scena  splatter da film horror in una casa dove gli alimenti scopriranno la loro triste fine, passando alla chewing-gum mangiata che fa il verso al geniale Stephen Hawking. Però, la voglia di voler fare, a tutti i costi, una pellicola non-sense, senza regole, da far gridare allo scandalo si traduce in una fastidiosa esagerazione, che dopo pochi minuti già stufa, facendoti guardare ripetutamente l’orologio. Insomma tanto fumo e pochissimo arrosto. Per carità, sono certo che, soprattutto i più giovani, si divertiranno. Però, volevo avvisare i genitori che hanno intenzione di portare i loro piccoli, magari convinti di andare a vedere un innocente cartone, che questo è un prodotto per adulti (negli Usa, se non sbaglio, è uscito con divieto sotto i 17 anni). Ah, il tutto nasce da un’idea di Seth Rogen (quello di The Interview e Cattivi Vicini). Giusto per farvi capire da che parte tira (scusate il verbo) la sceneggiatura.

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