Gli italiani tirano la cinghia in tempi di spendig review, tagli e risparmi. Eppure c’è ancora chi riesce a sopravvivere da “scroccone”.  La Guardia di Finanza ha scoperto una maxi truffa ordita da 325 stranieri ai danni della casse dell’ Inps dalle quali sono stati sottratti indebitamente ben 4 milioni e mezzo di euro. Ma come?  Un giochino semplice semplice operato tutto ai danni di chi aveva realmente diritto ad incassare quei soldi.

Nel nostro paese gli indigenti hanno diritto ad un assegno sociale. Si tratta di un mensile di 450 euro che per molte persone rappresenta l’unica possibilità di sopravvivenza. Un assegno che spetta ai cittadini italiani ed anche agli immigrati in possesso di carta di soggiorno (ovvero del permesso di lungo periodo).  Giusto. A condizione però che lo straniero che incassa l’assegno viva stabilmente in Italia.

Che cosa ha scoperto la Guardia di Finanza? Un nutrito gruppo di immigrati una volta ottenuto il sussidio mensile è tornato a casa “dimenticando” un piccolo particolare, ovvero la cancellazione dall’anagrafe. Grazie alle indagini incrociate delle Fiamme Gialle sono emersi i particolari di questa maxi truffa che coinvolge 75 province italiane  e che di fatto è già costata alle casse pubbliche oltre 4 milioni e mezzo di euro già erogati. La buona notizia è che a questo punto l’Inps bloccando i sussidi indebitamente percepiti risparmierà 2 milioni di euro all’anno.

La Guardia di Finanza spiega nel rapporto che i finti immigrati < percepivano il trattamento assistenziale mediante accredito in conto corrente pur avendo fatto ritorno ai loro paesi d’origine o essendosi assentati oltre 30 giorni dal territorio nazionale senza alcuna comunicazione ai fini della sospensione temporanea del beneficio, come previsto dalla normativa vigente>. In pratica il sistema funziona così: si chiama un parente che arriva e resta il tempo di vedersi riconosciuto il sussidio. Poi torna a casa ma continua a percepirlo illegittimamente.  Le Regioni dove si truffa di più sono Lombardia, Lazio e Campania.

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