Abolire la Bossi-Fini. La legge che regolamenta l’immigrazione varata nel 2002 dal governo Berlusconi è il nuovo nemico da abbattere. Anche Matteo Renzi ne chiede la cancellazione e davvero il Pd sembra credere che la riforma della Bossi -Fini possa essere una concreta risposta  alla moltiplicazione degli sbarchi dovuta fra le altre cose alla crisi siriana e alle altre drammatiche situazioni di  guerriglia,  fame e disagio che attraversano tanti paesi divisi dall’Italia soltanto da una manciata di miglia marine.

La verità? La maggioranza delle persone che chiedono l’abolizione della Bossi-Fini o non sanno di che cosa stanno parlando o fanno finta di non saperlo.  Ritengo che tutte le leggi possano essere cambiate e migliorate tanto più rispetto ad un fenomeno in continua evoluzione come l’immigrazione.  Una riforma del testo in vigore alla luce di nuove realtà è auspicabile purchè però si parta da presupposti chiari almeno rispetto alle cose che si vogliono cambiare.

Il principale obiettivo delle polemiche è il reato di clandestinità che non ha nulla a che fare con la legge Bossi-Fini perchè introdotto molti anni più tardi con il pacchetto-sicurezza nel 2009.  Il testo del 2002 in realtà si limitava a ricalcare l’impianto della precedente legge allora in vigore firmata dall’attuale presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano e dalla deputata Livia Turco dei Democratici di Sinistra. Fu dunque la sinistra ad “inventarsi” i centri di permanenza dove gli immigrati clandestini vengono trattenuti in attesa di essere identificati ed espulsi la Bossi-Fini ha però allungato i tempi di permanenza. La principale differenza introdotta dalla legge di centrodestra è l’aver legato la concessione del permesso di soggiorno all’occupazione. In teoria  soltanto  chi ha già un lavoro potrebbe arrivare sul nostro territorio. E su questo punto occorre riconoscere che la legge ha fallito perchè di fatto tutti quelli che ottengono un lavoro si trovano già sul nostro territorio come irregolari e sono  rarissimi i casi in cui si arriva con un contratto in mano.

Quello che colpisce in questo dibattito sulla legge è l’assoluta mancanza di chiarezza e pure di proposte alternative. Non c’è un progetto e soprattutto una prospettiva rispetto al futuro. Non sembra che la politica abbia un’idea anche vaga di quello che potrebbe succedere di qui a 5 anni  sul tema dell’immigrazione che è poi intrecciato a tutti gli altri: lavoro, occupazione, crisi. Ad esempio la Bossi -Fini così come la Turco- Napolitano e già la prima legge organica sull’immigrazione di Claudio Martelli prevede anche la regolamentazione attraverso i flussi stabiliti per decreto. Ma quanto è cambiata la situazione in questi anni? La politica si rende conto che sono enormemente aumentati i flussi in uscita? Migliaia di giovani e anche non più giovani emigrano nel resto d’Europa in cerca di lavoro mentre i dati ci dicono che aumenta per la prima volta la disoccupazione anche tra gli extracomunitari già presenti sul nostro territorio.  Mezzo milione di stranieri in cerca di lavoro nel 2012. E non credo che nel 2013 siano diminuiti.

 

Che cosa propone il Pd? Eliminare il reato di clandestinità? Allora la Bossi-Fini non è l’obbiettivo giusto. Eliminare il collegamento lavoro-permesso? In un paese con un tasso di disoccupazione giovanile al 30 per cento? Eliminare i centri di trattenimento? Nella Bossi-Fini ad esempio si prevedono sconti di pena per gli immigrati che collaborano con la giustizia, denunciando i trafficanti di carne umana. Si vuole cancellare anche questa norma?  Ma davvero si pensa che con l’abolizione della Bossi-Fini avvenga il miracolo e gli sbarchi clandestini svaniscano come d’incanto?  

 

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