E’ vietato per i minori ma sul web il gioco d’azzardo va forte anche tra i bimbi delle medie.  La Società Ialiana di Pediatria, Sip, lancia l’allarme: il 13 per cento degli adolescenti intervistati, ovvero ragazzini  al massimo di 13 o 14 anni, ha ammesso senza problemi di giocare d’azzardo on line scommettendo soldi, soldi veri. La ricerca si è svolta su un campione rappresentativo di 2017 studenti di terza media ed i risultati sono stati piuttosto sconfortanti visto che il gioco d’azzardo è assolutamente vietato ai minori di 18 anni.

Nell’indagine si evidenzia come prosegua tra i giovanissimi  il boom dei vari social network dove al momento predomina WhatsApp,  usato da 8 su 10.  Il personal computer è preistoria,  si fa tutto con lo smartphone: il 93 per cento degli adolescenti si collega a internet con il cellulare.  La ricerca nel confronto col passato mostra l’aumento esponenziale del tempo passato in connessione. nel 2008 soltanto il 42 per cento dei ragazzini utilizzava internet. Ora siamo all’81 per cento.

La prima novità evidenziata è il definitivo trionfo dello smartphone: la percentuale di adolescenti che si collega a internet dal telefonino è passata dal 65 del 2012 al 93 del 2014. La quasi totalità degli adolescenti è continuamente connessa ed essenzialmente naviga da un social network all’altro.  Comportamenti che per  la Sip possono comportare rischi dal punto di vista psicologico. All’inizio c’era soltanto  Facebook che dominava incontrastato ma ora è  WhatsApp a farla da padrone  con l’81 per cento degli adolescenti sempre connessi. Attenzione i ragazzi non lo usano per scambiarsi messaggi ma come un social. Segue con il 42 per cento Instagram che, dicono i pediatri,  funziona come una vera e propria ” vetrina” di foto ad alto tasso di esibizionismo. Crescono anche i frequentatori del criticatissimo ASK il 30 dei maschi e il 37 delle femmine. Qui dice la Sip la possibilità di comunicare sotto anonimato ha aperto la porta a  numerosi casi di cyberbullismo alcuni dei quali hanno avuto esiti  drammatici. Fanalino di coda Twitter: soltanto  il 23 per cento dei giovanissimi lo frequenta.

Maurizio Tucci, curatore della ricerca, sottolinea come il divieto funzioni al contrario, ovvero da esca per gli adolescenti attratti dal proibito.

<La riflessione da fare di fronte a questi numeri è duplice. Da un lato dobbiamo constatare la pressoché nulla deterrenza rappresentata dai ‘divieti ai minori’ di cui il web è pieno. Il divieto passa dall’essere totalmente ignorato ad essere una traccia da seguire. Dall’altro dobbiamo considerare che al di là della violazione del divieto, questi giocatori in erba hanno anche modo di gestire somme di denaro e utilizzarle in ambiti in cui dovrebbe comunque avvenire un controllo sull’identità. – sottolinea Tucci- I meccanismi di accesso al gioco on-line, la consuetudine di molti di questi siti ad offrire gratuitamente fiches di benvenuto, ed i sistemi di pagamento ammessi, sono però tali per cui non è difficile, anche per un minorenne, magari grazie ad un maggiorenne compiacente, avere esperienze di gioco>.

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