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	<title>il Blog di Luciana Baldrighi</title>
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		<title>CANNES E L&#8217;ARTE DEL LUSSO. REDFORD TRIONFA E POLANSKI LO APLAUDE</title>
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		<pubDate>Thu, 23 May 2013 15:19:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lucianabaldrighi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[I dipendenti del Gran Hotel Carlton sono scesi in strada a manifestare contro le voci sempre più insistenti di una sua imminente vendita. Lo skipper dello yacht dell’ex star della Formula 1, keke Rosberg, ha portato in tribunale il suo padrone per maltrattamenti e licenziamenti. Questa storia sembra ricordare il bel film “Travolti da un insolito destino nell’azzurro mare d’agosto” di Lina Wert Muller, con la Melato e Giannini che hanno dato prova di essere due grandi attori (proprio questo anno la Melato è morta dopo un lungo male), dove i “signori spadroneggiano sui cafoni”, anche se gli skipper o [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-family: Arial;font-size: large">I dipendenti del Gran Hotel Carlton sono scesi in strada a manifestare contro le voci sempre più insistenti di una sua imminente vendita. Lo skipper dello yacht dell’ex star della Formula 1, keke Rosberg, ha portato in tribunale il suo padrone per maltrattamenti e licenziamenti. Questa storia sembra ricordare il bel film “Travolti da un insolito destino nell’azzurro mare d’agosto” di Lina Wert Muller, con la Melato e Giannini che hanno dato prova di essere due grandi attori (proprio questo anno la Melato è morta dopo un lungo male), dove i “signori spadroneggiano sui cafoni”, anche se gli skipper o marinai no<a href="http://blog.ilgiornale.it/baldrighi/?pagename=album&amp;?pp_album=main&amp;pp_cat=&amp;pp_image=redfor.JPG" title=""><img src="http://blog.ilgiornale.it/baldrighi/wp-content/photos/redfor.JPG" class="pp_image" alt="" width="312" height="450" /></a>n lo sono, spesso vengono paragonati a dei servi e non sono nemmeno sempre ben pagati per il lavoro che dura una stagione).</span></p>
<p><span style="font-family: Arial;font-size: large">Non tutto il lusso è quello che luccica, e dietro ad alberghi e barche per milionari (queste ultime invadono la bella baia togliendo panorami da mozzafiato e inquinano molto), si nascondono lotte di potere fallimenti, denaro riciclato, sfruttamento. Il lusso di questi tempi sembra più che amato demonizzato, ma non sotto l’aspetto politico e ideologico, piuttosto da un punto di vista di una moralità andata perduta proprio a causa della ricchezza. Qui sono tante le ragazzine e ragazze che salirebbero su una Ferrari o su una Porche (solitamente noleggiata) pensando di fare le dive per un giorno o di avere acchiappato un buon partito, mentre quasi sicuramente il fortunato è una spiantato, magari carino che tira di cocaina tutto il giorno e può anche essere che ti porta a festini dove ti fanno bere di tutto e abusare del tuo corpo, specie se è giovane. Sotto allucinogeni i malviventi rubano nelle ville, ormai da anni, anche in Italia e violentano pure le vecchiette. La ricchezza è un mito demonizzato ma anche globalizzato che affonda le sue radici in Occidente ma anche in Paesi emergenti, dove dietro la facciata illusionistica, rimane ancora tanta povertà, miseria, analfabetismo, corruzione e sempre meno vi è assistenza pubblica, norme igieniche, sanità, pensioni sociali…lavoro pulito). Certo, per capire che cosa sia la povertà assoluta basta guardare la il film “Grigris” del regista Haroun, una discesa negli inferi dei disadattati del Ciad; racconta senza sbavature la miseria vera fatta da case di fango e baracche, mettendo al centro della storia un giovane handicappato che si ostina a fare il ballerino alla Michael Jackson, e una prostituta meticcia che vorrebbe smettere la sua attività. L’incontro tra i due “marginali”, entrambi segnati da una società tanto violenta, darà il via a una serie di piccoli riscatti e di eventi non sempre fortunati, culminanti con una fuga che sa di rivincita ma forse anche di morte. Il giovane già doveva mantenere il costo alto di un ospedale per un padre semimorente e una madre che lavava i panni al fiume e li stirava e cuciva per poi consegnarli ad altri poveracci che comunque stavano meglio della loro famiglia, ma che avevano del lavoro.</span></p>
<p><span style="font-family: Arial;font-size: large">Ieri è stata la grande giornata di Robert Redford con il suo film che non è in concorso, “All is lost”, di J.C. Chandor. Redford, già (Il grande Gatsby di sempre sullo schermo con Mia Farrow nel film di J.Clajton) rimane pur sempre un mito: con lui ha sfilato la moglie Sibille e il suo amico Polanski che lo ha abbracciato. La storia, una traversata solitaria sull’Oceano Indiano a bordo di una barca di 39 piedi (12 metri), da solo, pieno di pericoli e di adrenalina; come se non bastasse avviene anche uno scontro con un’altra imbarcazione. In pratica un film muto ma appassionante specie per chi ama il mare.</span></p>
<p><span style="font-family: Arial;font-size: large">L’altro attesissimo film francese in concorso “La vie de Adéle” di A. Bechiche, racconta la storia torrida e torbida dell’amore tra una adolescente e una studentessa di Belle Arti. L’adolescente minorenne ha prima un ragazzino carino che la ama al liceo e poi si lascia attrarre da questa maschile, forte e seducente, nonché convincente ragazza (Lèa Seidoux). Lascia persino la famiglia e si trasferisce da lei fino a quando lei non la tradisce con un suo collega (visto che non va all’università e insegna in un asilo con grande passione). A questo punto la Adéle (Adéle Exarchopiulos) viene cacciata di casa in malo modo dalla sua amica che ha mire artistiche e figlia della buona borghesia si mette con una sua ex che ha un figlio, ma con la quale ha anche la stessa passione per la cultura e l’arte. Le due si rivedono al vernissage della mostra dell’amica dove appare anche un quadro di Adéle nuda insieme ad altri nudi dal tratto sfumato ma di genere moderno. Il film finisce con un ragazzo che la conosceva bene e che la stimava, non era il collega dell’asilo con il quale aveva chiuso, ma questo sembra invano cercarla tra le vie in macchina quando questa piangendo fugge dalla galleria in lacrime. Si vedone nel film manifestazioni, probabilmente del “Gay Pride”. Il film è girato a Lille.</span></p>
<p><span style="font-family: Arial;font-size: large">“La vie d’Adéle chapitre 1 &amp; 2”, per l’esattezza, racconta in un arco di tempo di ben tre ore come nasce e come muore un racconto sentimentale specie in un’età non ancora psicologicamente ben definito. La pellicola ha deluso perché dal regista di “Coscous” ci si aspettava ben altro. Il film sempre fatto di primi piani e sesso morboso, dialoghi poco profondi e una storia limitata che racconta di una realtà che sembra fatta solo di “culi e di lesbiche”. E’ vero che negli ultimi anni sembrano tutti i gay usciti come funghi e che in Francia la parità dei sessi non solo si è fatta rispettare come una categoria “normale”, ma questa devianza ha ottenuto anche il matrimonio. Un interessa di Hollande di stornare l’opinione pubblica da altre cose in un momento di crisi. La stessa cosa è avvenuta in Spagna… La maggioranza sono famiglie nomali, speriamo per il futuro che non diventi difficile trovare una famiglia vera con una sua continuità genetica, in un mondo in cui già le razze si mischiano.</span></p>
<p><span style="font-family: Arial;font-size: large">L’arrivo di Polanski, regista e coproduttore del documentario sulla storia del grande pilota della Formula 1, Jakie Steward, ha deluso qualcuno. Ha deluso anche “Solo Dio perdona” di Refn, mentre rimane bravo seppur stabile nelle parti l’attore Rayan Goslin che era cos’ tanto piaciuto in “Drive”. Ma i veri protagonisti di Cannes continuano a essere i paparazzi.  </span></p>
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		<title>TRIONFA PER CANNES LA GRANDE BELLEZZA</title>
