Giù le mani da Sergio Ramelli!

sergio

Eccomi Sergio, arrivo con un giorno di ritardo, tirato per i capelli (che non ho più, ma quando avevo la tua età erano lunghi come i tuoi), e non perché ti abbia dimenticato. Mi sono imposto tempo fa di non scrivere dei “caduti” di quella guerra civile fuori tempo massimo, ma non potevo lasciare che, dopo averti massacrato a colpi di chiave inglese quel 13 marzo del 1975, i soliti nostalgici dell’antifascismo tornassero a infierire anche sul tuo ricordo. Mentendo. Come hanno sempre fatto. No, una semplice didascalia – Sergio Ramelli, assassinato il 29 aprile del 1975, giusto quarant’anni fa, dopo quarantasette giorni […]

  

25 aprile? No, grazie

partigiani

Il 25 aprile è la festa di tutti? No, basta scorrere le pagine dei principali quotidiani per capire che questo 25 aprile in particolare segna, semmai, un passo indietro in una pacificazione nazionale che non c’è mai stata davvero. Sbianchettate con disinvoltura le verità storiche (le ombre sulla Resistenza) emerse a fatica negli ultimi anni, continuano a raccontarci le solite bugie. Il Corriere della Sera, in materia, sta pubblicando una collana di romanzi sull’epopea resistenziale a tinta unita (intendiamoci: tra cui alcune opere pregevoli di autori eccellenti, preziose testimonianze di un’epoca complessa), malgrado i fazzoletti rossi abbiano avuto un ruolo men che marginale, per usare […]

  

Minoranza dem, #staiserena

state sereni

Requiem per Pier Luigi Bersani, Gianni Cuperlo, Rosy Bindi, Andrea Giorgis, Enzo Lattuca, Alfredo D’Attorre, Barbara Pollastrini, Marilena Fabbri, Roberta Agostini e Marco Meloni, sostituiti d’imperio dalla Commissione Affari Costituzionali della Camera. Il divieto di mandato imperativo? Un vincolo trascurabile nella nuova Repubblica renziana: tutti per uno, uno per sé. Viva l’Italia. Viva l’Italicum. Una domanda alla minoranza Dem: state sereni? Un consiglio: rifatevelo per conto vostro, un partito autenticamente democratico e di sinistra, socialista, socialdemocratica, social-liberale. Fatelo come piace a voi. Perché – mi domando e dico – farvi sputare in un occhio e piagnucolare come scolaretti? Vi faranno […]

  

Le Pen, tra padre e figlia potrebbe spuntarla la giovane Marion

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“Mio padre è fatto per essere presidente di Regione come io per essere ballerina al Crazy Horse“. Cocciuto uomo d’opposizione e irriducibile fascista, il primo. Goffa nei modi e un tantino appesantita dall’età, la quarantasettenne Marine. Come non essere d’accordo con lei? Se poi fosse vero che, invece dell’ingombrante genitore, la leader del FN voglia,  nelle elezioni di dicembre, candidare alla guida della Provence-Alpes-Côte d’Azur, l’importante Regione della Francia meridionale, la giovane deputata Marion Maréchal Le Pen, ça va sans dire che quest’ultima riuscirebbe meglio della zia anche come ballerina. Elettoralmente l’ha già dimostrato, del resto. Nata il 10 dicembre 1989 […]

  

“Via De Gennaro!” Così parlò Matteo Orfini

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“Una vergogna l’incarico a De Gennaro“. L’incarico, ricoperto dall’ex capo della polizia, è di presidente di Finmeccanica. Dopo i tristi fatti del G8 di Genova, De Gennaro non ebbe problemi a riconoscere “eccessi” ma precisò come l’unico coordinamento spettasse alle autorità provinciali di pubblica sicurezza: questore e prefetto. Sta di fatto che il superpoliziotto – ricordiamolo: è colui che con l’arresto di Don Masino Buscetta segnò un passaggio decisivo nella lotta alla mafia – ne uscì pulito. La sentenza di Strasburgo, però, dev’essere sembrata occasione troppo ghiotta per Orfini, classe 1974, (professione: dirigente di partito), per non scagliarsi contro lo “squalo” De Gennaro. Di chi parliamo? Matteo Orfini […]

