La socialgaffe di Morandi

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Gianni Morandi ci tiene costantemente aggiornati su ogni minimo dettaglio della sua vita. Tante piccole notizie non fanno una grande notizia, direte. Eppure la normalità (banalità?) può essere rivoluzionaria in un social network in cui ognuno cerca di presentarsi migliore o peggiore di quel che è nel quotidiano. Non riuscendoci quasi mai, a sembrare migliore. Peggiore, per lo più. La sua pagina piace a 2. 397. 750. Due milioni e mezzo di persone. Le foto di Anna (la compagna, santa donna) sono ormai un cult di facebook, in decine di migliaia si contano gli utenti che attendono i suoi aggiornamenti tempestandolo di commenti imbarazzanti. Il più […]

  

Sky chieda scusa, ma…

amendola

Sky dovrebbe chiedere scusa! Ma non per avere (per aver avuto) un collaboratore notoriamente fascista, peraltro di rara competenza in materia di Premier League. Dovrebbe chiedere scusa per la pubblicità ingannevole in favore di società di scommesse (il gioco d’azzardo è vietato ai minori e può causare dipendenza patologica) con cui presenta quelle che sono mere addette commerciali come improbabili giornaliste sportive, affidando a codeste persino imbarazzati e preconfezionati commenti sulla partita. Piccolo piccolo, in fondo allo schermo, sarà anche scritto – come pretende la legge – che si tratta di pubblicità, ma la pantomima del “collegamento da studio” con […]

  

My name is Denis, Denis Verdini

Fi: Berlusconi a palazzo Grazioli

“Il mio nome? Lo devo a un militare americano“. Se qualcuno si fosse interrogato sull’origine esotica di quel nome, Denis, la risposta l’ha data Verdini nel corso della trasmissione Quinta Colonna e non poteva esserci “luogo” più significativo per una siffatta confessione. “Mio padre è stato prigioniero in Siberia e quando tornò la prima persona che incontrò fu un soldato americano che gli diede cioccolata e sigarette. Si chiamava Denis”, ha rivelato il leader di Ala. Un’overdose di pathos che spazza via definitivamente l’ormai ingiallita cartolina del giovane Fini che diventa fascista perché i rossi cattivi gli impediscono di entrare al cinema […]

  

Donald vs Hillary

donald

Gli americani saranno chiamati a scegliere tra Donald Trump e Hillary Clinton. Vuoi vedere che, a furia di esportare democrazia, sono rimasti senza?! Goodbye Usa.

  

3 febbraio ’98, la strage del Cermis in un romanzo controcorrente

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Sono passati diciotto anni da quel 3 febbraio in cui un aereo militare americano “impegnato” in una stravagante esercitazione militare a bassa quota tranciò la funivia del Cermis causando venti vittime. Civilissime. Altro che Marò. I militari vennero sollecitamente processati da un indulgente tribunale militare americano e ritenuti non colpevoli. L’indignazione è stata frettolosamente seppellita dall’indifferenza, la ricorrenza trascurata e infine seppellita con le vittime. Una delle tante pagine poco onorevoli della nostra storia. Una delle tante facce della nostra Italietta. A ricordarci quel tragico episodio – con un coraggio che troppo spesso manca alla nostra classe politica – è un antieroe di carta e inchiostro, Michele […]

  

Aielli, la sinistra decapita Letta, ma è lo zio (fascista) di Gianni

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“Non ci dormivo la notte a pensare che una piazza del nostro paese è intitolata a un fascista”. Così, Enzo Di Natale, da pochi mesi sindaco di Aielli (eletto nella lista civica Primavera Democratica), s’è determinato a far rimuovere il busto del prefetto Guido Letta, zio di Gianni, dalla piazza di Aielli Stazione, restituendole, tra l’altro, la denominazione precedente di piazza Risorgimento. Il busto era stato eretto dalla precedente amministrazione di centrodestra il 19 settembre del 2011, che aveva contestualmente provveduto a intitolare anche la piazza  a quell’illustre concittadino, nato ad Aielli il 5 marzo 1889 e morto a Roma […]

  

Scattone, non facciamone un martire

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Giovanni Scattone ha rinunciato alla cattedra, ma non facciamone un martire, per favore. La vittima era, resta e rimarrà, Marta Russo. Lui non è più “sereno”. Comprensibile, visto il polverone che s’è tornato ad alzare. Lei, però, non è più su questa terra. Ancor più comprensibile, se ci è consentito sottolinearlo, il rinnovato dolore della famiglia Russo. Lui potrà ripensarci e ci ripenserà, statene certi. Si è già esposta, tra i tanti garantisti a corrente alternata, il ministro dell’Istruzione e dell’Università  (la ministra, pardon) Stefania Giannini, affermando che non avrebbe problemi a mandare i figli in una scuola ove insegnasse […]

  

“Storie sospese”, il film di Chiantini contro i danni del progresso

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“Questo sarà l’ultimo Natale in cui i bambini vomitano in autostrada sull’Appenino“. Con questa battutona, raccolta dal proprio inesauribile giacimento, Matteo Renzi ha inaugurato lo scorso novembre la variante di valico, “simbolo di un Paese che è in una galleria, in un tunnel di rassegnazione, ma ha la capacità per uscirne“. Stefano Chiantini, giovane regista abruzzese, invece, non si è rassegnato all’omertà che ha messo a tacere la sofferenza degli abitanti di Ripoli, cui il film è dedicato (“e a tutti coloro che cercano di sovrastare il rumore dei cantieri con la loro voce”), e ha portato a Venezia un […]

  

Io, stamattina, sto con il manifesto

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So di deludere molti, ma io stamattina sto con i colleghi del manifesto: foto raccapricciante e titolo urticante, crudele e – sì, è vero – forzato: perché al bambino non è stato negato l’asilo. È stata negata la vita. Possiamo prendercela con i trafficanti d’uomini, certo, e tornare a interrogarci con curiosità degna di migliore causa se Everest, il film diretto da Baltasar Kormákur presentato fuori concorso al Festival di Venezia sia bello o brutto. Non me lo dite. Voglio essere chiaro, a costo di essere scortese: me ne frega meno di niente. La lotta per la sopravvivenza, purtroppo, non è fiction e […]

  

Cda Rai, Cencelli in riedizione renziana

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“Matteo Renzi è il nuovo, ma dovrà applicare anche lui le mie regole se vuole evitare il caos“. Così parlò, in un’intervista a L’Unità del 14 febbraio 2014, Massimiliano Cencelli, celeberrimo autore dell’omonimo manuale, collaudata guida per spartire incarichi tra i partiti. Cvd. Al di là dei proclami di Renzi, i cui ameni tweet (“Buongiorno ai gufi”) registrano una imbarazzante crescita esponenziale del tasso di infantilismo del nostro premier, il “metodo” Cencelli si è confermato insostituibile bibbia della lottizzazione di ieri e di oggi. Cencelli, classe 1936, funzionario della Dc, figura non proprio di primissimo piano, lo ideò in occasione […]

  

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