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		<pubDate>Wed, 22 May 2013 19:33:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lucianabaldrighi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[E’ “Con la grande bellezza” che oggi riprendo ancora una volta il mio blog. Perché? Perché non solo è l’unico film italiano in concorso, ma perché è veramente bello e nonostante mi sia persa un film da vedere molto atteso qui a Cannes, ho preferito andare al Gran Hotel Carlton per due fatti, anzi tre. Il primo la conferenza stampa per pochi giornalisti italiani, prima tenuta dal regista Paolo Sorrentino e lo sceneggiatore Alberto Contarella in una deliziosa saletta, poi nella stessa si sono alternati Carlo Verdone e Sabrina Ferilli. Il secondo motivo è che al Carlton (ora in vendita), [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-family: Arial;font-size: x-small">E’ “Con la grande bellezza” che oggi riprendo ancora una volta il mio blog. Perché? Perché non solo è l’unico film italiano in concorso, ma perché è veramente bello e nonostante mi sia persa un film da vedere molto atteso qui a Cannes, ho preferito andare al Gran Hotel Carlton per due fatti, anzi tre. Il primo la conferenza stampa per pochi giornalisti italiani, prima tenuta dal regista Paolo Sorrentino e lo sceneggiatore Alberto Contarella in una deliziosa saletta, poi nella stessa si sono alternati Carlo Verdone e Sabrina Ferilli. Il secondo motivo è che al Carlton (ora in vendita), splendido edificio e hotel che ha fatto la storia di Cannes (come dice Gian Luigi Rondi quando ricorda Cocteau presidente della giuria del Festival, lui poteva avvicinarsi, come altri, parlare, mangiare insieme, anche se non gli confessava mai, da vero professionista , come si stavano mettendo le cose per aggiudicare i Premi). Il secondo motivo è l’evento di beneficenza per “The Heart Fund”. Un milione di bambini all’anno muoiono di malattie cardiache. 50mila solo in USA, 25 mila in Francai, 12 mila sempre in Francia di immigrati, 12mila nei protettorati francesi….5mila cercano un cuore nuovo, altri operazioni per fare si che questo cuoricino batta bene e faccia respirare altrettanto bene. Servono cure e operazioni cardiache, ospedali, medici, attrezzature, denaro. Il 93 per cento dei bambini attendono l’accesso alle cure nei paesi sottosviluppati e l’80 per cento in quelli in via di sviluppo. Madrina dell’iniziativa è Marion Cotillard; per dare una mano possiamo andare su sito www.theharthfound.eu. Il terzo motivo è che, sempre al Carlton c’è una mostra fotografica con dei pannelli esplicativi che raccontano il centenario del Grand Hotel di Cannes, il più amato, il più frequentato dalla mondo del cinema e dal jet set internazionale. Questa importante struttura, oggi, come dicevamo è in vendita e questo mi preoccupa perché come sempre, quando passa di proprietà qualche edificio importante viene rimaneggiato nei suoi arredi interni, spero non nella sua facciata (mi auguro che in Francia ci siano leggi severe); si possono ammirare nelle vetrine fotografie e documenti, coppe, medaglie, oggetti di reali, principesse, ospist iimpotanti che hanno lasciato la loro testimonianza anche sottoforma di doni-ricordo. Cento anni di attività sono tanti, sotto le sue bianche e candide colonne ioniche e lampadari a gocce di cristallo è passata veramente la storia, dagli imperialiali russi alla bella Botero, a Cary Grant e Grace Kelly, Hitchock, i regnanti inglesi, tutti i registi e le grandi dive, pure italiani, feste da ballo, artisti, cantanti, scrittori, paesaggi di un tempo che non tornerà mai più. Insieme troviamo i bei manifesti di grafica disegnati amano delle edizioni del Festival o di Cannes in generale, ma anche dell’albergo prestigioso di cui sto parlando.</span></p>
<p><span style="font-family: Arial;font-size: x-small">Torniamo al primo perché ho voluto assistere alla conferenza stampa dei protagonisti e autori de “La Grande bellezza”. Parlare e fare domande a Sorrentino, conoscerlo da vicino, sentire che ci sono ancora persone “vere”, non atteggiate, spontanee, come lo sono anche Verdone e Servillo o la Ferilli che nonostante se la dia è comunque una persona semplice, schietta, affatto antipatica. Servillo porta un orecchino con un piccolo pendente sul lobo dell’orecchio destro che si nasconde un poco dalle sue lunghe basette, Verdone è di una simpatia inaudita, naturalmente si er fatto male in albergo tagliandosi leggermente un dico ed era tutto incerottato patofobico quanto è. Per farsi crescere i baffi e la barba, Sorrentino ha dovuto lottare, ma poi Verdone lo ha convinto a causa di uan sua allergia alla pelle che era meglio mettersi solo dei baffi finti attaccati con una ceretta ipoallergica. “Ci sono voluti sette giorni perché piacessero a Sorrentino, ne era poco convinto e continuava a modificarlo, un paranoica…è per questo che ci vogliamo bene. E poi la mia Roma l’ha fatta con poche macchine, come la sogno io, ricca di monumenti, dalla Roma Imperiale a quella barocca e settecentesca, intatte con una luce incantevole sia all’alba che al tramonto e persino di notte. Il direttore della fotografia Luca Bigazzi è stato bravissimo.La Ferilli portava un cappotto nero e lungo da inverno inoltrato dal quale sbucavano solo dei bei polpaci e delle belle caviglie abbronzate, nonché dei sandali neri stupendi, Roberto Herlitzka (nel fil, il Cardinale), ha subito dtetto con ironia che è facile quella parte: “basta indossare la veste e poi puoi dire e fare ciò che vuoi”, Pamela Villoresi ha spiegato che è bello stare con amici attori di teatro e che Sorentino è molto esigente ma è un bravo direttore, un perfezionista. Lo stesso Servillo ha detto che lui vive a Caserta che Roma è splendida ma che non ha più veramente bisogno di tuffarsi un un bagno di folla decadente “la lacio ai giovani purchè ci trovino ancora qualche cosa”.</span></p>
<p><span style="font-family: Arial;font-size: x-small">Sorrentino ha detto che ci ha messo due anni a fare questo film, dal pensarlo a scegliere il cast, le scene tutto con occhio già da cinepresa. Per fare l’ultimo quarto d’ora del film, dove Servillo cammina lungo il basso tevere, come se fosse una passeggiata sulla Senna e fa le ultime riflessioni: “Sono arrivato a Roma a 26 anni e volevo diventare il grande mondano che sono stato…. Ora non mi basta più voglio essere il re dei mondani e quello che rovina persino le feste…”. Politici, nobili decaduti, parvenue, criminali d’alto bordo, attori, cineasti, giornalisti, cantanti, prelati, dame della buona società, non fanno una bella figura in questo film dal sapore divertente ma amaro. Gambarella, 65 anni, giornalista dolente e disincantato (Servillo) ò una sorta “anatomia morale da fare venire le vertigini”, ha detto lui stesso. C’era anche il produttore Fabio Conversi per Medusa Film (Indigo Film) e Jérome Seydoux per la Pathé Films, una coproduzione Italia Francia in collaborazione con Canale Plus e Cine Plus e Mediateset Group. Abbiamo chiacchierato anche d’altro con lo stesso staff e fatto fotografie amichevoli. Ma lasciamo la Bellissima e indifferente Roma per dare una bella notizia. Sono state restaurate diverse pellicole da “Plein Soleil” di René Clément del 1960 con Alain Delon, Marie Laforét e Maurice Ronet che verranno proiettato tra due giorni, “La belle et la Bete” di Jean Cocteau del 1946 e tanti altri, ora tutti a colori, grazie a Studiocanal, La Cinematografia Francese, Fonds Culturel, SNC…Un’esposizione è stata studiata per il cinquantenario della morte di Jean Cocteau, mentre a Parigi, a Roma, a Barcellona e a Berlino è in corso una mostra su Pisolini e la sua cerchia. Stiamo parlando di Elsa Morante, Alberto Moravia……</span></p>
<p><span style="font-family: Arial;font-size: x-small">“ Only God for give” di Nicolas Winding Refn con l’attore Ray Goslin,(il nuovo Pitt americano si dice) e “My sweet pepper land” di Hiner Saleem (si festeggiano qui i 100 anni della cinematografia indiana), “Weekend of a champion di Frank Simon con la presenza e la cura di Roman polanski &amp; Jackie Stewart; un documentario sulla storia del famoso pilota automobilistico. Altro filnm da vedere è “La vie d’Adéle” di Bechiche.e “Simèon” di Palcy che verrà proiettato finalmente sulla spiaggia, preceduto da un concerto d’Akiyo.  </span></p>
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		<title>&#8220;LA GRANDE BELLEZZA&#8221; DI CANNES</title>
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		<pubDate>Tue, 21 May 2013 12:59:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lucianabaldrighi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Folla, folla e poi ancora tanta folla. Dopo giorni di acqua e freddo è arrivato il sole a Cannes portato da un forte vento di Maestrale che avrebbe potuto spazzare via le infinite code che tutti i giorni giornalisti e amanti del cinema anche a caro prezzo vengono “brutalmente” incalati per ore dentro a strette transenne di ferro lunghe cento metri o sotto l’acqua o sotto il sole cocente. Questo è l’unico modo per potere vedere i film, perché se non fai almeno un’ora di coda non trovi il posto e per di più non è detto che una volta [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-family: Arial;font-size: large">Folla, folla e poi ancora tanta folla. Dopo giorni di acqua e freddo è arrivato il sole a Cannes portato da un forte vento di Maestrale che avrebbe potuto spazzare via le infinite code che tutti i giorni giornalisti e amanti del cinema anche a caro prezzo vengono “brutalmente” incalati per ore dentro a strette transenne di ferro lunghe cento metri o sotto l’acqua o sotto il sole cocente. Questo è l’unico mod<a href="http://blog.ilgiornale.it/baldrighi/?pagename=album&amp;?pp_album=main&amp;pp_cat=&amp;pp_image=servillo.JPG" title=""><img src="http://blog.ilgiornale.it/baldrighi/wp-content/photos/servillo.JPG" class="pp_image" alt="" width="300" height="450" /></a>o per potere vedere i film, perché se non fai almeno un’ora di coda non trovi il posto e per di più non è detto che una volta salite le scale con il tappeto rosso tu possa entrare. Lì, dopo i controlli come in aeroporto Sali e scendi per tre piani, fai chilometri trasversalmente e arrivato davanti alla sala dove proiettano il tuo film ti senti dire che i posti sono stati tutti assegnati o che devi andare al piano di sopra perché la platea è riservata a turno a qualche categoria di giornalisti o di pubblico. Pochi i film in cui si replica lo spettacolo e se lo fanno perché hanno capito che tanti nonostante il biglietto acquistato a caro prezzo o la stampa che non è riuscita ad entrare, a volte grazie anche a favoritismi che fanno di body-guard; in qualche caso gli spettatori si possono mischiare agli attori del film e ai registi. Nel frattempo ti partono i timpani perché i vigili francesi e i poliziotti continuano a fischiare per fare passare le auto: altra assurdità che quattro corsie transennate anche queste servono per fare passare non solo le auto per le stars, ma ci passano pure camion per fornire negozi, moto, il traffico di tutti i giorni e il pedone deve fare chilometri prima di raggiungere il palazzo del cinema e le sue sale distaccate, nonché il mare e i ristoranti che si affacciano sulla lunga spiaggia invasa di gazebo di plastica del Festival.Poi la consueta passerella sul “tapis rouge” o “red-carpet”.</span></p>
