Farmaci sperimentati e validati,  efficaci contro patologie altrimenti mortali che non vengono messi in commercio per lentezze burocratiche. Inaccettabile.

I media e  l’opinione pubblica almeno negli ultimi mesi hanno concentrato tutta la loro attenzione sulla tormentata vicenda Stamina ovvero su un preparato di cui non si conosce la natura, non sperimentato e di non comprovata efficacia ma comunque richiesto come un diritto innegabile dai malati e dalle loro famiglie anche se la scienza ufficiale lo ha bocciato giudicandolo anzi pericoloso per la salute.

E mentre una nuova Commissione dovrebbe esaminare daccapo il protocollo Stamina magari per avviare una sperimentazione dal costo di 3 milioni di euro centinaia di malati di tumore  non possono accedere a farmaci salvavita perchè non sono stati resi disponibili dalle Regioni. Qui si  parla di medicine ampiamente sperimentate e di sicura efficacia nel contrastare l’avanzare di specifiche patologie oncologiche.  In passato abbiamo già denunciato in diverse occasioni questa grave mancanza ma sembra che non sia servito a molto e dunque rilanciamo con convinzione l’allarme dell’Associazione italiana oncologia medica (Aiom) della Società italiana di Ematologia (Sie) e della Federazione italiana delle associazioni di volontariato in oncologia (Favo).

L’inserimento di alcuni farmaci salvavita nei prontuari regionali delle terapie richiede ancora tempi lunghi, fino a 50 mesi in alcune Regioni, nonostante si tratti di terapie innovative che hanno ottenuto il giudizio positivo dell’Agenzia italiana del farmaco (Aifa) che però da parte sua non riesce a garantire i rispetto del limite di cento giorni stabiliti dalla legge per la registrazione dei nuovi farmaci . I costi dei farmaci altamente innovativi  sono quasi sempre proibitivi, si parla di migliaia di euro per ogni singolo trattamento. Quindi  chi se lo può permettere arriva a comprarli pure online chi invece non ce la fa deve accontentarsi di quello che passa il servizio sanitario nazionale.

Le associazioni chiedono un immediato intervento legislativo che consenta l’accesso immediato a tutti i farmaci salvavita, non soltanto quelli considerati innovativi visto che le norme contenute nel Decreto Balduzzi proprio allo scopo di accorciare i tempi evidentemente non hanno prodotto i risultati sperati Francesco Cognetti, presidente della Fondazione Insieme contro il cancro chiede anche che il Parlamento si attivi per <monitorare> il rispetto del limite di cento giorni per l’approvazione dei farmaci da parte dell’Aifa.

 

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