I vaccini provocano l’autismo e non servono a niente. Chi lo afferma? Il web, un sito di medicina, un’amica di mia zia, un programma in tv. Tutti ritenuti più autorevoli anche del tuo medico di famiglia che ti consiglia la vaccinazione. Perché?

La presunta correlazione tra l’autismo e le vaccinazioni e il timore che comunque queste possano provocare effetti collaterali incontrollabili è una delle convinzioni più radicate nell’opinione pubblica e più difficile da sradicare. E’ incredibile come anche su tematiche scientifiche spesso conti più il “sentito dire” o un commento letto sul web di studi e ricerche elaborati da esperti nel corso di tanti anni.

A Roma i “falsi miti” in tema di salute sono stati al centro di un convegno cui ha preso parte anche il ministro, Beatrice Lorenzin, oltre a tutti i rappresentanti delle istituzioni sanitarie dall’Istituto Superiore di Sanità al Centro Nazionale Trapianti . Tra i temi affrontati proprio quello delle vaccinazioni di estrema attualità perchè in tutto il mondo sta crescendo  l’allarme per la diffusione di malattie che erano state debellate grazie alla scoperta del vaccino che ora però molti rifiutano per paura. Il risultato è che una malattia come il morbillo si è ripresentata ad esempio in Inghilterra ed in Germania in modo virulento scatenando anche la preoccupazione dell’Organizzazione Mondiale della Sanità che ha segnalato come l’Europa sia rimasta indietro rispetto alle vaccinazioni.  Il fatto che la malattia fosse quasi scomparsa proprio grazie alle vaccinazioni ha fatto calare la preoccupazione rispetto alla patologia mentre è aumentata quella sui possibili effetti collalterali tra i quali il più grave sarebbe proprio l’autismo.

Pochi giorni fa è stato pubblicato uno studio che gli esperti considerano “definitivo” sull’argomento sulla rivista Jama. (http://jama.jamanetwork.com/article.aspx?articleid=2275444). La ricerca condotta in Virginia (USA) ha coinvolto 95.000 bambini per un periodo di 5 anni. Tra questi il 2 per cento aveva un fratello maggiore affetto da autismo.  Lo scopo era proprio quello di verificare se ci fosse una correlazione tra l’assunzione del vaccino trivalente (morbillo, rosolia, parotite) e l’insorgenza della patologia.  Gli studiosi concludono affermando di non aver <trovato nessuna evidenza tra l’assunzione di uno o due dosi di vaccino trivalente e l’aumento del rischio di autismo neppure tra i bambini che hanno un fratello maggiore con la malattia>.

Basterà per superare l’impasse? Forse no. La paura è irrazionale e non è possibile superarla con spiegazioni scientifiche ma semmai purtroppo con una paura ancora più forte. La gente non si vaccina più contro il morbillo perchè questa malattia, erroneamente, non fa più paura.  Ma vediamo che cosa sta succedendo in Toscana. Nei primi mesi del 2015 è stato registrato un aumento dei casi di meningite da meningococco che sono risultati letali nel 30 per cento dei casi a causa della particolare virulenza del ceppo, i casi sono stati fino ad ora 16 e di questi 4 sono stati mortali.   A questo punto l’allarme è scattato, la gente ha paura e fa la fila davanti alle Asl per vaccinarsi. La Toscana ha deciso di offrire gratuitamente il vaccino antimenigococco C a tutti i ragazzi ta gli 11 ed i 20 anni, ovvero la fascia più colpita. Se la malattia fa più paura del vaccino i cittadini fanno la fila.

Ma non c’è o almeno non dovrebbe esserci soltanto la paura a spingere le persone verso la vaccinazione. Purtroppo gioca pesantemente anche la sfiducia dei cittadini nei confronti delle istituzioni troppo lontane e spesso incapaci di comunicare. L’idea che il ministero ovvero il governo e le autorità che vigilano sui farmaci non siano affidabili è il deterrente più forte. Purtroppo in molti casi la sfiducia dei cittadini trova riscontro nella realtà. Spetta alle istituzioni lavorare per riconquistare un rapporto inficiato da tempo.

Tag: , , , , , ,