Giampiero Arci Manifesto 2015

Sono passati quattordici anni dal 23 luglio del 2001, giorno in cui venne a mancare, colpito dalla più spietata delle malattie, appena cinquantenne, Giampiero Arci, esponente di spicco della destra romana, il cui ricordo è ancora vivo per i molti che, come chi scrive, gli furono amici, travolti prima dal suo entusiasmo contagioso e poi dal dispiacere per quella prematura uscita di scena. Come consolidata consuetudine, stasera, alle ore 19.30, nella romana Basilica di San Marco Evangelista a Piazza Venezia, verrà celebrata una Santa Messa. Difficile ricordare l’uomo dai mille talenti e dall’irrefrenabile energia in poche righe: avvocato, docente universitario, militante politico, apprezzatissimo consigliere provinciale e regionale impegnato nelle relative associazioni istituzionali – io lo conobbi quando era componente dell’ufficio di presidenza dell’UPI (Unione Province d’Italia) – e soprattutto fondatore ed editore di Area, testata “storica” della destra sociale, definita da molti politologi, tra cui Piero Ignazi, la più prestigiosa e diffusa rivista del centrodestra, sicuramente la più longeva in un mondo editoriale caratterizzato dall’estemporaneità di gran parte delle sue iniziative. Fondata nel 1996, Area ha resistito in edicola ininterrottamente per 18 anni. Diretta da Marcello de Angelis fino al 2008 e poi dal già vice-direttore Gabriele Marconi, la testata è stata rilevata recentemente da Fabio Rampelli ma, malgrado gli sforzi profusi per tenerla in vita, ha dovuto “ripiegare” sul web. A coltivare il ricordo di Giampiero attraverso iniziative concrete è l’associazione “Giampiero Arci – Società Civile”, istituita nel 2002 e presieduta dalla sorella, la professoressa Enrichetta Arci, le cui attività (tra cui Borse di studio per giovani europeisti) rappresentano un prezioso punto di riferimento della collettività romana e laziale per associazioni di categoria, lavoratori, giovani, professionisti, avvocati, famiglie, oltre che ovviamente per i tanti estimatori di Giampiero Arci, che pur non essendoci più, continua ad essere quel che è sempre stato: un aggregatore. Proprio com’era in vita.

Ciao Giampiero!

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