C’era una volta un giovane brillante e pure laureato. Nonostante facesse tanti sforzi e per quanto si impegnasse non riusciva a trovare lavoro. E  se gli veniva offerto un impiego gli chiedevano di farlo gratis, altrimenti gli sbattevano la porta in faccia. Allora un bel giorno quel giovane decise di andare in un paese lontano lontano,  giù giù, alla fine del mondo in una terra chiamata Down Under  per avere una prospettiva e costruire il proprio futuro.

Magari un giorno i tanti giovani italiani che stanno lasciando questo paese perchè non offre loro alcuna opportunità racconteranno questa storia ai loro bambini come una favola. Una favola “nera” per l’Italia che giorno dopo giorno perde un pezzetto della propria carne:  un architetto, uno chef,   un medico, un ingegnere che molto avrebbero potuto dare a questo paese.

Torno a parlare del fenomeno dei giovani italiani emigranti perchè in realtà i ragazzi che tentano di andar via sono molti di più di quelli segnalati dalla indagine dell’Istat. Michele Grigoletti studioso proprio del fenomeno migratorio dal nostro paese verso l’Australia  mi segnala una serie di dati molti significativi  che riguardano l’esodo dei nostri giovani verso “la fine del mondo”: Down Under come viene detta l’Australia per la sua posizione geografica.  Non solo. Lo studio offre anche un’analisi di quanto sta accadendo e di come molti giovani partano con un visto temporaneo che poi cercano di trasformare in permanente una volta arrivati. Trasformazione per nulla facile. Proprio per questo è nato il gruppo di studio Australia solo andata: studiare il fenomeno e sostenere le esigenze dei tanti ragazzi che cercano di inserirsi in questa realtà multiculturale.

Lo studio “Rapporto italiani in Australia 2013 da temporanea a permanente. L’ immigrazione giovanile italiana in Australia . Analisi e trend al 30/9/2013 “è consultabile al link http://www.australiasoloandata.com/.

Le cifre ci riportano indietro nel tempo al film con Alberto Sordi <Bello, onesto emigrato Australia ..” girato nel ’71 e ancora più indietro addirittura a 60 anni fa visto che nel 2012/2013 sono state registrate oltre 22.000 nuove presenze divise in residenti temporanei, residenti permanenti e nuove cittadinanze. Lo stesso livello migratorio verso l’Australia  raggiunto nel biennio ’50/’51 anche se allora la tipologia dell’emigrante era  diversa.

Nella ricerca si evidenzia che al 30 settembre 2013 , 18.610 cittadini italiani erano presenti in Australia  con un visto di residenza temporaneo. Una cifra che corrisponde ad un incremento del 116 per cento rispetto agli ultimi due anni.

Attenzione anche al profilo di questi giovani migranti:  con 1.100 visti di tipo 457 ovvero quelli che corrispondono ad un  lavoro specializzato l’Italia rappresenta l’undicesima nazione che esporta professionalità specifiche fornendo nuovi dipendenti ad aziende australiane.  Insomma si tratta di emigranti qualificati. Le professioni più richieste  nel settore dell’ hospitality: cuochi, barman, chef , restaurant manager.

 

 

 

 

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