La gallina dalle uova d’oro non ne puo’ piu’. Dopo anni e anni, ma che dico, decenni di assecondamento, seppur obtorto collo, delle continue richieste “auree” da parte dei vari governi, ora questa gallina, cioe’ l’automobile, e’ giunta al capolinea. Il colpo di grazia e’ arrivato qualche settimana fa, quando il governo ha deciso di ritoccare le accise sui carburanti per rifinanziare il Fondo unico per lo spettacolo. Un secondo o terzo accanimento, a questo punto, non sarebbe piu’ sopportabile. E lo sostengo nel momento in cui si vocifera di un possibile nuovo intervento a carico dei carburanti per far frante alle spese legate alle missioni militari all’estero. Spero proprio che restino voci, visto che proprio in questi giorni il prezzo della benzina e’ salito a 1,63 euro, oltre 3.200 delle vecchie lire per un litro di verde. Non e’ possibile! Ma non finisce qui: la gallina dalle uova d’oro ha detto basta anche a causa dell’annunciato aumento della Ipt, cioe’ l’Imposta provinciale di trascrizione, che porterebbe a un consistente rincaro della registrazione di vetture nuove con potenza superiore a 53 kW. Le case automobilistiche, sia estere (Unrae) sia appartenenti alla filiera italiana (Anfia), sembrano finalmente essersi destate dal torpore, e hanno chiesto un incontro urgente con il governo “in modo da individuare misure di correzione all’attuale decreto, al fine di tutelare l’utente finale”, ha puntualizzato Eugenio Razelli, presidente dell’Anfia. E’ sicuramente tempo di trovare, se proprio necessario, una nuova gallina dalle uova d’oro. L’auto ha gia’ dato, e tanto. Il fronte su cui agire e’ vasto, magari pensando alla salute della popolazione e a qualche vizio di cui si puo’ fare a meno…

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