<p><span style="font-family: Arial;font-size: large">A questo punto per affrontare l’altra parte del giorno si va da Cannelle sotto all’Hotel Gray d’Albion, o in cerca di qualche brasseries in attesa di scrivere, andare a una conferenza stampa o rivederti un altro film che speri sia girato bene e che abbia qualche cosa sa dire.</span></p>
<p><span style="font-family: Arial;font-size: large">“La grande bellezza è stato un viaggio vero dentro la vita, dentro all’animo umano e forse Toni Servillo è stato l’unico che poteva interpretare un personaggio enigmatico da un lato ma tanto intelligente e sensibile dall’altro per prendersi gioco della vita, forse un po’ rassegnato, ma anche con il coraggio di denunciare la decadenza di una città, di un Paese, di una professione (quella di giornalista e di scrittore, ma anche di intellettuali come lui conosciuti e “potenti” che si mischiano a prelati, eminenze, cardinali, che nella stessa Roma frequentano feste e godono di privilegi. Privilegi e cortesie che a volte restituiscono, ma che di anima da salvare poco hanno a che fare. Nell’antica città eterna, un po’ decadente, come lo sono i personaggi del film (Bellocci, Verdone, Giorgio Casotti, Erlitzka, Ferrari, De Francovich, Popolizio, Buccirosso, Villoresi, Grandi, Ranzi, ….le varie contesse e marchesi dai Colonna agli Spada, dagli Orsini ai Borghese……). Il realismo di Sorrentino va dalla vita mondana delle notti romane, proprio come accadeva nella Dolce Vita di Fellini fino a immagini che appartengono alla “grande illusione” come giraffe che un prestigiatore fa scomparire,ma come dice Servillo alla fine del film che si chiude sulle più belle vedute di tutta Roma, passeggiando lungo il Tevere dice:”Ero arrivato a 26 anni anni nella “Città eterna”, volevo non entrare nei salotti romani, ma voleva anche diventarne il re. Così è stato, ma non mi è bastato, ora mi diverto a rovinare le feste&gt;. Paura di invecchiare, voglia di essere diversi, ma nonostante la sua ispirazione poetica quella vita da sopravvissuto e male lo fa sentire triste. Il divertimento a tutti i costi non basta più, le persone care intorno a lui o sono piene di problemi o muoiono o partono. La seduzione magica del film svanisce sulle note musicai della colonna sonora di Lele Marchitelli  e i bei canti lirici barocchi delle monache del Convento del Granicolo, dalla Villa del Vascello a San Pietro in Vincoli.</span></p>
<p><span style="font-family: Arial;font-size: large">La sua bella casa sul Colosseo con tanto di terrazza si svuota dopo che una “santa”, una sorta di Madre Teresa di Calcutta viene ospitata una notte e se ne va la mattina con il migrare delle cigogne. La bellezza uccide, si passa dalla seduzione all’illusione di avere sempre del tempo davanti e si finisce per dissipare i doni di cui solo troppo tardi ci si rende conto.</span></p>
<p><span style="font-family: Arial;font-size: large">Applaudito anche il film della Valeria Bruni Tedeschi, una storia che parte da un castello lasciato alla madre (attrice e in scena anche lei)  e ai figli in Italia, in Piemonte, costretti a venderlo per i costi di manutenzione. Muore il fratello di Aids e la famiglia si trasferisce in Francia anche per via di un presunto tentativo di rapimento delle BR. Un modo, quello dell’attrice e regista di riscattare il passato e riunire la sua famiglia, alla ricerca di un’identità perduta. Oggi il film più atteso è di Behind de Candelabra, la biografia di Lee Liberace, un grande pianista americano degli anni Cinquanta, per la regia di Steven Soderbergh e l’intrepretazione magistrale di Michael Douglas e Matt Damon. In competizione questa sera “ Grigris” e il film con Chiara Mastroianni e Vincent Lindon, “Les salaus” (gli stronzi).</span></p>
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		<title>TOCCA A SORRENTINO E ALLA SORELLA DI CARLA&#8217;</title>
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		<pubDate>Mon, 20 May 2013 15:49:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lucianabaldrighi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Paolo Sorrentino è già arrivato ieri a Cannes per applaudire i fratelli Coen con il loro film ispirato al musicista folk Dave Van Ronk, quel genere che introdusse anche il grande Bob Dylan e la Joan Baez. Oggi sarà in gara il suo film tanto atteso a Cannes, “ La grande bellezza” con Toni Servillo. Al carlton incontrerà per la conferenza stampa prima i giornalisti italiani e certamente sarà un piacere per tutti fargli domande e sentire le battutedi Servillo. Il film di ieri sera del regista cinese di Hong Kong ,Jonny Tot, “Blind Detective” lo consiglio spassionatamente; un triller [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-family: Arial;font-size: large">Paolo Sorrentino è già arrivato ieri a Cannes per applaudire i fratelli Coen con il loro film ispirato al musicista folk Dave Van Ronk, quel genere che introdusse anche il grande Bob Dylan e la Joan Baez. Oggi sarà in gara il suo film tanto atteso a Cannes, “ La grande bellezza” con Toni Servillo. Al carlton incontrerà per la conferenza stampa prima i giornalisti italiani e certamente sarà un piacere per tutti fargli domande e sentire le battutedi Servillo.</span></p>
<p><span style="font-family: Arial;font-size: large">Il film di ieri sera del regista cinese di Hong Kong ,Jonny Tot, “Blind Detective” lo consiglio spassionatamente; un triller divertente dai sapori anche occidentali quasi come se il regista si fosse ispirato a tutti i generi polizieschi, dall’ispettore Clouseau con i suoi pasticci divertenti e inconsapevoli, alla scienza e alla psicologia di Holmes, alle deduzioni e agli inseguimenti di Maigret, l’astuzia di Miss Marple, i flash back della nuova serie cinematografica di Holmes, il bastone da cieco che lo porta con la stessa eleganza di Poirot, ma che al momento giusto lo usa come arma. Può essere che Jonny Tot se ne sia servito per arricchire con trovate burlesche le storie agghiaccianti che il geniale detective che dall’età di sette anni perse la vista per causa di un problema alla retina. L’interprete è anche un balerino di tango eccezionale e dalla mimica invidiabile. Bravi anche tutti gli altri attori che ruotano intorno a lui, soprattutto l’amata detective, ex poliziotto di cui alla fine si innamora e insieme adottano una bimba nata da una ragazza che commette due omicidi per vendicarsi di un vecchio giovane amore che la respinse quando abitava nel condominio della brava poliziotta. Musiche, scene e ambientazioni, specie per gli interni di grande gusto occidentale, poltrone di Le Corbusier, lampade di Stark….Ma l’azione, la velocità ti tengono inchiodato per due ore e più allo schermo. Presenti anche tutto il cast e il regista che ha ricevuto nella Sala Grand Thèatre Lumiére numerosi applausi da una platea fatta per l’80 per cento da asiatici. Belle e simpatiche tutte le attrici. Sconsigliato invece il film giapponese “SChied of Shirow” del regista Takaschi Mike. Deludente anche il fil fuori concorso “Blad-Tais” di Guillaume Canette, un attore e regista molto amato in Francia: l’intonazione del film voleva essere di genere americano, ma si comprende che l’America il regista non la conosce anche se gli attori sono tutti di primissimo ordine da Clive Owen, Marionne Cotillard e Billy Crudop….Non rimane che attendere anche il film di Valeria Bruni Tedeschi, in concorso. Stiamo parlando della sorella di Carla Bruni, ex prima dama di Francia e cantautrice nonché fotomodella. La casa di famiglia è in Costa Azzurra dopo che Nicolas Sarkozy divenne nuovamente padre grazie Madame Carla e dove si ritirarono a nuova vita dopo la sua sconfitta elettorale. Il titolo del film di Valeria Bruni è “Un chateau en Italy” che ha come attori la stessa Valeria Bruni, Filippo Timi e Louis Garrel. La storia è quella della sua famiglia che negli anni Settanta dovette scappare in Francia per paura di un sequestro delle BR. La madre aveva un amante e anche il padre, tantè che la Carla Bruni è figlia di una relazione del padre. Il loro fratello, nel film come nella vita muore di Aids, ma è tutto da scoprire e da vedere…</span></p>
