Aielli, la sinistra decapita Letta, ma è lo zio (fascista) di Gianni

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“Non ci dormivo la notte a pensare che una piazza del nostro paese è intitolata a un fascista”. Così, Enzo Di Natale, da pochi mesi sindaco di Aielli (eletto nella lista civica Primavera Democratica), s’è determinato a far rimuovere il busto del prefetto Guido Letta, zio di Gianni, dalla piazza di Aielli Stazione, restituendole, tra l’altro, la denominazione precedente di piazza Risorgimento. Il busto era stato eretto dalla precedente amministrazione di centrodestra il 19 settembre del 2011, che aveva contestualmente provveduto a intitolare anche la piazza  a quell’illustre concittadino, nato ad Aielli il 5 marzo 1889 e morto a Roma […]

  

Scattone, non facciamone un martire

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Giovanni Scattone ha rinunciato alla cattedra, ma non facciamone un martire, per favore. La vittima era, resta e rimarrà, Marta Russo. Lui non è più “sereno”. Comprensibile, visto il polverone che s’è tornato ad alzare. Lei, però, non è più su questa terra. Ancor più comprensibile, se ci è consentito sottolinearlo, il rinnovato dolore della famiglia Russo. Lui potrà ripensarci e ci ripenserà, statene certi. Si è già esposta, tra i tanti garantisti a corrente alternata, il ministro dell’Istruzione e dell’Università  (la ministra, pardon) Stefania Giannini, affermando che non avrebbe problemi a mandare i figli in una scuola ove insegnasse […]

  

“Storie sospese”, il film di Chiantini contro i danni del progresso

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“Questo sarà l’ultimo Natale in cui i bambini vomitano in autostrada sull’Appenino“. Con questa battutona, raccolta dal proprio inesauribile giacimento, Matteo Renzi ha inaugurato lo scorso novembre la variante di valico, “simbolo di un Paese che è in una galleria, in un tunnel di rassegnazione, ma ha la capacità per uscirne“. Stefano Chiantini, giovane regista abruzzese, invece, non si è rassegnato all’omertà che ha messo a tacere la sofferenza degli abitanti di Ripoli, cui il film è dedicato (“e a tutti coloro che cercano di sovrastare il rumore dei cantieri con la loro voce”), e ha portato a Venezia un […]

  

Io, stamattina, sto con il manifesto

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So di deludere molti, ma io stamattina sto con i colleghi del manifesto: foto raccapricciante e titolo urticante, crudele e – sì, è vero – forzato: perché al bambino non è stato negato l’asilo. È stata negata la vita. Possiamo prendercela con i trafficanti d’uomini, certo, e tornare a interrogarci con curiosità degna di migliore causa se Everest, il film diretto da Baltasar Kormákur presentato fuori concorso al Festival di Venezia sia bello o brutto. Non me lo dite. Voglio essere chiaro, a costo di essere scortese: me ne frega meno di niente. La lotta per la sopravvivenza, purtroppo, non è fiction e […]

  

Il blog di Roberto Alfatti Appetiti © 2017