Ripetizioni di Latino, Greco, Matematica, Fisica: l’incubo di qualsiasi genitore con figli bisognosi di recuperare gli oramai famigerati “debiti” scolastici. Quando fioccano i 2, i 3 e anche i 4 non c’è alternativa. Occorre mettere mano al portafogli e pagare le lezioni private per i propri figli. Il costo di una lezione tenuta da un professore di ruolo varia, a seconda delle materie e del grado di studi, ma mediamente va da 35 a 50 euro l’ora. È stato calcolato che una famiglia spende per le ripetizioni circa 250 euro al mese. Negli ultimi anni il volume di affari legato alle lezioni private poi è cresciuto enormemente per due ragioni. La prima:  i professori hanno tirato le briglie e si sono fatti più severi rispetto ad un lungo periodo di tolleranza e dunque gli studenti in difficoltà sono aumentati. La seconda: le scuole fanno sempre più fatica a organizzare i corsi di recupero perché non hanno a disposizione fondi sufficienti e dunque le famiglie devono arrangiarsi da sole. Nel 2010 l‘Adoc ha calcolato un giro di 420 milioni di euro annui intorno al bussiness delle ripetizioni con le famiglie sempre più in difficoltà a causa della crisi.

In questo quadro piomba la proposta lanciata da Marco Paolo Nigi, segretario generale del sindacato Snals- Confsal: l’intramoenia per i docenti. Il modello è quello del sistema sanitario: il medico dipendente dell’ospedale o della Asl visita privatamente i pazienti all’interno della struttura pubblica, che incassa materialmente il compenso versandone poi la parte dovuta allo specialista.

<Le lezioni si dovrebbero tenere all’interno degli istituti scolastici –spiega Nigi- sarebbe la scuola a riscuotere dai genitori il pagamento delle lezioni rilasciando regolare fattura. In questo modo le famiglie potrebbero scaricare il costo sostenuto dalle tasse>.

Nigi non vede svantaggi nel sistema.  I professori avrebbero un vasto bacino di utenza nella stessa scuola dove insegnano ed i genitori guadagnerebbero la possibilità di detrarre i costi.  Entrambi usufruirebbero del vantaggio di avere a disposizione le aule scolastiche. Ma, ovviamente, c’è un “ma”. La scuola dovrebbe restare aperta tutto il giorno e dunque  la spesa corrente raddoppierebbe soprattutto perché occorrerebbe maggiore personale per tenere aperti gli istituti. <Il governo deve decidersi ad investire sulla scuola e non a tagliare –insiste Nigi- Gli istituti dovrebbero restare aperti tutto il giorno>.

Scuole aperte dalle 8 alle 20: al mattino le lezioni regolari, al pomeriggio per chi ne ha bisogno ripetizioni oppure attività sportive e ludiche, quasi un campus. I nostri ragazzi avranno mai a disposizione una simile opportunità?

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