  

Tortura? Sì e anche identificativo sulle divise

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Tortura o non tortura? Introdurre o meno il reato di tortura? La sentenza di Strasburgo ce lo chiede senza tanti complimenti e, del resto, che chi si è macchiato di sangue nella mattanza della Diaz di Genova sia rimasto impunito è  inconcepibile (inaccettabile, sconcertante, abominevole… e tutti i peggiori aggettivi che vi possono venire in mente, io li condivido a prescindere). Com’è possibile? Semplice: il reato di lesioni, l’unico imputabile, si è prescritto. Puff. Sparito. Certo, alcuni sono stati condannati per falsa testimonianza e falso ideologico, ma non hanno scontato neanche un giorno di galera. Neanche Gianni Tonelli, segretario del […]

  

Tifoso assassinato, lo striscione infame

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Ci sono foto, come questa scattata ieri all’Olimpico, che non hanno bisogno di didascalie. Si commentano da sole. Un abbraccio alla madre di Ciro Esposito, tifoso del Napoli, assassinato non una ma due volte.

  

Bondi, ed è subito sera

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L’ha adorato, il suo Silvio. Gli ha dedicato appassionate quanto imbarazzanti liriche. Lepoardi, per la sua Silvia, non mostrò lo stesso ardore, la stessa vibrante partecipazione emotiva, lo stesso coinvolgimento sentimentale. “Sono sicura che se Bondi rinascesse, vorrebbe essere Veronica”, ebbe a dire di lui Sabina Negri, moglie di Roberto Calderoli. Eppure, per dirla con la rauca voce di Riccardo Cocciante, “Era già tutto previsto”. Quel che più stupisce, infatti, non è l’umana irriconoscenza dell’ex sindaco comunista e dei tanti che con disinvolto opportunismo sono saltati giù dal carro dell’ex Cavaliere, ma che Bondi, all’epoca del colpo di fulmine, nell’autunno del 1994, avesse […]

  

E Mariotto Segni tuonò: 1992 è una puttanata!

accorsi

1992, la nuova serie di Sky, nasce da un’idea di Stefano Accorsi. Bravo, penserete. Bravo, pensammo quando – molti mesi fa – iniziò la campagna promozionale. Finalmente qualcuno s’è deciso a raccontare quella pagina mai raccontata della storia nazionale! Seguirne le prime puntate, però, è stato sufficiente per capire il perché: l’attore bolognese si è ritagliato per sé il ruolo di Leonardo Notte, una specie di Jordan Belfort in dodicesimi. Già, il buon Notte – fenomeno del marketing con un passato misterioso – sembra proprio la caricatura dello spregiudicato broker newyorkese interpretato, con ben altro spessore, ça va sans dire, da Leonardo DiCaprio in The Wolf of Wall Street. Un’ascesa tanto fulminante, […]

  

Restituiteci Mennea

MENNEA

E adesso chi ce lo ridà Pietro Mennea? Il rischio è di averlo irrimediabilmente sostituito, nell’immaginario collettivo, con il giovane Montalbano, con l’immagine di un Mennea ben diverso, decisamente più belloccio – l’attore Michele Riondino – ma privato delle sue caratteristiche più autentiche: la determinazione esasperata ed esasperante, una capacità di sacrificio che non ha (non ha avuto e probabilmente non avrà) eguali nel mondo dello sport e poco spazio lasciava ai sentimenti. Vederlo nell’agiografia confezionata da RaiUno, la notte prima della decisiva gara di Mosca del 1980, piagnucolare con il suo mentore per aver deluso “la donna della sua vita”, ce ne ha restituito […]

  

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