Sempre più alto il prezzo da pagare per la nostra salute. I tagli lineari colpiscono le Regioni in modo indiscriminato e per curarsi i cittadini devono mettere mano al portafogli. Insomma meno sanità pubblica più spese a carico dei pazienti.

Il Rapporto Ospedali & Salute 2014 curato dall’Aiop, Associazioni Italiana Ospedalità Privata,  come ogni anno fotografa il funzionamento del servizio sanitario nazionale puntando soprattutto ad un’analisi dei costi. Il primo dato che emerge in modo prepotente è che cresce in modo esponenziale  la spesa a carico del cittadino. Un miliardo e 120 milioni di euro in più spesi per i ticket e le prestazioni intramoenia ( nel pubblico ma a pagamento). Il confronto è tra il 2009 ed il 2013, un aumento pari al 35,4 per cento. Non basta perchè il carico si è fatto più pesante anche per l’aumento delle aliquote Irpef. Aumenti che vanno dal 7 per cento del Veneto all’82,9 del Piemonte.

Quello delle spese a carico del cittadino che aumentano è conseguenza inevitabile dei risparmi imposti agli enti locali piu spendaccioni che in molti casi sono stati commissariati e più in generale dalla riduzione del Fondo nazionale destinato alla sanità. Il risultato peggiore è che moltissimi italiani pian piano stanno rinunciando a curarsi. Il Censis ha calcolato che 9 milioni di italiani nell’ultimo anno non hanno eseguito esami diagnostici, rinunciando anche a comprare farmaci necessari.

Eppure sempre il Rapporto Aiop ci conferma che continuano gli sprechi e la mala gestione. Nel 2013 le aziende ospedaliere e gli ospedali gestiti dalle Asl presentano un disavanzo reale enorme: 3,3 miliardi di euro per gli ospedali  e 2,7 per le strutture gestite dalle Asl. Le prospettive per il futuro non si presentano rosee visto che la Legge di Sabilità  2015 prevede un taglio di trasferimenti alle Regioni di 4 miliardi. Eppure l’Italia continua ad essere uno dei paesi Ue che spende meno per la sanità: il 7 per cento del Pil contro, ad esempio, l’11 della Germania.

 

 

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