La vicenda Stamina assomiglia sempre di più ad un labirinto senza uscita. Più si cerca di  districare la matassa più questa si imbroglia ed i nuovi particolari che man mano emergono invece di far luce sulla verità la oscurano, la allontanano. In attesa di conoscere gli esiti dell’inchiesta della Procura di Torino sconcertano gli elementi che emergono dall’indagine conoscitiva promossa dalla Commissione Sanità del Senato dove proseguono in questi giorni le audizioni delle varie parti coinvolte.

La Commissione ha previsto di sentire le ragioni dei malati e dei loro familiari e anche quelle di Davide Vannoni, presidente di Stamina Foundation, e di alcuni medici suoi collaboratori. Intanto però è stato ascoltato il generale dei Nas Cosimo Piccinno che aveva eseguito una serie di ispezioni nei laboratori Stamina presso gli Spedali Civili di Brescia.  Oltre ai particolari già emersi sul mancato rispetto delle norme di sicurezza per la tutela della salute nei locali dove venivano preparate le infusioni ora si viene a sapere che i biologi che operavano per la Stamina Fundation non sono mai stati iscritti all’albo professionale.  Sono biologi sì ma l’iscrizione all’albo è obbligatoria per l’esercizio della professione. Dunque, ha ipotizzato il generale dei Nas, si potrebbe profilare oltre alle altre accuse anche quella di esercizio abusivo della professione.

Non solo.  Il generale dei Nas ha anche reso noto che in realtà la Stamina Foundation non è più una fondazione. E’ stata cancellata dall’anagrafe delle onlus per decisione della direzione generale del Piemonte dell’Agenzia delle Entrate. La motivazione è che la Stamina non ha in sostanza il profilo giuridico di una onlus e dunque perderà il regime fiscale di favore. I Nas poi sospettano che in Italia si stiano moltiplicando i casi Stamina, ovvero di strutture sanitarie (potrebbero essere pubbliche o private) che fanno uso di preparati simili a Stamina e assolutamente non testati.

Non è chiaro che cosa succederà e come deciderà di procedere il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin. Da settimane si attende il decreto di nomina del nuovo Comitato Scientifico che dovrà rivalutare il protocollo Stamina e decidere se vale la pena procedere ad una sperimentazione. Il Metodo Stamina era già stato bocciato dal primo Comitato nominato dal ministro ma il Tar aveva accolto il ricorso di Vannoni che aveva giudicato i membri del primo Comitato non imparziali.  Non stupisce che il ministro ora voglia andare con i piedi di piombo nella scelta dei membri del nuovo Comitato visto oltretutto che i nomi  usciti hanno già suscitato un vespaio di polemiche. Occorre però anche chiedersi che cosa potrebbe succedere se e quando si arriverà ad un rinvio a giudizio per Vannoni sul quale pesano accuse gravi come l’associazione a delinquere e la truffa. Il 7 febbraio,  forse, si cominceranno a sciogliere i nodi perchè Vannoni dovrà essere in aula in Tribunale a Torino per l’udienza preliminare e rispondere dell’accusa di tentata truffa  avanzata dal pubblico ministero Giancarlo Avenati Bassi.

Nel frattempo i familiari dei pazienti che credono nella cura Stamina si sono organizzati nel Movimento cure compassionevoli ed insistono per ottenere la terapia visto che per le patologie in questione non esistono alternative offerte dalla medicina ufficiale ed hanno anche presentato una proposta di legge di iniziativa popolare proprio sulle cure compassionevoli.

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