bustoletta“Non ci dormivo la notte a pensare che una piazza del nostro paese è intitolata a un fascista”.

Così, Enzo Di Natale, da pochi mesi sindaco di Aielli (eletto nella lista civica Primavera Democratica), s’è determinato a far rimuovere il busto del prefetto Guido Letta, zio di Gianni, dalla piazza di Aielli Stazione, restituendole, tra l’altro, la denominazione precedente di piazza Risorgimento. Il busto era stato eretto dalla precedente amministrazione di centrodestra il 19 settembre del 2011, che aveva contestualmente provveduto a intitolare anche la piazza  a quell’illustre concittadino, nato ad Aielli il 5 marzo 1889 e morto a Roma l’11 febbraio 1963, che per questo piccolo comune della Provincia di l’Aquila (che attualmente conta poco meno di 1500 abitanti) era stato, come lo descrisse l’allora sindaco Benedetto Di Censo “un instancabile benefattore per tutta la sua vita, in particolare dopo il terremoto del 1915, prodigandosi in prima persona e in modo determinante per la ricostruzione dei centri urbani del comune di Aielli, per la ricostruzione della gran parte degli edifici pubblici, della chiesa di San Giuseppe in Aielli Stazione, del sacrario monumentale ai caduti con annesso dopo lavoro, della casa dell’infanzia, della costruzione di un pastificio moderno per l’epoca nel quale hanno lavorato per molti anni oltre 70 persone, della realizzazione di un acquedotto che approvvigionava il territorio di Aielli Alto ed Aielli Stazione”. Peccato che, per la nuova amministrazione, quell’eccesso di zelo del prefetto Letta nascondesse un’adesione troppo entusiastica al fascismo. Sonni d’oro, pertanto, per il nuovo sindaco. Chissà, invece, quale sarà la reazione del nipote Gianni, il quale in quell’occasione, presenti il senatore Filippo Piccone, l’ormai ex presidente della Provincia di L’Aquila Antonio Del Corvo e il sindaco Di Censo, ricevette la cittadinanza onoraria di Aielli.

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