<La scuola non sarà più un ammortizzatore sociale>. Indovinate chi lo ha detto? No. Non l’ex ministro dell’Istruzione, Mariastella Gelmini. E’ vero che è stata lei la prima a dirlo ed a ripeterlo più volte. Ma questa volta è il sottosegretario all’Istruzione piddino Roberto Reggi ad annunciare al quotidiano la Repubblica i nuovi obiettivi strategici del governo  per migliorare la qualità della scuola italiana, partendo appunto dall’assunto che era stato lo” slogan” della Gelmini.

Forse il governo di Renzi vuole anche finalmente investire più soldi nel settore dell’Istruzione?  Assolutamente no. Reggi vuole fare lavorare di più i docenti, chiedendo loro di raddoppiare l’orario di lavoro per arrivare a 36 ore per tutti i gradi di insegnamento. Incredibile no? Perchè quando la Gelmini provò a fare qualche timido passo in questo senso fu massacrata dalla critiche dei sindacati ma sopratutto da quelle del Pd. Con il governo Monti  arrivò all’ Istruzione Francesco Profumo che però non appena propose un aumento dell’orario da 18 a 24 ore passò immediatamente dalla lista dei buoni a quella dei cattivi dove in cima comunque resta sempre la Gelmini ed infatti poco dopo con il passaggio da Monti a Letta fu rapidamente sostituito con Maria Chiara Carrozza.

Reggi poi propone incentivi economici per i docenti che si impegnano di più , assumendosi maggiori responsabilità. Ma anche questa non era un’idea di “destra” da condannare? Oltre a copiare il programma della Gelmini poi per la centesima volta si annuncia la volontà di aprire le scuole fino alle 10 di sera per accogliere gli studenti in difficoltà offrendo loro attività in laboratorio e corsi di recupero personalizzati.  Ma il sottosegretario Reggi è a conoscenza del fatto che nell’ultimo anno scolastico molte scuole non hanno potuto organizzare neppure i corsi di recupero interni per mancanza di fondi? Con quali soldi si pensa di tenere aperte le scuole fino a sera? Chi li paga gli insegnanti, i bidelli e i servizi?  Ecco l’idea geniale: i soldi arriveranno dal taglio dell’ultimo anno delle superiori che passeranno da 5 a 4. Benissimo. Magari però sarà necessario prima prevedere una riforma complessiva del ciclo delle superiori di cui per ora non vediamo traccia. O si pensa di tagliare l’ultimo anno rebus sic stantibus?

Infine colpisce che il piano strategico per la scuola venga annunciato dal sottosegretario Reggi che il totonomine vede al primo posto come successore della Giannini sulla poltrona dell’Istruzione. Forse l’attuale ministro è già in uscita ma ancora non l’hanno avvertita.

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