Roma ladrona 2: così (non) lavorano i “burosauri” di Stato

Nell’ ultimo post, scritto qualche giorno fa, ho citato gli studi sugli stipendi dell’alta dirigenza pubblica condotti da due economisti, Roberto Perotti e Filippo Teoldi. La ricerca, corredata da numeri e tabelle,  arriva a una conclusione chiara: i superburocrati italiani guadagnano molto di più dei loro colleghi di altri Paesi.  Per completare il giudizio bisognerebbe valutare anche i risultati del loro lavoro. Ma qui di ricerche sofisticate non c’è bisogno: in Italia lo stato miserevole dell’amministrazione pubblica salta agli occhi. Interessanti sono anche la mentalità e l’atteggiamento con cui i superboss di ministeri e strutture pubbliche svolgono il loro lavoro. […]

  

Roma ladrona: il consigliere di Renzi spara sui burocrati

Margaret Thatcher in pochi anni cambiò la Gran Bretagna. Ma non aveva a che fare con la burocrazia italiana. Fosse stata nella Penisola la Lady di ferro avrebbe dovuto vedersela con una legione di funzionari ministeriali, consiglieri di stato, esperti legislativi e capi di gabinetto, che in punta di codice  e codicillo si sarebbero mossi come un sol uomo per impedire ogni cambiamento e salvaguardare il loro potere.  Matteo Renzi il problema sembra averlo colto. Qualche tempo fa, ben prima di approdare a Palazzo Chigi, ha creato una commissione che lo aiutasse a fare chiarezza  su spesa pubblica e burocrazia […]

  

Giovani e pensioni: fermi tutti questa è una rapina

C’è una forma di rapina a cui in Italia non si dedica la minima attenzione. E’ quella compiuta ai danni dei giovani dalle generazioni più anziane. Il progressivo accumularsi del debito pubblico, per la prima volta a partire dagli anni 80 e poi ancora negli anni della grande crisi finanziaria, altro non è che un’ipoteca sul futuro: gli italiani di oggi spendono oltre i propri mezzi e lasciano il conto da pagare ai figli. La stessa cosa si può dire sul principio ispiratore di tutte le più recenti riforme del mercato del lavoro: si rendono più precari i contratti in […]

  

Europa o nazione: ecco la posta in gioco nel prossimo voto europeo

Nei giorni scorsi il settimanale tedesco “Die Zeit” ha ospitato un colloquio tra due pesi massimi della cultura europea, Ulrich Beck e Alain Finkielkraut. Beck, sociologo tedesco, è sostenitore  di un’Europa postnazionale e cosmopolita.   Finkielkraut, francese, sottolinea i limiti della costruzione europea e valorizza il ruolo di nazione. I duellanti hanno espresso le loro posizioni con grande efficacia. Per questo val la pena riportare due o tre passaggi dell’incontro. Chiariscono bene i termini del l’attuale dibattito e spiegano quale sarà la posta in gioca nelle prossime elezioni europee. Nazione, Europa e democrazia Finkielkraut: Si è creduto di costruire l’Europa senza, […]

  

Meridionali di tutto il mondo unitevi (e leggete questo libro)

  Se volete capire qualche cosa di più dell’Italia dovete comprare un libro appena uscito: “Perché il sud è rimasto indietro” (Il Mulino). L’autore, Emanuele Felice, abruzzese di Lanciano, classe 1977, insegna  all’Università autonoma di Barcellona e tenta una sorta di sesto grado :  leggere storia e cause dell’arretratezza del Mezzogiorno superando le sterminate biblioteche scritte sull’argomento e utilizzando le più moderne chiavi interpretative offerte dalla storia economica. Il giovane professore, con un linguaggio di una chiarezza anglosassone, fa giustizia di molte delle tesi tradizionali sul meridionalismo. Quella assolutoria, che attribuisce le colpe di un ritardo “atavico” del Sud agli […]

  

Aiuto, mi si sono ristretti i prezzi (ma i tedeschi fanno finta di niente)

  Qualche settimana fa il sempre compassato presidente della Banca centrale europea Mario Draghi (nella foto)  è sembrato lasciarsi andare. In una intervista a un settimanale ha usato un’ espressione forte per definire l’atteggiamento tedesco di fronte alla crisi: “Hanno sempre quell’angoscia perversa che le cose vadano male…”. In campo economico “l’angoscia perversa” dei tedeschi ha un nome solo: inflazione. E proprio questa tradizionale paura è il principale ostacolo che Draghi si trova tra i piedi. Nel suo nome la Bundesbank si rifiuta di dare il via libera a misure incisive che potrebbero rilanciare l’economia (e nella psicosi teutonica accendere […]

  

I soldi e la legge del cretino: se l’Italia assomiglia all’Argentina

Il capitalismo è il sistema economico che tende a separare il denaro dai cretini. La definizione dell’economista Usa John Kenneth Galbraith è espressa in forma paradossale ma sostanzialmente esatta. In un mercato libero chi prende una decisione ne assume il relativo rischio e ne paga le conseguenze. Ed è proprio per questo, perché premia le scelte esatte e punisce quelle sbagliate, che il capitalismo riesce  a produrre efficienza nell’uso delle risorse. Nelle settimane scorse alla ribalta internazionale è tornato un Paese che da decenni si distingue per la capacità di compiere scelte economiche fallimentari: l’Argentina.  Nei libri il paese latino-americano […]

  

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