<p><span style="font-family: Arial;font-size: large">Tornando al nostro film italiano in concorso, quello di Sorrentino, molto amato dai francesi, “La grande bellezza”, si tratta di una sorta di dolce vita del 2000, uno spaccato dell’Italia del XXI ° secolo tra feste romane e divertimenti, una sorta di vacuo vivere visto con l’occhio di un giornalista e scrittore (Tony Servillo). Sabrina Ferilli appare affascinante ma forse anche lei scialba…Un falliment<a href="http://blog.ilgiornale.it/baldrighi/?pagename=album&amp;?pp_album=main&amp;pp_cat=&amp;pp_image=SORR.JPG" title=""><img src="http://blog.ilgiornale.it/baldrighi/wp-content/photos/SORR.JPG" class="pp_image" alt="" width="450" height="299" /></a>o esistenziale personale e quello della di una nazione che sta cambiando in peggio.</span></p>
<p><span style="font-family: Arial;font-size: large">Non tutti sanno che da quando esiste il Festival del Cinema di Cannes , esiste anche un Palarés dove figurano il Premio del Buon Umore, il Premio del Miglior Film raccontato per Immagini, il Premio del Cinema Sociale e il Premio della Commedia Musicale…Dal 1946 infatti, e fino al 1955, quando venne inaugurata la Palma d’Oro, a fianco del Grand Prix cìera una moltitudine di ricompense che in pratica finivano per coprire quasi tutti i film presentati nella rassegna. Così, via via che i riconoscimenti venivano assegnati essi andavano a ornare le locandine con cui le pellicole venivano poi propagandate. Alcune di esse sono diventate vere e proprie icone, come quella del film “I 400 colpi”, con la scritta Premio dell’Organizzazione Cattolica Internazionale del 1959, quella di Les Maudits del 1947 con la scritta “Gran Premio del film avventure e poliziesco”, quella del 1947 per “Ziegfeld follies” con il Gran Premio della Commedia musicale.</span></p>
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		<title>DOPO CANNES TOCCA A SAINT TROPEZ: I FURTI CONTINUANO</title>
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		<pubDate>Sun, 19 May 2013 18:21:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lucianabaldrighi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[“La Pantera Rosa” colpisce ancora e da Cannes si sposta a pochi chilometri più in là, nella zona più residenziale di Saint Tropez, dove è stata presa di mira la villa di Gerard de Villiers, autore di una serie di romanzi di spionaggio di cui è protagonista un agente dei servizi segreti francesi che si chiama “Malko Linge”, conosciuto come S.A.S. (Sua Altezza Serenissima); è come se avessero rapinato l’autore di James Bond. I ladri hanno portato via due borse di Hermès ( le Kelly, perché dopo che vennero indossate da Grace Kelly, cambiarono il nome con quello della Principessa [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>“La Pantera Rosa” colpisce ancora e da Cannes si sposta a pochi chilometri più in là, nella zona più residenziale di Saint Tropez, dove è stata presa di mira la villa di Gerard de Villiers, autore di una serie di romanzi di spionaggio di cui è protagonista un agente dei servizi segreti francesi che si chiama “Malko Linge”, conosciuto come S.A.S. (Sua Altezza Serenissima); è come se avessero rapinato l’autore di James Bond. I ladri hanno portato via due borse di Hermès ( le Kelly, perché dopo che vennero indossate da Grace Kelly, cambiarono il nome con quello della Principessa di Monaco), due orologi in oro e diamanti e altri preziosi di Van Cleef, e poi ancora abiti griffati, gioielli di ogni provenienza, carte di credito: solo per  i preziosi, sui 200mila euro, più tutto il resto. Nella villa, appesi alle pareti delle varie stanze, anche quadri di Mirò, Botero, Magritte, ma non si tratta di quadri d’autore perché l’autore è  il bravissimo copiatore Jacques Harvey. Stiamo parlando certamente di un furto su commissione, mirato. Nel frattempo a Cannes hanno rinforzato gli uomini della sicurezza.<br />
Al Novotel, dove il gioielliere Chopard ha subito il furto con i gioielli delle stars, si è saputo che la cassaforte è stata smurata e portata via. Come dice un gioielliere che vuole mantenere l’anonimato: “Gioielli di quel genere non si tengono nella cassaforte di una camera d’albergo, meglio sarebbe darli al bureaux dell’hotel che ha una cassaforte centrale molto protetta…”. E perché non anche nei caveaux delle banche? Mistero! Sia in un caso che nell’altro , la cosa assurda è che tutto passa per normalità, forse persino per le assicurazioni…<br />
Novità anche nel caso della donna russo-armena rapita l’altra notte. Si diceva che fosse stata la mafia russa che gestiva un club illecito, mentre si è trattato di un regolamento di conti in famiglia. Il fratello della donna rapita in macchina aveva avuto un litigio con il suo fidanzato francese, che non era molto apprezzato dai parenti della ragazza. Sono volati coltelli e pugni in quello che pareva fosse un hotel senza permesso di ospitalità.<br />
Sono numerose le persone che in questi giorni giungono a Cannes. C’è il Gran Premio e la presentazione ufficiale della nuova linea della “Collezione crociera 2014” di Dior a Monaco, il Festival della Gastronomia a pochi chilometri da Cannes e tanti festival di musica, danza e concerti. L’estate teoricamente dovrebbe essere iniziata anche se il tempo segna sempre 14 gradi. Oggi ci sono state due ore di sole e allora attori e registi tutti a farsi fotografare tra il mare e le dune di sabbia alla Terrazza Martini, luogo deputato e riservato a divi per qualche scatto o interviste video, mentre a fianco del Palazzo del Cinema tra attricette e show-girls è in atto una gara per farsi fotografare con le mises più stravaganti nella speranza che qualche regista si accorga di loro. Un fenomeno vecchio quanto il Festival. La Brigitte Bardot, agli esordi della sua carriera, uscì di colpo in bikini, tra lo stupore di tutti, da uno scalone sulla spiaggia della Croisette. Fu un boom di scatti, penso che le  Kodac, Le Rolleyflex , le Canon e le Nikon, ruppero i loro obiettivi.. Di motori non si parlava ancora e nemmeno di digitale. Quelli sì che erano bravi fotografi!&#8230;<br />
Stiamo parlando di un Festival che nacque 66 anni fa.Gian Luigi Rondi ricorda che il primo si tenne sotto a dei tendoni davanti a un vecchio rinomato ristorante e che poi venne trasferito in un albergo vicino al Carlton (oggi non c’è più), mentre nel 1946 iniziò l’orribile costruzione sulla Croisette: un gigantesco edificio di vetro scuro, ferro e cemento pieno di scalinate interne ed esterne dalle quali si diramano ancora oggi un numero notevole di sale di proiezione e sale per conferenze stampa, pieno di fiori per coprire la bruttezza e le imperfezioni delle parti aggiunte all’interno come le scale mobili ad esempio. Una struttura disorganica, che oggi ancora ospita piccole e grandi sale, ma insufficienti per il numero di giornalisti accreditati e paganti o persone munite di invito. Le code per entrare nelle sale è infinito, da un’ora a un’ora e mezza in piedi tra transenne di ferro e spesso con l’ombrello in mano perché pare che questo Festival da sempre sia stato accompagnato dalla pioggia, fatta eccezione per qualche edizione. Trovare un posto pur avendo un accredito per un quotidiano (che hanno la precedenza), un settimanale, un mensile o altro sembra una prova di forza fatta di spintoni e di liti e liti persino con i body-guards, vestiti in abito color caffè latte, i più maleducati con noi giornalisti che stiamo lavorando. ma maleducati in ogni caso. Già ogni volta che si entra nel palazzo è come stare in aeroporto, metaldetector, controllo borse e così via; anche gli ombrelli stanno diventando un problema. Eppure sono così contenti i loro venditori abusivi, africani in generale. Procurarsi un biglietto per un film costa tanto e ci vuole una prenotazione di mesi. Sono migliaia i fotografi appollaiati sulle scale, si, le scale, proprio come quelle che teniamo in casa. Loro si sono fatti così la loro tribuna per potere con lunghi obiettivi potere fotografare la rampa rossa della “montéee des marches” che va nell’eco-mostro del Palazzo. Molte dive vengono accompagnate da auto nere della Renault, partner come Oréal e Orange del Festival.<br />
Intanto di sera fino a notte fonda ci sono discoteche con dj improvvisati, ma molto care lungo la Croisette e anche più all’interno del lungo mare. Joann Frèget, Christophe Guillarmè trionfa per il decimo anno per le sue acconciature, al Park Le Notre Doria Tillir, Sara Forestier e Laurence Ferrari di Canal Plus, Vip Room di Jean Rock, Nikki Beach l’espert Gary Dourdan e Marie Seigner. Al Magnum Cannes Leila Bekhti e Tahar Ramin, alla Terrazza Martini Nilli Adida e Benjamin Cotto…Lilly Wood…<br />
