Matteo_Orfini_daticameraUna vergogna l’incarico a De Gennaro“. L’incarico, ricoperto dall’ex capo della polizia, è di presidente di Finmeccanica. Dopo i tristi fatti del G8 di Genova, De Gennaro non ebbe problemi a riconoscere “eccessi” ma precisò come l’unico coordinamento spettasse alle autorità provinciali di pubblica sicurezza: questore e prefetto. Sta di fatto che il superpoliziotto – ricordiamolo: è colui che con l’arresto di Don Masino Buscetta segnò un passaggio decisivo nella lotta alla mafia – ne uscì pulito. La sentenza di Strasburgo, però, dev’essere sembrata occasione troppo ghiotta per Orfini, classe 1974, (professione: dirigente di partito), per non scagliarsi contro lo “squalo” De Gennaro. Di chi parliamo? Matteo Orfini nasce politicamente nell’agguerrita corrente dei Giovani Turchi  (appellativo talmente infelice da provocare il risentimento della comunità armena in Italia perché avrebbe richiamato il movimento reo di aver pianificato il Genocidio armeno e sostituito con un più rassicurante, si fa per dire, Rifare l’Italia). La sua militanza dalemiana gli frutta un  ruolo di portavoce di quest’ultimo quand’era parlamentare europeo e un posto di primo piano nella Fondazione Italianieuropei. Responsabile Cultura nella segreteria Bersani, incarico assegnatogli probabilmente per la prestigiosa carriera di studente di archeologia, pur non culminata con la laurea, non si lascia scoraggiare dalla rottamazione di D’Alema e dal ridimensionamento di Bersani. Folgorato dal renzismo sulla via di Sant’Andrea delle Fratte, viene eletto deputato alle elezioni politiche del 2013. Una conversione degna di nota ma, gli valga come attenuante, non l’unica*. Dal giugno 2014 è anche presidente del partito, carica la cui importanza è sottolineata dal nome del predecessore: Gianni Cuperlo, persona degnissima, piacevole quanto mal tollerata, una delle pochissime ancora di sinistra nel Pd, ma di una irrilevanza politica imbarazzante. A darci la giusta misura del ruolo di Orfini, tuttavia, è la recente nomina, a seguito dello scandalo “Mafia Capitale”, a commissario straordinario del Partito Democratico romano. Praticamente una specie di scudo umano, categoria protetta dalla  quarta convenzione di Ginevra. L’unica cui potrà appellarsi l’ormai anziano turco, perché De Gennaro, nominato al vertice di Confmeccanica da Letta, è stato confermato, pochi mesi fa, dallo stesso Renzi. Una posizione personale, la sua, o una spia del retropensiero del primo ministro?

*Altri convertiti illustri:

Federica Mogherini twittava con simpatica irriverenza: “Renzi ha bisogno di studiare un bel po’ di politica estera, non arriva alla sufficienza temo #terzaelementare”.

Stefania Pezzopane su facebook si spingeva persino oltre: “Ecco perché non voto Renzi, perché non ho mai votato persone di destra nella mia vita e figuriamoci se lo faccio alle primarie del centrosinistra. E poi se tanto piace alla destra, ci sarà un motivo…”