No alla mostra di ascelle e gambe pelose in classe.  Spesso i ragazzi si preoccupano in maniera ossessiva del loro aspetto, del jeans giusto da indossare in quella particolare occasione, del taglio dei capelli o di un tatuaggio.  Anche la frequentazione delle lezioni scolastiche  è diventata da tempo un’occasione d’oro per sfoggiare gli outfit più stravaganti o le griffe più prestigiose. Fenomeno già abbondantemente analizzato e discusso da sociologi ed esperti che si sono chiesti se fosse meglio quando si stava peggio ovvero  quando tutti indossavano un grembiule o una divisa uguale  che annullava le differenze di classe e  teneva a bada gli eccessi creativi.

Ma se è davvero impensabile per le scuole superiori tornare al grembiule è pure vero che a volte si vedono cose che noi “umani genitori” mai avremmo immaginato. E così da qualche anno molti presidi in giro per l’Italia emanano circolari per vietare abbigliamenti particolarmente estrosi da parte degli alunni. Molto creativa e assai dettagliata in questo senso la circolare del dirigente scolastico del Liceo Scientifico Righi di Roma, Monica Galloni. La preoccupazione della preside infatti più che appuntarsi sugli abiti si concentra sull’esibizione di parti del corpo che per motivi del tutto naturali risultano coperte di peli e dunque <non eleganti> da mostrare in un’aula o lungo i corridoi di un istituto scolastico.

Il dress code, il codice di abbigliamento, ricorda la preside non vale soltanto quando si va in discoteca o ad una festa. Deve valere anzi soprattutto quando si frequenta <quel diverso e assai più importante tipo di locali anche noti come locali scolastici>. Nel ricordare agli studenti che la parola eleganza deriva dal latino eligere, ovvero scegliere, la preside ribadisce che l’eleganza è <la capacità di scegliere tra più alternative possibili la sola adatta al caso concreto>.

Ed ecco quindi le 5 semplici regole alle quali gli alunni del liceo dovrebero attenersi per il dirigente scolastico.

 

A Scuola le infradito non sono eleganti. In spiaggia, magari, sì.

A Scuola una minigonna non è elegante. In discoteca, magari, sì.

A Scuola, un pantalone corto (con eventuali peli sulle gambe, di varia lunghezza, annessi) non è elegante. E non lo è da nessun’altra parte.

A Scuola, far vedere le ascelle non è elegante. Dal dottore, magari, sì.

A Scuola, mostrare le proprie mutande mentre si cammina per i corridoi non è elegante. Se si dovesse diventare testimonial di qualcuno, magari, sì.

La circolare si conclude con un avvertimento: inutile addurre come pretesto <la pretesa percezione di temperature subsahariane che potrebbero nell’ottica di qualcuno fungere da giustificazione a scelte di abbigliamento più adatte ad una spiaggia che non ad una scuola>.

Insomma studenti rassegnatevi: dovete rinunciare a canottiera, bermuda e ciabatte.

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