I party di Charles Finch e Chopard hanno avuto maggior successo, ma sono molto blindati ed è difficile entrare per i giornalisti e i cinefili, pochi gli invitati eccellenti. Tra i film della giornata in concorso “L’ultimo degli ingiusti” di Claude Lanzmann, esperto di giudaismo, editore, documentarista, scrittore, l’ottantenne che girò la storia della “Shoà”, in Francia considerato un intellettuale poliedrico, quotatissimo da tutti, un atipico personaggio, veramente interessante, francese. Questa volta racconta la vita di Rayan Murmenstain nel ghetto ebraico di Vienna. Poi “Borgman” di Alex van Varmerdam, un olandese, che nel film racconta come il male entri in una casa comune vestito da barbone. Un sogno? Il demonio? Un’allegoria o semplicemente la proiezione delle nostre paure? Ma c’è anche, nella sezione “Un Certain Regard”, “L’immagine mancante” di un regista cambogiano, Rithy Pann e in un&#8217;altra sezione il film filippino “Death March” di Adolf Alix ambientato nella seconda guerra mondiale che mette in luce le allucinazioni e i malori psichici di chi è stato al fronte. Nella sala Bazin “Blood ties” , “Legami di sangue”. Vale la pena vedere Rithy Panh. Ho saputo  oggi che l’attore che fa il padre del bambino scambiato nella culla del film giapponese“Tale padre, tale figlio”, Fukuyama, è anche un bravissimo cantante, oltre che attore, e il padre dell’altro figlio, quello proletario, bravo attore anche lui, è un autore conosciuto di libri per ragazzi, veri best sellers.<br />
Non scordatevi “Monsoon Shootout del regista Amit Kumar: il personaggio del film interpreta un poliziotto indiano alle prime armi che si deve confrontare con problemi più grandi di lui e deve fare i conti con la sua morale e quello che dice il regolamento in caso di casi gravi come la tragedia di un monsone. Ogni scelta, si sa, ha un prezzo.  </p>
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		<title>IL FESTIVAL TRA FURTI DI GIOIELLI E SPARATORIE</title>
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		<pubDate>Sat, 18 May 2013 17:03:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lucianabaldrighi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Da Cannes Sembra di essere tornati ai tempi di “Caccia al ladro” il film capolavoro con Grace Kelly e Cary Grant che fece conoscere a tutto il mondo la Costa Azzurra che da quando è iniziato il Festival, come ogni anno, regala solo pioggia e freddo. La nota gioielleria Chopard, partner dal 1998 del Festival del Cinema di Cannes, aveva conservato i gioielli studiati apposta da prestare alle dive che dovevano sfilare giovedì sera in occasione del Trofeo Chopard, un trofeo a sé che si da al film più venduto o altro…ma la manifestazione non è avventa proprio perché tra [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Da Cannes</p>
<p>Sembra di essere tornati ai tempi di “Caccia al ladro” il film capolavoro con Grace Kelly e Cary Grant che fece conoscere a tutto il mondo la Costa Azzurra che da quando è iniziato il Festival, come ogni anno, regala solo pioggia e freddo. La nota gioielleria Chopard, partner dal 1998 del Festival del Cinema di Cannes, aveva conservato i gioielli studiati apposta da prestare alle dive che dovevano sfilare giovedì sera in occasione del Trofeo Chopard, un trofeo a sé che si da al film più venduto o altro…ma la manifestazione non è avventa proprio perché tra le 20 e le 3 della mattina i gioielli sono stati rubati. Da chi? Questo forse non lo sapremo mai perché i furti di gioielli in riviera sono sempre stati all’ordine del giorno.<br />
“Questi preziosi destinati al Trofeo Chopard &#8211; spiega la direttrice della comunicazione della Maison, Raffaella Rossiello – erano custoditi in una cassaforte dell’Hotel Martinez che si trovava in una suite per preparare il Trofeo. Tutto è avvenuto in mia assenza”. Quando una collaboratrice si è recata nell’albergo di Rue Carnet ha trovato un buco nella cassaforte della camera. Forse i ladri sono passati da un’altra stanza attigua dall’esterno considerando alcune impronte di scarpe (stiamo parlando del settimo piano) o meglio ancora si ipotizza che siano venuti entrando dall’interno perché la porta della suite comunicante alla stanza dove si trovavano i bijoux aveva la maniglia e la serratura rotta.<br />
Non è la prima volta che a Cannes succedono fatti del genere, tanto è che il record delle rapine è toccato alla Begum nel 1949 (6milioni di Euro di oggi); fu la rapina che diede spunto al film “La Pantera Rosa”.<br />
La Maison Chopard nel 2010 fu svaligiata; stiamo parlando del ben negozio sulla Croisette. In quel caso si trovò il rapinatore solitario che agì da solo e si prese 5 anni di carcere. Questa volta il bottino è stato alto, un milione di Euro. Lo stesso Chopard forgia ogni anno la Palma d’oro o le Palme d’oro del Festival che vengono custodite però all’interno del Palazzo del Cinema in una stanza super blindata e vigilata.<br />
L’altro episodio inaudito è avvento negli studi di Canal Plus situati di fronte al Palazzo del Cinema, durante un’intervista a D. Auteuil e C. Waltz. Uno squilibrato si è avvicinato prima a una giovane spettatrice di Strasburgo e le ha sussurrato di andarsene di corsa se ci teneva alla vita..”togliti dai piedi!” e la prese per un braccio e la spostò. Il folle di 43 anni nativo di Nanterre ha sparato due colpi in aria e subito c’è stato un fuggi-fuggi, mentre una decina di giornalisti stavano per entrare. Il canale televisivo francese ha mandato subito in onda la pubblicità e ha sospeso il programma per mezz’ora mentre sono intervenute le guardie mentre semprava sparare un altro colpo o meglio sembrava avere inmano un piccolo esplosivo. Una volta catturato si è capito l’equivoca della granata, in compenso era in possesso anche di un coltello. Durante la perquisizione urlava: &lt;Voglio che si parli del mio Dio!&#8230;.”. L’uomo era già conosciuto dalla giustizia per piccoli furti e certamente soffre di turbe mentali. Ristabilita la quiete si è appreso che l’uomo trovato nel golfo di S. Juan sarebbe caduti in acqua a causa di un colpo subito al cranio perché dall’autopsia è uscito che ha avuto un forte trauma cranico prima di morire e cadere o essere gettato in acqua. Gli ispettori della Polizia hanno interrogato anche i vicini dell’appartamento del complesso di proprietà della famiglia reale di un magnate dell’Arabia Saudita, a la Batterie, alla periferia di Cannes. Ma torniamo ai film in concorso e non. Ieri sera di grande soddisfazione del pubblico e della critica è stata la creazione del regista giapponese Kore Eda Hirokazu dal titolo “tale padre, tale figlio”. Un film commovente e intelligente che parla dello scambio in culla di due bebè fatto volutamente da un’infermiera che doveva mantenere tutta la sua famiglia da sola e odiava i ricchi. Un’azione che compie per protesta contro il ceto medio alto. Infatti il padre del ragazzino (che oltre a essere bello è anche intelligente) cresce con le cure di un padre manager e architetto e la madre ce gli insegna le buone maniere e lo fa studiare il pianoforte. L’architetto è contento e adora questo figlio al punto di fare tutte le proiezioni per una vita di successo su di lui fino al momento in cui gli viene comunicto dalle autorità e dall’ospedale stesso che il ragazzino di 5 anni non ò il suo, ma quello di un poveraccio che ha tre figli, una bottega in periferia. Tutto si scioglie grazie alle due madri che piano piano cercano di recuperare il proprio vero figlio anche se a malincuore perché si sono affezionate a quello che le hanno dato dopo il parto sulla pancia. Nessuno dei due vuole staccarsi dalla famiglia in cui è cresciuto e così si cerca di stare tutti amici e di vedersi per divertirsi, senza fretta…un segno che i legami non sono di sangue ma di attenzioni, affetto, tenerezza, comprensione reciproca e fiducia.<br />
Per il pomeriggio proiezione di Grand Central di Rebecca Zlotowski, in concorso con Tahar Rahim e Lèa Seydou, giovane attrice francese che si dice sia una promessa e poi i Coen, Ethan e Joel con “Inside LLewyn Davis”, la storia di un giovane cantante folk nell’universo musicale di Greenwich Villane ambientato nel 1961. Dai caffè del villaggio ai deserti di Chicago tutto grazie a un servizio letto sul New York: il protanogista è a un incrocio, deve scegliere….Questa mattina “Jimmy P” di Arnaud Desplichin è piaciuto molto per l’interpretazione di Benicio Del Toro e Mathieu Amalric (già interprete di “Pollo alle prugne”.<br />
Qui si parla di un reduce di guerra curato da uno psico-antropologo.   </p>
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		<title>CANNES TRA GIALLI E MISTERI E L’OSSESSIONE PER IL LUSSO</title>
