Quegli uccelli razzisti

Che cosa c’entrano gli uccelli col razzismo? Forse che i gufi disturbino di notte solo i cinesi, o gli usignoli degnino del loro canto solo i bianchi, e i canarini gradiscano solo padroni di colore? Ma figuriamoci. Gli uccelli col razzismo non c’entrano nulla, sono gli uomini che li fanno entrare nella questione, uomini ossessionati dal politicamente corretto al punto di vedere il marcio anche dove non c’è nulla che possa maturare. Insomma, gli ornitologi svedesi della Società di ornitologia hanno stilato la lista ufficiale delle specie di uccelli – un lavorone enorme, durato anni, frutto di ricerche approfondite e […]

  

Mamme d’asilo/3

Nel tipo umano (si fa per dire) delle mamme d’asilo autoespansive (cioè quelle che invadono tutto lo spazio circostante – salone, aula e vita scolastica, armadietti e riunioni, feste e iniziative, mail e perfino i cibi da consumare – come estensione e tentata realizzazione del loro ego) c’è un comportamento che merita un trattamento specifico: il saluto. La mamma di cui sopra (quella che non ammette altra mamma al di fuori di sé), difficilmente saluta. Il motivo è ovvio: ben poche altre persone, nell’ambiente dell’asilo, sono degne di un suo cenno. Lei è troppo superiore, e lo deve dimostrare anche […]

  

E’ carnevale, vestiamo tutti i bimbi da scimmie

Allora, tutti da scimmia. Il fatto è questo: in una scuola elementare dell’hinterland milanese è stata organizzata la classica festa di carnevale. Ma non è che i bambini potessero vestirsi come volevano, e non perché ci fosse un tema fisso: cioè non perché, per esempio, avessero dedicato il carnevale, che so, alla fiaba di Pinocchio, o al mondo del mare, o a quello dei castelli, o a quello dei mostri, insomma, non c’era un interesse specifico verso un argomento approfondito. No. Per la scuola è stata una scelta di ugualitarismo: quel virus pericoloso per cui non ci devono essere bambini […]

  

Quei (santi) maschi che non parlano

Bisogna rivalutare. In tempi grigi, pensierosi, uggiosi, rivalutare ciò di cui ci si è sempre lamentati. Per esempio, il fidanzato/marito/compagno non interloquente. Quasi muto. Non ascolta, non replica. Neanche lo sfiora poi, figuriamoci, l’idea di iniziare una conversazione di sua iniziativa. Insomma il maschio classico, che fa zapping, o gioca al cellulare, o si appisola, ma non parla. Ecco, come rivalutarlo? Semplice. Perché peggio del maschio che non parla, c’è solo il maschio che parla. Quello punzecchiatore, fastidioso, puntiglioso, rompiscatole, precisino, indagatore, che ciclicamente torna e ritorna sullo stesso punto inutile, polemico, testatore, ghignante, autocompiaciuto. Chiacchierone ma non simpaticamente: insopportabilmente. […]

  

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