Bocciato in Italia ma ammesso in Albania al Corso di Laurea triennale in Medicina.  Una volta laureato chiede l’iscrizione all’Albo professionale ma non in Albania perchè preferisce tornare in Italia  ed esercitare qui  la professione con gli stessi identici diritti del laureato italiano che aveva superato il test di accesso previsto per la Facoltà di Medicina . Ma la preparazione è la stessa?  Se lo chiede il presidente della Commissione Albo Odontoiatri ( Ceo),  Giuseppe Renzo, che lancia un vero e proprio allarme sul rischio invasione laureati dall’Albania, italiani e non.

Come spesso succede la strada per l’inferno è lastricata di buone intenzioni e anche in questo caso  l’iniziativa era partita con il passo giusto ed un nobile fine. Qualche anno fa è stata stipulata una convenzione tra l’Università di Tor Vergata di Roma e l’Ateneo di Tirana Nostra Signora del Buon Consiglio per la realizzazione di Corsi di Laurea in Medicina ed Odontoiatria e Protesi Dentaria e altre professioni sanitarie. L’idea era quella di sostenere una formazione qualificata di professionisti per l’Albania, in gravi difficoltà economiche e sociali.  Intanto però l’accesso alle facoltà di Medicina nel nostro paese si è fatto sempre più difficile. Nell’ultima tornata di test poi gli studenti sono stati vittime di un cambio di regole a giochi già iniziati  perchè il governo ha deciso di non tener più conto del voto di maturità mentre i test di accesso per Medicina  erano già in corso. Il bonus maturità è stato poi ripristinato dal Parlamento per quest’anno ma oramai il danno era già fatto.  Migliaia di studenti sono stati esclusi e dunque centinaia fra questi hanno deciso di fare la valigia e andare a Tirana per accedere lì al corso di laurea dal quale qui erano stati esclusi.

Che cosa c’è che non va? Prima di tutto il fatto che a Tirana il corso universitario si paga e dunque tra gli esclusi soltanto chi se lo può permettere dal punto di vista economico riuscirà comunque ad accedere al corso desiderato. Non solo.  Renzo sottolinea che mentre agli Ordini sono cominciate ad arrivare soltanto ora le prime domande di iscrizione di neolaureati, sia italiani sia albanesi, tutti provenienti da Tirana,  da quest’anno saranno centinaia gli studenti italiani che frequenteranno Medicina in Albania. Insomma nei prossimi anni potremmo assistere ad una sorta di invasione di laureati, italiani e non, dall’ Albania. Una situazione paradossale visto che qui da noi vige il numero chiuso  che però soltanto i  più abbienti possono facilmente aggirare  andando a prendere la laurea all’estero per poi iscriversi all’Albo in Italia. Dunque per gli esclusi oltre il danno la beffa senza contare che così si vanifica completamente il fine del numero chiuso che è quello di non avere troppi laureati in determinate discipline.  Ma la preoccupazione principale riguarda la preparazioneche si ottiene in questi corsi. <Gli ordini sono certificatori di fronte ai cittadini della qualità dei professionisti  iscritti ai loro Albi -osserva Renzo- La situazione che si sta verificando però mette gli Ordini stessi nella assoluta impossibilità di verificare i presupposti formativi dei laureati che richiedono l’iscrizione. Proprio per tutelare la salute dei cittadini alcuni cominciano a proporre di rifiutarsi di iscrivere agli Albi quei professionisti per i quali non appare chiaro il corso di formazione>.

Certamente quando  il percorso di formazione non è chiaro soprattutto nell’area medico sanitaria il cittadino ritiene  altamente auspicabile che la possibilità di esercitare la professione venga accuratamente verificata.   Altrimenti il paziente in attesa di essere visitato si vedrà obbligato a chiedere il Diploma di Laurea al dentista.

 

Tag: , , , , ,