Che cosa contiene davvero la sostanza che viene infusa nei pazienti secondo il Metodo Stamina? La risposta potrebbe arrivare dal Diabete Research Institute di Miami.

In Italia ancora non è ancora stata fatta chiarezza su questo punto . Nonostante l’Agenzia Nazionale del Farmaco nel maggio del 2012 avesse bloccato le infusioni di Stamina e chiuso i laboratori presso gli Ospedali di Brescia perchè <assolutamente inadeguati>. Nonostante l’intervento del ministero della Salute e la valutazione negativa del Comitato Scientifico mentre  decine di pazienti continuano ad essere  sottoposti alle infusioni nella  struttura pubblica di Brescia. Un’anomalia tutta italiana che ha finito per creare una situazione paradossale nella quale un metodo giudicato <pericoloso per la salute> da tutte le istituzioni scientifiche accreditate  viene somministrato in un ospedale a carico del servizio sanitario nazionale dietro ingiunzione di un giudice.  In  Italia occorrerà ancora aspettare per conoscere “la verità”.  Il  Tar ha dato ragione al “padre” di Stamina Davide  Vannoni  accogliendo la sua tesi secondo la quale il Comitato Scientifico nominato dal ministero della Salute non era stato “imparziale” nel valutare il metodo . Una sentenza criticatissima dal mondo scientifico ma che comunque ha costretto  il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, a nominare un nuovo Comitato  nel quale vi siano scienziati stranieri e possibilmente esperti che non si siano già espressi contro Stamina.

In attesa della nomina del nuovo Comitato e dei risultati del suo lavoro però Vannoni ha annunciato una collaborazione con il professor Camillo Ricordi direttore del Diabetes Research Institute di Miami (Usa). Il professor Ricordi , un immunologo, conferma che a gennaio darà il via ad una serie di test sul Metodo Stamina. Attenzione il professore specifica che non si tratterà di una sperimentazione ma soltanto di una serie di test per verificare il contenuto del medicamento.

<Non è una sperimentazione clinica nè uno studio preliminare per valutare se dare il via o meno a una sperimentazione -spiega Ricordi- Si tratta di test di laboratorio per sapere che cosa contiene il preparato del Metodo Stamina e se offra garanzie di sicurezza per i pazienti>. Insomma sicuramente una buona notizia visto che i laboratori del professor Ricordi sono specializzati proprio nella valutazione di prodotti cellulari. <Abbiamo preso l’impegno di pubblicare i risultati di questa caratterizzazione dei prodotti cellulari Stamina che saranno a disposizione di tutti – aggiunge Ricordi- Il mio obbiettivo è dare un contributo per una corretta verifica scientifica del metodo>. E speriamo che si riesca finalmente a capire se ci troviamo di fronte ad una scoperta rivoluzionaria o ad un enorme, tragico bluff.

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