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		<pubDate>Fri, 17 May 2013 15:14:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lucianabaldrighi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Cannes &#8211; Se ci fosse ancora Hitchcock ma anche Simenon, ci sarebbe pane per i loro denti. In una villa del golfo di S.Juan è stato trovato un cadavere nudo con un paio di scarpe da tennis, massacrato a colpi di tirapugni. La villa appartiene al re saudita Fahd, ma la villa disabitata è usata da nudisti per abbronzarsi sui suoi terrazzi. Un un’altra villa cittadina di Cannes, disabitata anche questa, diventata un albergo a ore clandestino con una certa clientela e dei dipendenti è successo un altro fatto inspiegabile sul quale si indaga: naturalmente la casa non aveva il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-family: Arial;font-size: large"><a href="http://blog.ilgiornale.it/baldrighi/?pagename=album&amp;?pp_album=main&amp;pp_cat=&amp;pp_image=ilgrandegatsby.jpg" title=""><img src="http://blog.ilgiornale.it/baldrighi/wp-content/photos/thumb_ilgrandegatsby.jpg" class="pp_image" alt="" width="100" height="100" /></a>Cannes &#8211; Se ci fosse ancora Hitchcock ma anche Simenon, ci sarebbe pane per i loro denti. In una villa del golfo di S.Juan è stato trovato un cadavere nudo con un paio di scarpe da tennis, massacrato a colpi di tirapugni. La villa appartiene al re saudita Fahd, ma la villa disabitata è usata da nudisti per abbronzarsi sui suoi terrazzi. Un un’altra villa cittadina di Cannes, disabitata anche questa, diventata un albergo a ore clandestino con una certa clientela e dei dipendenti è successo un altro fatto inspiegabile sul quale si indaga: naturalmente la casa non aveva il permesso per essere utilizzata come hotel. Durante una sera si sono sentite urla e discussioni violente. I cittadini hanno telefonato alla polizia e sostengono che una donna è stata messa a forza in auto e portata non si sa dove. E’ stato impossibile descrivere i volti perché era buio, ma la città è sotto sopra. E pe finerla con il la cronaca nera, i quaderni segreti della professoressa suicida continuano ancora a fare discutere la Costa Azzurra; si sta indagando anche anche nel paese di Grass vicino a Cannes dove forse usciranno nuovi elementi. Quest’ultimo caso desta molto scalpore tra i giovani cineasti che stentano a vedere la diversità tra lo schermo e la realtà stessa.</span></p>
<p><span style="font-family: Arial;font-size: large">Dopo “Heli” di d’Amat Escalante, la paura continua a correre sul filo con il film di Jia Zhngke “Ti an zhu Ding” (A touch of sin), dove si scopre l’altra Cina, quella cruenta, della miseria, della prostituzione, della delinquenza, della fame, della grande e piccola mafia, dello sfruttamento del lavoro non solo minorile e della non tutela degli incidenti in fabbrica. Si spara, si spara e si ammazza sempre e ovunque e alla fine sono costrette a farlo anche persone per bene per sopravvivenza: nessuno riesce a ribellarsi se non rinunciando a vivere o minacciati per non parlare. Il sangue invade lo schermo per fare comprendere che la grande potenza cos’ come si vende al mondo deve fare ancora passi da gigante in nome della legge, diritto civile, del rispetto per la vita e i sentimenti e la libertà dell’individuo. Dietro la facciata occidentalizzata, le sue conquiste nel campo della ricerca e della tecnologia, dela produzione avanzata, delle sue università, dell’alta velocità e così via, si nasconde un sottobosco di periferie e di regioni isolate dove la vita è gestita da speculatori, delinquenti, bande disposte a tutto. Ma non tutti ce la fanno e qualcuno, come un giovane cinese che cerca di lavorare in posti diversi per passare più soldi alla propria famiglia decide di uccidersi buttandosi giù dall’undicesimo piano della fabbrica dormitorio dopo avere lavorato anche in un night a luci rosse e dove incontra una giovane ragazza che ha una figlia nascosta da mantenere e si prostituisce per vivere e mantenerla. Si parla di crisi nel film, di gente che si reca da un posto all’altro per trovare lavoro, ma in Cina c’è sempre stata. A consolare questa povera gente qualche spettacolo per strada che ricorda le vecchie tradizioni musicali e teatrali. I villaggi sono tagliati fuori dalle grandi città e non c’è controllo ne assistenza.</span></p>
<p><span style="font-family: Arial;font-size: large">A tirare su il morale è stato il film tanto atteso di Sophia Coppola “The blig ring” che racconta di un gruppo di ragazze giovani che svaligiano a Los Angeles le ville delle stars per rubare soprattutto abiti, borse, scarpe e gioielli griffati. Indossarli significa sentirsi almeno per un giorno come loro, importanti, ammirate, ma in realtà sono persone senza un’identità, una cultura, sole a confrontarsi con altre persone sole e a scambiarsi amicizie su face boock arrivando anche a contattare account per inserirsi pagando a una festa dove c’è qualche piccola star. A quanto pare è un fenomeno per il momento americano e non europeo, ma come si sa noi siamo il satellite dell’America e questo fa un po’ paura.</span></p>
<p><span style="font-family: Arial;font-size: large">Sono 80 i films stranieri e 20 quelli francesi, grazie a un accordo durato parecchio tempo tra Francia e Usa. A Parigi dove i film sono subito nelle sale, si sente una grande competizione con l’America: “Gatsby il Magnifico” è stato criticato e stroncato, mentre la Francia continua a dimostrare amore e ammirazione per i nostri film made in Italy, come quello del napoletano Sorrentino in concorso tra qualche giorno. Di film italiani però fuori competizione ce ne sono ancora tre. Si registra un grande successo anche per “Jeune e Jolie” di Francio Ozon. In scena la bella Marine Vacth, geraldine Pajlhas, Frèdric Pierrot, Charlotte Rempling, John Leysen, Fautin Ravat, Natalie Richard e Laurent Belbeque. “Synopsis”, nelle sale dal 21 agosto, è il ritratto di una ragazza di 17 anni, in quattro stagioni scandito da quattro canzoni. Interessante anche il lungometraggio di Roberto Minervini e curioso “Lo sconosciuto del lago” di Alain Guiraudie. Una passione omosessuale dai toni forti ambientata nella natura, dove l’elemento estetico va a compensare i segreti di un’eccitazione forse eccessiva (Sezione V.C.Regard). Ne “Le passé” di Asghar Farhadt, proiettato solamente questa mattina alle 8, sempre in concorso, si racconta la difficoltà di ricominciare una vita sentimentale quando tutto di quella precedente sembrava impedire il futuro. Applausi alla bellezza di Marine Vacth e a Emanuelle Seigner, ma anche Marion Cotillard e a Berenice Bejo. Ma il brutto tempo continua e le mises delle stars sono pogo godibili. Per domani si preannuncia un raggio di sole.</span></p>
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		<title>CANNES NON SI FERMA A CANNES</title>
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		<pubDate>Thu, 16 May 2013 17:30:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lucianabaldrighi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Non tutti sanno che Cannes non si ferma a Cannes. Per pranzo o per cena, ma anche per dormire lontano dal caos e dalle indiscrezioni in nome della privacy, sono in tanti, specie gli addetti ai lavori che fanno spola dal Festival verso le rinomate località della Costa Azzurra come Cap Ferrat, Cap d’Antibes, Nizza, S .Raphael, Grasse e S .Paul de Vence. In fondo é una vecchia abitudine, lo dice la storia del celebre albergo e ristorante “La Colombe d’Or”, situata accanto alla Fondazione Maeght e alla casa acquistata dal poeta, scrittore e sceneggiatore Jacques Prévert. Anche ieri sera davanti al [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non tutti sanno che Cannes non si ferma a Cannes. Per pranzo o per cena, ma anche per dormire lontano dal caos e dalle indiscrezioni in nome della privacy, sono in tanti, specie gli addetti ai lavori che fanno spola dal Festival verso le rinomate località della Costa Azzurra come Cap Ferrat, Cap d’Antibes, Nizza, S .Raphael, Grasse e S .Paul de Vence. In fondo é una vecchia abitudine, lo dice la storia del celebre albergo e ristorante “La Colombe d’Or”, situata accanto alla Fondazione Maeght e alla casa acquistata dal poeta, scrittore e sceneggiatore Jacques Prévert.</p>
<p>Anche ieri sera davanti al celebre ritrovo di artisti, cenacolo ideato da Paul Roux negli anni ’50 e a sua volta amante della cultura, sostava una lunga fila di auto scure con i distintivi del Festival di Cannes e di Orange : autisti e guardie del corpo di attori, registi, critici cinematografici, produttori e manager della grande macchina mediatica del 66° Festival del Cinema francese. Varcata la soglia del grande terrzzo all’aperto, nelle sale ricche di colezioni di quadri di nomi noti (Picasso, Cesar, Calder, Matisse…, Chagall, quest’ultimo sepolto nel cimitero di S.Paul) si poteva stringere la mano a dirigenti del Festival accmpagnati da attori, registi, presidenti e direttori di varie sezioni, nonché giornalisti anche italiani come la brava Natalia Aspesi. Questa è la tappa più sentita dai francesi perchè qui nacque durante la guerra un sodalizio tra Paul Roux, Prévert e Picasso, ma anche rifugio di attori come Ives Montant e Simone Signoret. Tutto si collega a Cannes perchè all’interno del giardino e dei terreni intorno, dove ora si trova anche una bella piscina circondata da sculture che porano la firma dei migliori artisti del ‘900, aveva la sua residenza il regista e sceneggiatore Henry Georges Clouzot che dal 1951 divenne celebre con « L’assassin français » e poi con « L’assassino abita al n. 21 » e « Le Courbeau », « Le Quai des Orfévres » … Il cineasta parigino si sposo’ alla presenza del sindaco Marius Issert con una certa Vera Gipson (brasiliana) e alla morte della stessa con « la cattolica » Ines.</p>
