Cattive notizie per le Università europee.  Anche se mantengono il primato per numero di presenze tra le prime 200 immediatamente dopo gli Usa,  vengono però oscurate dalle brillanti performances degli asiatici in continua ascesa. Arretrano la Germania che esce dai primi 50 a favore della Corea del Sud,  la Francia, la Svizzera, l’Olanda, la Russia, l’Irlanda e l’Austria.  Per gli Atenei italiani poi purtroppo la musica non cambia: neppure uno tra i primi 200 e soltanto 15 tra i primi 400. Anche la Russia è fuori dai primi 200.  Questo il quadro del sistema universitario mondiale messo a punto dalla classifica di Times Higher Education2013-14 World University Rankings .

Il  numero uno resta in America e si conferma per il terzo anno consecutivo il California Institute of Technology. In assoluto gli Usa dominano la classifica dei primi 200 con 77 Atenei.  In Europa lo scettro del maggior numero di istituti al top viene saldamente mantenuto dal Regno Unito con 31 Atenei, seguito dall’ Olanda con 12 poi la Germania con 10 e la Francia con 8. Per fortuna nella Ue ci sono anche i paesi Scandinavi che guadagnano posizioni ed in qualche modo contribuiscono a rischiarare l’orizzonte delle prospettive per il futuro del Vecchio Contintente. Persino Spagna e Turchia si comportano meglio dell’Italia e rientrano tra le prime 200 insieme alla Norvegia. La Turchia si piazza al 199 posto con Bogazici. La Spagna un po’ più in alto con Pompeu Fabra University.  Inesorabilmente avanzano gli asiatici rappresentati da Cina, Corea del Sud, Singapore e Giappone.

Nonostante la crisi e le difficoltà della gestione Obama il sistema universitario a stelle e strisce funziona e al momento non teme rivali anche se  comincia a sentire il fiato sul collo del Giappone. Sono 7 gli istituti Usa nella top ten mondiale. Oltre al già citato California Institute of Technology troviamo Harvard, Stanford, il Massachusetts Institute of Technology, Princeton, Berkeley e l’Università di Chicago. Nella top ten soltanto un paese Ue,  il Regno Unito grazie alla solidissima tradizione di Oxford e Cambridge e dell’Imperial College di Londra.

Ma se i college inglesi conservano tutta la loro capacità di attrazione in generale per l’Europa non è stata una buona annata. Scende di due posti in classifica anche il prestigioso Institute of Technology di Zurigo, da 14 a 12, mentre l’ Università di Monaco scende di 7 posti. Un declassamento che la Germania paga caro perchè esce dalle prime 50.  Peggiorano anche le performance di Belgio, Francia, Olanda, Irlanda ed Austria. Tutte in zona retrocessione.

A tentare con successo la scalata della classifica però ci sono pure le europee Danimarca, Svezia, Norvegia e Finlandia,  forti  di istituti modernissimi  e dotati di tutto quanto si può desiderare dal punto di vista delle nuove tecnologie ma anche di un’ottima produzione sul fronte della ricerca. In questo senso brilla la performance dello svedese  Karolinska Institute che  guadagna sei posti e sale al numero 36. Affiancato in questa ottima prova anche dalla Stockholm University che risale di 14 posti e arriva alla soglia dei primi 100 con un ragguardevole numero 103 del mondo. Al posto 177 invece troviamo a pari merito un altro ateneo svedese KTH Royal Institute of Technology e un danese Technical University of Denmark. Infine la Finlandia che con l’Università di Helnsinki entra tra i primi 100.

L’affanno dell’Europa contrasta con l’agile rincorsa delle Università dell’est asiatico. In testa Tokyo che prosegue la sua inarrestabile ascesa al vertice guadagnando il numero 23 contro il 27 della scorsa classifica. Sale anche la National University of Singapore dal 29 al 26. La Corea del Sud entra tra le prime 50 con l’Ateneo di Seoul seguito a poca distanza dal Korea Advanced Institute of Science and Technology  da 68 a 58.   Dalla Cina l’Università di Pechino guadagna un posto da 46 a 45 mentre la sua “rivale” Tsinghua sale di due ed entra fra i primi 50. Salgono anche l’Hong Kong University of Science and Technology, 57 da 65 , e the Chinese University of Hong Kong , 109 da 124. Un solo ateneo asiatico retrocede di ben 8 posti, l’Università di Hong Kong.

Per trovare l’Italia bisogna scendere al numero 201 dove troviamo l’Università di Trento che comunque migliora la sua performance salendo di 24 posti. Subito dopo troviamo Milano-Bicocca, l’Università di Trieste e quella di Torino, 226. Volete sapere che cosa si può fare per risalire la classifica? Allora leggete il prossimo blog

 

 

2013-14 rank

2012-13 rank

Institution

Country

201-225

276-300

University of Trento

Italy

226-250

251-275

University of Milan – Bicocca

Italy

226-250

251-275

University of Trieste

Italy

226-250

276-300

University of Turin

Italy

251-275

301-350

University of Pavia

Italy

276-300

276-300

University of Bologna

Italy

276-300

251-275

University of Milan

Italy

276-300

301-350

Polytechnic University of Milan

Italy

301-350

301-350

University of Padua

Italy

301-350

301-350

University of Pisa

Italy

301-350

351-400

University of Salento

Italy

301-350

301-350

Sapienza University of Rome

Italy

http://www.timeshighereducation.co.uk/world-university-rankings/

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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