La partita più dura che si gioca nel campo della salute globale non è quella contro l’Ebola. Nonostante  oggi sia questo il virus  indicato come il nemico più pericoloso da battere,  la World Health Organization nel Global Tubercolosis Report 2014  ci ricorda che con 480.ooo nuovi casi stimati nel 2013 sia la quella contro la Tubercolosi #tuberculsis la prima sfida da vincere.

A preoccupare l’Organizzazione Mondiale della sanità è soprattutto la forma resistente agli antibiotici normalmente impiegati contro questa malattia, anche quelli più potenti. E mentre per fortuna il virus Ebola non è presente sul nostro territorio e il suo arrivo viene dato come altamente improbabile dagli esperti la Tubercolosi è ritornata a fare capolino anche nei paesi più avanzati che l’avevano debellata decenni fa grazie ai vaccini. Nel 2013 anche in Italia sono stati registrati 3.153 casi di Tubercolosi  e proprio un paio di giorni fa è stato denunciato dal sindacato di polizia locale il contagio per due poliziotti di Massa Carrara che nel mese di settembre avevano prestato servizio continuativo nell’accoglienza dei profughi.   Da quando è iniziata l’operazione Mare Nostrum che ha portato oltre 150.000 profughi in Italia i sindacati delle forze di sicurezza hanno chiesto di intensificare i controlli sanitari a tutela della salute di chi arriva e di chi accoglie.

Nel 2013 si calcola che siano saliti a 9 milioni i malati di tubercolosi ed i morti siano stati un milione e mezzo. All’Oms sono stati riportati circa sei milioni di casi e l’86 per cento di questi è guarito, in media. La media delle guarigioni in Europa è lievemente inferiore 75 per cento. A preoccupare gli esperti sono le forme multiresistenti che non rispondono alle terapie e mentre in generale i casi a livello mondiale stanno diminuendo quelli multiresistenti invece aumentano e nel 2013 sono stati ben 97.000 i casi di questo tipo tra i quali la percentuale di guarigione scende al 48 per cento anche se in alcuni paesi come l’Etiopia e il Pakistan anche per questi casi hanno raggiunto una percentuale di guarigioni del 70 per cento.

La sfida per la WHO è quella di invertire la tendenza ed assistere ad una decisa decrescita dei casi per il prossimo anno#TBChat.

 

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