Medicina nel caos. Dai test di accesso alle scuole di specializzazione l’intero percorso della formazione universitaria è precipitato nella confusione e nell’incertezza.  Gli studenti prima e i laureati poi vanno avanti a singhiozzo a forza di ricorsi e mezze promesse.  Mai come quest’anno la possibilità di accedere ai corsi di laurea e poi alla specializzazione e alla professione è apparsa un vero e proprio terno a lotto. Una scommessa che si vince per caso sicuramente non per merito.

Non c’è dubbio che ci sia una precisa responsabilità del ministro dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca, Stefania Giannini nell’aggravarsi di una situazione che era già fortemente problematica. I difetti dei test di accesso e anche di quelli delle scuole di specializzazione sono noti da tempo e sicuramente non possono essere addebitati alla gestione attuale del ministro. La Giannini però si è impegnata a fondo per creare maggiore confusione anche se possiamo concederle il  dubbio di aver agito in buona fede. Fin dall’inizio del suo mandato il ministro ha annunciato di voler abolire i test di accesso per le Facoltà di Medicina apparentemente senza valutare il peso delle parole di un ministro. Se si annuncia l’abolizione si deve essere certi di poterla attuare in tempi stretti e senza danno. Il virus dell'”annuncite”  ha molta presa all’interno dell’esecutivo di Renzi ma purtroppo nel campo dell’Istruzione, della Scuola e dell’ Università, istituzioni che da sempre hanno bisogno di tempo per adeguarsi, annunciare un provvedimento per poi ritrattare tutto una settimana dopo ha effetti ancro più devastanti.

Quello che è accaduto in molte facoltà di Medicina è noto: migliaia di studenti hanno vinto il ricorso con il risultato di rendere impossibile in molti casi l’avvio delle lezioni per il sovraffollamento. Non solo.  Molti fra i ragazzi che avevano passato subito il test sono stati costretti ad un cambio di sede mentre quelli che hanno fatto ricorso ora hanno diritto di frequentare la facoltà che preferiscono. Anche il caso dei test per le scuole di specializzazione annullati e poi invece nuovamente confermati come validi nel giro di 48 ore non ha giovato alla serenità dei futuri medici e pure dei futuri pazienti sempre più preoccupati di fronte alle falle di un percorso di formazione professionale tanto delicato e importante.

Non stupisce quindi che negli ultimi giorni si stiano moltiplicando gli appelli da parte dei sindacati e delle più autorevoli istituzioni universitarie.  Stefano Paleari presidente della Conferenza dei Rettori, CRUI, ha scritto al ministro Giannini e per conoscenza anche a quello della Salute, Beatrice Lorenzin, chiedendo un incontro urgente vista <la gravissima situazione che si è venuta a creare nell’ambito dell’area medica>.

Ecco uno stralcio della lettera della CRUI al ministro:

<La situazione venutasi a determinare nelle Facoltà/Scuole di Medicina e Chirurgia a seguito delle pronunce della Magistratura amministrativa in accoglimento dei numerosissimi ricorsi presentati avverso gli esiti dei test di ammissione al corso di laurea a ciclo unico in Medicina e Chirurgia è del tutto insostenibile e pregiudica il regolare avvio dell’anno accademico. Di ciò hanno già documentato i Presidenti di Consiglio di corso di laurea magistrale in Medicina e Chirurgia.

In secondo luogo, le innovate modalità di selezione alle Scuole di Specializzazione post-lauream, hanno determinato più di qualche criticità, a tutt’oggi imprevedibile nelle possibili conseguenze>. Dunque conclude Paleari: <Urge affrontare la questione nel suo complesso senza attendere altro tempo. Confidiamo in un suo immediato riscontro>.

Torni a bordo ministro Giannini altrimenti Medicina va a fondo.

 

 

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