<p>Dopo la morte della prima moglie ando’ a Tahiti per riprendersi da una lunga depressione ; un’esperienza che gli servi’ sia sul piano personale che lavorativo.</p>
<p>Quando nel 1963 conosce Ines che sposa a S. Paul capisce che sarà la sua musa spirituale. Con il film « La prisoniere » e « Le salaire de la peur » con il quale riceve il Gran Premio di Cannes nel 1953, studia da vicino i processi in tribunale per comprendere meglio le dinamiche da utilizzare nei suoi film. « La prisoniere » é stato un film che ha fatto molto discutere perchè il suo protagonista impotente e perverso si compiaceva di voyeurisme… Forse una sua proiezione autobiografica nata in tarda età.</p>
<p>Si interessa al personaggio di Brigitte Bardot per il film « La Verité » (Samy Frey ..), un caso realmente accaduto nel 1959 (Clotilde Seggiaro). Il bungalow costruito per lui da Roux a La Colombe d’or » sprofonda e nel 1977 Clouzot muore lasciando a Ines, erede dei suoi diritti d’autore e delle collezioni d’arte ; alla morte di Ines , per volere della stessa andarono alla Chiesa.</p>
<p>Un po’ deludente il film « Gatzby il Magnifico » di Bar Luhmann, freddamente accolto dal pubblico e dalla critica, nonostante i suoi effetti speciali, viene naturale confrontarlo con la vecchia pellicola del 1974 di Jack Clayton con Robert Redford e Mia Farrow. Steven Spielberg, presidente della Giuria, ha dichiarato che la Francia ama troppo ilcinema per lasciarsi scappare il primato a costo di lottare e prendere accordi con la grande distribuzione e produzione americana, sempre più volta a stupire con l’alta tecnologia. « Ma il cinema é nato qui. Questa esperienza mi sta servendo per fare migliori scelte per i miei films ». Tutti ricorderanno il Premio per la migliore sceneggiatura a Spielberg nel 2008 per “Indiana Jones”, un premio che l’ha visto “impalmato” a fianco di Harrison Ford e al produttore George Luca. E poi ancora prima nel 1974 per “Sugarland Express” e “Le Royaume du crane de cristal ». In ogni caso Spielberg si giudica imparziale per le scelte che verranno fatte sui concorrenti.  Una presidenza meritata : passano alla storia anche tra i tanti suoi film « Lincoln », « ET », nonché « Le liste de Schinder » (1994) . Ma tornimo ai film del giorno perché oggi è la volta di « Jeune e Jolie » di Ozon e « Tiau Zhu Ding », ma anche di « Salvo » e « Susanne » rispettivamente di Grassadonia e Piazza, Katell Quillévere .   Nella Sala Debussy, sarà la volta di Sophia Coppola, « The blingrin » e « Fruitvale-station » di Rayon Coogler.</p>
<p>La leggenda di Cannes non si ferma qui. Si <a href="http://blog.ilgiornale.it/baldrighi/?pagename=album&amp;?pp_album=main&amp;pp_cat=&amp;pp_image=CANNESF.jpg" title=""><img src="http://blog.ilgiornale.it/baldrighi/wp-content/photos/thumb_CANNESF.jpg" class="pp_image" alt="" width="100" height="100" /></a>è partiti con film in bianco e nero e con attrici come Carrolle Baker fino a Isabelle Adyani, Patrice Cherau, Alain Delon, Ursula Andress, Burt Lancaster, Luchino Visconti, Claudia Cardinale, Sofia Loren, C. Bisset e Truffault. E cosa dire poi della presenza qui di Brigitte Bardot, Grace Kelly fino a Woody Allen ?! La Monroe, il cui manifesto era appeso los corso anno sull’edificio del Palazzo del Cinema, ironia della sorte, non è mai stata a Cannes….</p>
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		<title>CROISETTE IN FERMENTO. CERIMONIA D’APERTURA AL VIA. LA JOLIE LANCIA UNA CAMPAGNA CONTRO IL TUMORE AL SENO</title>
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		<pubDate>Wed, 15 May 2013 18:10:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lucianabaldrighi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La Croisette è in fermento. La cerimonia d’apertura si terrà oggi alle 19,15 al Grand Hotel Lumiére con « Il Grande Gatzby ». Dopo che l’affiche di 22&#215;26 metri posta sulla facciata del Palazzo del cinema che rappresenta un uomo e una donna mentre si baciano (si tratta di una coppia formata da Paul Newman e Joanne Woodward, una foto tratta dal set del film « E new candle d’amour »), non rimane che attendere le parole del presidente del Festival Steven Spielberg per dare inizio alle proiezioni. La prima sarà « Gatzby le Magnifique » che aprirà il Festival in 3 D. con Leonardo di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-family: Calibri;font-size: large">La Croisette è in fermento. La cerimonia d’apertura si terrà oggi alle 19,15 al Grand Hotel Lumiére con « Il Grande Gatzby ». Dopo che l’affiche di 22&#215;26 metri posta sulla facciata del Palazzo del cinema che rappresenta un uomo e una donna mentre si baciano (si tratta di una coppia formata da Paul Newman e Joanne Woodward, una foto tratta dal set del film « E new candle d’amour »), non rimane che attendere le parole del presidente del Festival Steven Spielberg per dare inizio alle proiezioni. La prima sarà « Gatzby le Magnifique » che aprirà il Festival in 3 D. con Leonardo di Caprio (regia di Baz Luhrman) fuori concorso, insieme con Carey Mulligan, Tobey Maguire.</span></p>
<p><span style="font-family: Calibri;font-size: large">Tra le star dell’ultimo minuto ci sarà anche Julianne Moore (Il fuggitivo, Il mondo perduto e Boogie Nights), nuova testimonial dell’Oréal. Atteso il 21  maggio, Jamel Debbouze, l’attore di « Nato da qualche parte ». </span><span style="font-size: large">Quest’ultimo è un film di Mohamed Hamidi (algerino) che è stato aggiunto alla selezione ufficiale. Sono previsti anche Robert Pattinson e Kristen Stewart, la coppia terribile di “Twilight “; l’americano Ang Lee è membro della giuria ed è presente ovunque con Denis Fontaine, responsabile di Orange che ha fatto cablare kilometri di strade a partire dal Palazzo del Cinema che poggia quasi sul mare.</span></p>
<p><span style="font-family: Calibri;font-size: large">L’Hotel </span><span style="font-size: large">Carlton</span><span style="font-size: large"> presterà il suo prestigioso palazzo per le feste, mentre il suo proprietario del Katar sta pensando alla vendita. Numerose opportunità saranno a disposizione per poter vedere il Festival al di fuori </span><span style="font-size: large">del</span><span style="font-size: large"> palazzone deputato per le proiezioni importanti, come il </span><span style="font-size: large">bello</span><span style="font-size: large"> schermo impiantato sulla spiaggia a fianco </span><span style="font-size: large">del</span><span style="font-size: large"> grande padiglione cinematografico.</span></p>
<p><span style="font-family: Calibri;font-size: large">Oltre al film tratto dal famoso romanzo di Scott Fitzgerald, si aspetta con ansia l’arrivo di Audrey Tautou, Nicole Kidman e Michel Desinot. </span><span style="font-family: Calibri;font-size: large">Sophia Coppola presenterà domain “Jeune e Jolie” con Emma Watson di Ozon e “Heli » di D’Amat Escalante.</span></p>
<p><span style="font-family: Calibri;font-size: large">Alle 10 della mattina sono stati distribuiti 800 inviti ai primi arrivati per vedere Gatsby che sarà propiettato alle 20 e alle 24,30. L’attrice di « The Artist », la Bejo, ritorna per il terzo anno con il film « Le passé », diretto da Asghar con il bel Farhadi Tahor Rahim. Il lungometraggio di Valeria Golino, « Miele », sarà proiettato venerdi’.</span></p>
<p><span style="font-family: Calibri;font-size: large">Per gli amanti della tecnologia e della comunicazione Cannes è la prima città in grado di connettersi ovunque con la quarta generazione di telefonia mobile. </span><span style="font-size: large">Sono felici i 5000 giornalisti accreditati, nonchè i fotografi e tutti i cinefili ; ovunque vi è collegamento wi-fi. Il resto della città sarà coperto per fine giugno, come tutta la Costa Azzurra per la gioia di </span><span style="font-size: large">Orange</span><span style="font-size: large">.</span></p>
<p><span style="font-family: Calibri;font-size: large">Notizie meno confortanti ma dal risvolto positive sono quelle annunciate da Angiolina Jolie che mentre saliva sul tappeto rosso in abito scuro e lungo per mano al suo compagno, Pitt, (ieri vestiva nel pomeriggio un meraviglioso abito di chiffon arancio-polvere), ha volute lanciare un messaggio relative alla salute delle donne; in prima persona si sta impegnando per la lotta contro il tumore al seno. Personalmente ha detto: “Ho avuto l’esempio drammatico di mia madre e io stessa per l’amore della mia famiglia, dei miei figli e </span><span style="font-size: large">del</span><span style="font-size: large"> mio compagno, ho volute sottopormi a una doppia mastectomia preventive.</span><span style="font-size: large">Un esempio per molte onne che potrebbero seguire se avessero il dubbio per eredità di essere contagiate dal cancro. Basta un esame del sangue , molto costoso, che pero’ ti dice se sei predisposta ». L’ oncologo  Umberto Veronesi ha subito smentito questa teoria che trova eccessiva ; secondo il professore bastano seri esami di controllo preventivo, perchéormai il tumore alla mammella è risolvibile se curato in tempo nel 78 per cento dei casi.</span></p>
