Potere alle famiglie: Parent Trigger Law. Una norma controversa varata per la prima volta nel 2010 in California ma che nel giro di tre anni è stata approvata da altri sette stati mentre altri venti la stanno ancora valutando. Il principio è molto semplice: se la scuola pubblica frequentata da tuo figlio non funziona ti puoi attivare e in accordo con gli altri genitori prendere una serie di misure come licenziare il preside o cambiare i programmi o magari proporre un rinnovamento nel corpo docente. In sostanze le famiglie hanno il potere di stravolgere e riformare lo statuto della scuola. Nessuna lungaggine burocratica nessuna complicazione. Non va? Si cambia. E se pensano che l’istituto in questione sia irrecuperabile possono addirittura decidere di chiuderlo. Nei diversi stati la legge è stata definita in modo diverso ma il principio resta quello: se le famiglie si rendono conto che i loro figli non stanno imparando nulla possono intervenire con mano pesantissima sulla scuola. Anche trasformandola in qualcosa di completamente diverso, magari aprendo  a fondi privati.  Il sistema scolastico Usa è assai diverso dal nostro ma non dubito che chi legge queste righe se è stato alunno, genitore, insegnante o preside stia pensando a che cosa si potrebbe fare per migliorare la situazione con interventi rapidi ed incisivi.

Certamente i rischi di un simile sistema sono tanti e la Parent Trigger Law ha suscitato un ampio dibattito e molte polemiche per l’eccesso di potere dato alle famiglie che può finire per orientare a priori in modo sbagliato le scelte della scuola. 

Proprio in California il il distretto scolastico di Los Angeles , il secondo per grandezza negli Usa, ha preso un paio di giorni fa una decisione clamorosa.  La Commissione Unificata con voto  unanime ha pianificato un investimento immediato di 30 milioni di dollari per comprare un Ipad a 30.000 studenti.  Ed è soltanto l’inizio perchè l’obiettivo finale è quello di dare un Ipad a tutti gli studenti del distretto, 640.000, nel giro di poco più di un anno.  Si tratta di una decisione senza precedenti per diversi aspetti e che infatti ha già suscitato polemiche negli Usa. Il primo è l’aspetto economico perchè la Commissione ha siglato un contratto in esclusiva con la Apple che garantirà al gigante digitale entrate  per centinaia di milioni di dollari escludendo tutti gli altri concorrenti. Su questo punto i membri della commissione assicurano che l’Ipad è il prodotto con il miglior rapporto qualità costo e che meglio  incontra le esigenze del distretto. Certo il fatto che due membri della commissione si siano dovuti astenere perchè posseggono un bel pacchetto di azioni della Apple è stato giudicato quantomeno imbarazzante da molti giornalisti.

L’aspetto che interesa di più a chi scrive è però quello educativo. Davvero comprare un Ipad per tutti gli studenti è il modo migliore per spendere quei soldi?  Sono davvero tantissimi soldi. Con un pizzico d’invidia al pensiero di quello che si potrebbe fare con centinaia di milioni di euro nella scuola italiana mi permetto di sollevare qualche dubbio. Intanto penso che questa decisione sia stata condizionata in qualche modo anche dalla Parent Trigger Law. Comprare un Ipad per tutti gli studenti è una risposta “facile” : si offre qualcosa di concreto, tecnologicamente sofisticato, apprezzato dagli studenti e dalle loro famiglie. Insomma per capirci un conto è dire ai genitori abbiamo investito soldi per l’aggiornamento dei docenti un conto è dare in mano ai loro figli uno strumento pagato 678 euro, ancor più dei tablets normalmente in commercio, perchè già programmato per la scuola.

Due quindi gli aspetti molto discutibili. Il primo e più evidente  è il macroscopico favore fatto alla Apple. Il secondo è meno evidente ma ancor più gravido di conseguenze. Uno dei più popolosi distretti scolastici degli Stati Uniti ha deciso che per migliorare la scuola bisogna comprare più tablet  ed attrezzarla meglio dal punto di vista tecnologico. Tutto il resto sembra passare in secondo piano: la qualità dell’insegnamento,  l’eventuale aggiornamento dei programmi anche le strutture scolastiche.

 Ma quanto vale davvero un Ipad nell’educazione dei ragazzi? Se il futuro della scuola risiede nell’aggiornamento tecnologico allora l’Italia è messa davvero male. Come ho già scritto purtroppo la scuola italiana dal punto di vista della dotazione tecnologica è ancora all’anno zero e tremendamente indietro rispetto ai paesi  più avanzati della Ue.  Il precedente governo con un decreto dell’ex ministro Francesco Profumo, aveva stabilito l’adozione dal prossimo anno scolastico degli Ebook, i libri digitali,  ovviamente a costo zero per le istituzioni. Dunque una semplice dichiarazione di intenti senza alcuna possibilità di diventare realtà . Insomma possiamo consolarci con un’unica certezza: l’Italia non rischia di sbagliare investendo centinaia di milioni per comprare Ipad come la California.

 

 

 

 

Tag: ,