gasman2Lei non sa chi sono io! Lui, parliamo di Gassman, forse non sapeva chi era lei, Francesca Barracciu. Lo diciamo nel caso potesse valergli come attenuante, quando gliela faranno pagare. E succederà. Se le sono suonate, ieri l’altro su Twitter e noi eravamo qui a goderci lo spettacolo con immaginarie noccioline da sgranocchiare. La cronaca del match: ha iniziato lui, sollecitando la sottosegretaria ai beni culturali a lasciare la poltrona in attesa che la magistratura chiarisca se i fondi pubblici sperperati quand’era consigliere regionale della Sardegna erano congrui o meno alle necessità istituzionali della stessa. La risposta è stata da brivido: “chiarirò tutto a fondo. lei intanto che impara fare attore, può evitare pagare biglietto cinema per i suoi “film”? Grazie”. No, nessun refuso. La parola film è posta con sprezzo tra virgolette. Dall’alto della sua carica, la Barracciu replica al basso livello delle pellicole del figlio del grande Vittorio. “Una maleducata”, l’ha liquidata, sempre sul social network, Francesca Archibugi.  Una reazione talmente scomposta, quella dell’esponente renziana, che Luca Bizzarri si è domandato con ironica inquietudine.”Ma è sottosegretaria ai beni culturali di che paese? Perché dalla prosa non si capisce”.  gasman3Si capisce, invece. Perché la Barracciu è un’intoccabile. Può dire quello che vuole. È il nuovo che avanza. È il nuovo che avanzava al PD e siccome non sapevano bene cosa farsene l’hanno piazzata al governo. Una “carriera” (le virgolette, stavolta, sono nostre) di tutto rispetto: nata nel 1966 a Sorgono, è sottosegretario di Stato del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo (le maiuscole non sono nostre). La prima gaffe la fece – sempre su Twitter – non appena nominata. Qualcuno le chiese che delega avesse ricevuto ma lei non ne era poi così sicura. Vi farò sapere, rispose. Sto andando a controllare. Poi cancellò. Poi si giustificò. Poi si innervosì. Era indaffarata, del resto. Ma torniamo alla “carriera”. Vi sorprendereste se vi dicessimo che viene dal PCI? Se l’è fatta tutta la trafila: PCI, PDS, DS e PD. Con i nomi cambiavano gli organismi di partito ma lei c’era sempre, eccome se c’era e si faceva sentire. Consigliere comunale, assessore, sindaco. Filotto. E poi ancora: consigliera regionale della Sardegna e dal dicembre 2012 deputata europea, subentrando a Rosario Crocetta, nel frattempo divenuto Presidente della Regione Sicilia (Circoscrizione Sud). L’Europa non le basta, è lei la vincitrice delle primarie per le imminenti elezioni regionali sarde ma, in quanto indagata, le viene consigliato un passo indietro. Voi ci avete mai creduto alla favoletta del passo indietro? Guarda caso, pochi mesi dopo, il 28 febbraio del 2014, viene chiamata al Governo. Intoccabile, dicevamo. La stampa amica, garantista a intermittenza, la sublima: cosa volete che siano 33mila euro di rimborsi carburante in tre anni, la Sardegna è una regione così vasta! Quel “grillino” di Gassman – che, a scanso di equivoci, in una recente intervista al Corsera aveva azzardato fiducia in Renzi e si era persino dichiarato di sinistra – vada a informarsi sulla qualità del suo lavoro al ministero! È qui che (noi) dobbiamo fermarci, perché dei risultati politici incassati dalla sottosegretaria non se ne sa granché ma siamo sicuri che sia imprescindibile. Sapete come si dice: lasciatela lavorare! Per giunta è persino – udite udite – docente di materie letterarie. Talmente preparata che il 5 dicembre del 2014, intervenendo a Nuoro in occasione del centenario della scomparsa del poeta Sebastiano Satta, (il 29 novembre 1914), la professoressa legge agli intervenuti un appassionato intervento. .. su Salvatore Satta, illustre giurista e scrittore, parente del meno noto Sebastiano. Quest’ultimo, pace all’anima sua, si è visto così scippare una delle poche manifestazioni in suo onore. Giornalista e avvocato anch’egli, dovette lasciare la professione per una paralisi dedicandosi esclusivamente alla poesia che tanto amava nel poco tempo che gli rimaneva. Morì a soli 47 anni senza mai riuscire a far sì che la sua fama varcasse  i confini della regione. Molto più famoso è Salvatore, che oltre a essere considerato uno dei più autorevoli giuristi italiani, è conosciuto in tutto il mondo grazie a un romanzo, Il giorno del giudizio, una sorte di Antologia di Spoon river nuorese pubblicata nell’indifferenza generale nel 1977 dalla Cedam, casa editrice specializzata in pubblicazioni giuridiche, e ristampato nel 1979 dalla Adelphi, due anni dopo la morte dell’autore. La confusione tra i due, come sempre, venne attribuita allo staff. Un classico. Chissà che anche quest’ultima sparata su Twitter venga attribuita a qualche sprovveduto collaboratore? Gaffe dopo gaffe, in ogni caso, la cavalcata trionfale della Barracciu galoppa a tutta velocità. Gassman, figlio di papà, raccomandato del ca**o, fascista che non sei altro (grillino non è sufficientemente denigratorio, in fondo), attorucolo da strapazzo, stai attento! Corri ai ripari, rinnova tempestivamente la fede in Renzi o finirai tra i cattivi. In buona e sempre più numerosa e allegra compagnia, ma pur sempre tra i bad boys.

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