<p><span style="font-family: Calibri;font-size: large">Per tirarci su il morale pensiamo a quanto dovevano <a href="http://blog.ilgiornale.it/baldrighi/?pagename=album&amp;?pp_album=main&amp;pp_cat=&amp;pp_image=jolie.JPG" title=""><img src="http://blog.ilgiornale.it/baldrighi/wp-content/photos/thumb_jolie.JPG" class="pp_image" alt="" width="100" height="100" /></a>essere stati belli gli anni in cui Fitzgerald passava con la moglie Zelda sulla costa azzurra, prima che lei si ammalasse di nervi. Tutto era natura, vita, spontaneità, feste snob e popolari insieme ; non è un caso che da Picasso a Hemingway, da Léger a Chagall scelsero la Cote per scrivere o per dipingere. Scoprire per gli americani negli anni Venti un mondo di sole e di cultura non poteva che apparire loro un paradiso</span></p>
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		<title>APRE LA 66A EDIZIONE DEL FESTIVAL DI CANNES. FERVORE PER I PREPARATIVI E QUALCHE PETTEGOLEZZO</title>
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		<pubDate>Tue, 14 May 2013 17:40:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lucianabaldrighi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Che cos’è la leggenda di Cannes? Quando è nata e perché continua a vivere? Orgoglio di noi italiani é il fatto che il più antico Festival del Cinema é nato a Venezia per volontà del conte Volpi di Misurata e della famiglia Cini negli anni Trenta. Ma veniamo a questo nuovo Festival francese che é arrivato alla sua 66esima stagione, nato circa quattro anni dopo quello italiano. Quello lagunare non ha nulla da invidiare a quello francese: qui a Cannes nasce il business, un business che continua ancora oggi, divenuto una macchina internazionale di superproduzioni, scambi, sponsor e accordi per la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p lang="fr-FR"><span style="color: #222222"><span style="font-family: 'Times New Roman', serif"><span style="font-size: small">Che cos’è la leggenda di Cannes? Quando è nata e perché continua a vivere? </span></span></span><span style="font-size: small;font-family: 'Times New Roman', serif;color: #222222">Orgoglio di noi italiani é il fatto che il più antico Festival del Cinema é nato a Venezia per volontà del conte Volpi di Misurata e della famiglia Cini negli anni Trenta. Ma veniamo a questo nuovo Festival francese che é arrivato alla sua 66esima stagione, nato circa quattro anni dopo quello italiano. Quello lagunare non ha nulla da invidiare a quello francese: qui a Cannes nasce il business, un business che continua ancora oggi, divenuto una macchina internazionale di superproduzioni, scambi, sponsor e accordi per la grande distribuzione. A questo proposito, quest’anno è Orange il pqrtner ufficiale del Festival. Ma purtroppo questa distribuzione penalizza la visione di molte pellicole sia in concorso che fuori concorso da proiettarsi anche all’estero, anche se il più delle volte molti film in Italia non si vedono, mentre in Francia si.</span></p>
<p lang="fr-FR"><span style="font-size: small;font-family: 'Times New Roman', serif;color: #222222"><a href="http://blog.ilgiornale.it/baldrighi/?pagename=album&amp;?pp_album=main&amp;pp_cat=&amp;pp_image=cann.JPG" title=""><img src="http://blog.ilgiornale.it/baldrighi/wp-content/photos/thumb_cann.JPG" class="pp_image" alt="" width="100" height="100" /></a> Si é scritto tanto su Cannes. Per esempio Jeanne Servat ha scritto una quindicina di testi sul cinema, sulla superproduzione hollywoodiana, ha raccontato di Brigitte Bardot, Alain Delon, Robert Hossein, Jean Marais, che per primi si resero conto di che cosa sarebbe diventato questo Festival. Gli anni più belli furono gli anni Sessanta anche qui. Servat scrisse storie fantastiche su Libertion e Paris Match. Henry Jeanne arrivava dalla Scuola di Cinematografia Superiore di Lille.</span></p>
<p><span style="color: #222222"><span style="font-family: 'Times New Roman', serif"><span style="font-size: small">Mentre fervono i preparativi per l’apertura ufficiale del Festival che avverrà domani: strade blindatissime, transenne e camionette della sicurezza, curiosi, artisti e fans, gente comune, ragazzi… Il giovane Lois sta provando sulle ultime note. Le 350 sedute blu scompaiono per lasciare il posto ai tappeti rossi de La Croisette e alle strutture di sostegno del cinema, come i tanti orribili gazebo che vendono cd, dvd, vecchie pellicole, manifesti el cinema, ma che offrono anche servizi di ogni tipo. Nessuno puo’ mettere piede dove stazionano fotografi e blindati della polizia e camion delle televisione. Sono chilometri i metri di cavi che attraversano il lungo mare.</span></span></span></p>
<p lang="fr-FR"><span style="color: #222222"><span style="font-family: 'Times New Roman', serif"><span style="font-size: small">Si mormora del matrimonio tra Pitt e la Jolie, addirittura pare si siano già uniti in matrimonio anche se hanno già tanti figli sia naturali che adottati. La cerimonia verrebbe ripetuta nel Var; Sellon Gille sarà lo chef e Michael Latz l’organizzatore della mega festa allo Château de Miraval. Intanto gli yacht si sono già appostati nel golfo, molti registi e attori preferiscono la discrezione, lontano dai paparazzi e dalla stampa, ma anche dai loro fans.</span></span></span></p>
<p lang="fr-FR"><span style="color: #222222"><span style="font-family: 'Times New Roman', serif"><span style="font-size: small">Sophie Peron, campionessa di pallavolo, ha deciso di lasciare la sua professione e nel frattempo segue impegnatissima gli eventi di questo festival che di italiani in concorso ha solo il film del regista Sorrentino; con l’uscita di Nanni Moretti dalla presidenza, il festival sembra riprendersi i suoi spazi, forse un po’ più francesi e americani. L’ex premiere dame de France Carla Sarkozy ha preparato un nuovo album di pezzi musicali e cantati: il suo ritmo invade già le strade di Cannes.</span></span></span></p>
<p lang="fr-FR"><span style="color: #222222"><span style="font-family: 'Times New Roman', serif"><span style="font-size: small">Tornando al cinema, il film più atteso per i francesi sembra essere “L’écume des jours » di Michel Gondray tratto dal romanzo di Boris Vian con Roman Duris, Audrey Tautout, Chqrlotte Le Bon, Aissa Maica, Omar Sky e Gad Elmaleh. La più grande storia d’amore di tutto il festival, almeno cosi’ si preannuncia.</span></span></span></p>
<p lang="fr-FR"><span style="color: #222222"><span style="font-family: 'Times New Roman', serif"><span style="font-size: small">Nel frattempo a Marsiglia stanno girando un film Le French (Jean Dujardin e Jilles Lelluce). Un film evento che si ispira a fatti reali, un parallelo cinematografico tra due personaggi che hanno segnato la storia di Marsiglia negli anni Settanta. Zampa e Michel si sono uniti in nome di un revival <em>dal sapore di Chanel</em>, come dire Delon e Belmondo. Si tratta dell’assassinio di un magistrato, Pierre Michel di 38 anni avvenuto nell’ottobre del 1981 perpetrato dalla banda dei Lione, la mafia marsigliese .</span></span></span></p>
<p lang="fr-FR"><span style="color: #222222"><span style="font-family: 'Times New Roman', serif"><span style="font-size: small">Tornando alla indiscrezioni e curiosita’ su Pitt e Jolie al Bar de l’ Avenir si diceche sia tutto un circo mediatico : «Ne abbiamo viste tante e siamo anche un po&#8217; stufi. La vita é diventata una fiction, mentre bisognerebbe parlare più di crisi economica e di nuova portà, ma alla politica interessa solo il denaro… » recitano i frequentatori abituali. Gli abitanti di Cannes non sembrano apprezzare le ondate di cinefili, cineasti, giornalisti, perchè la città é tutta bloccata per parecchi giorni: persino le cose più semplici diventano speculazione pubblicitaria, anche se la pubblicità si diceva un tempo é l’anima del commercio . A guadagnarci parecchio sono bar, ristoranti e alberghi, ma anche proprietari di case date in affitto: i prezzi si triplicano e questo non é serio; ma chi deve lavorarci o i ghiotti di mondanità sono disposti a tutto. La gente corre da una parte all’altra della città, perchè la movida del Festival non è solo dentro e intorno al suo orrendo palazzo di vetro (un ecomostro da abbattere), ma é spalmata ovunque. Ci sono proiezioni anche in spiaggia e nei cinema tradizionali. Tutti corrono da una conferenza stampa all’altra, da una sala di proiezione a un’altro spazio di proiezione, facendo file con tanto di cartellini appesi al collo e spesso con l’ombrello in mano; qui a differenza di Venezia è difficile vedere da vicino i divi e di questo la gente è un po’ stufa.</span></span></span></p>
<p>&nbsp;</p>
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