L’auto rialza la testa, grazie Mercedes. E ora tocca agli altri
VIVA L’AUTO HA CENTRATO L’OBIETTIVO
Non è l’automobile di lusso lo spartiacque tra chi evade e chi paga le tasse.
L’evento “Viva l’auto”, giunto alla terza edizione e svoltosi lo scorso ottobre a Torino, ha sempre creduto in questo concetto e lo ha sostenuto. Gli evasori guidano anche vetture anonime e low profile. Sparare nel mare magnum del settore è un luogo comune controproducente. Per almeno due ragioni: la prima è che l’automobile è un sogno e c’è chi risparmia tutta una vita per concretizzarlo (per comprare una bella macchina che costa anche tanti soldi); il secondo, che dietro alla produzione e all’assistenza delle auto esclusive ci sono tante famiglie di lavoratori che vi traggono i mezzi per la loro sopravvivenza. A dare un segno preciso della voglia di cambiamento, dell’inutilità di una generalizzazione che penalizza clienti e lavoratori, una casa automobilistica di prestigio ha
finalmente alzato la testa e, attraverso un messaggio pubblicitario abbastanza esplicito, ha richiamato l’attenzione sulla bellezza, l’esclusività, il comfort che vengono garantiti da una automobile di lusso e che superano di gran lunga le remore e i timori dei commercialisti che in questi momenti le sconsigliano alla loro agiata clientela.
L’automobile, dunque, è vitale per l’economia e l’occupazione di un Paese, anche quella cosiddetta premium e la coraggiosa svolta nella comunicazione data da questa casa automobilistica ci si augura venga seguita da altri costruttori e dalle stesse associazioni di categoria (Aci, Anfia, Unrae, Federauto, eccetera) perché l’automobilista non venga vessato. Non si può essere fermati ed essere costretti a esibire la dichiarazione dei redditi insieme al libretto e alla patente di guida.

Annozero e Fiat: un euro e quaranta centesimi
Il tribunale di Torino ha condannato la Rai e il giornalista Corrado Formigli
a risarcire con cinque milioni di euro Fiat Group Automobiles per un servizio
trasmesso da “Annozero” il 2 dicembre 2010. Il giudice Maura Sabbione della 4/A
sezione del Tribunale Civile di Torino ha quantificato il danno patrimoniale e
non patrimoniale in 7 milioni di euro.
Quella sera, la trasmissione allora condotta di Santoro vinse la gara degli
ascolti TV con cinque milioni di telespettatori con uno share del 20,90%.
Secondo la sentenza, ogni telespettatore vale dunque 1 euro e 40 centesimi,
meno di quanto costa “La Repubblica” il sabato.
Una quisquilia che – forse non a caso – Milena Gabanelli si è ben guardata dal
citare tra i molti numeri riportati nella sua lettera al “Corriere della sera”.
E a proposito di informazione pro domo sua, nella stessa lettera, la Gabanelli
ha citato “l’accordo di collaborazione” tra Fiat e il Politecnico di Torino.
Chissà perchè non ha ricordato quello che lega il Poli torinese alla GM.
Dott. Bonora, avrebbe dovuto iniziare l’articolo con “L’auto di lusso NON è l’unico parametro con cui misurare l’evasione fiscale”. Non crederà veramente che chi evade le tasse possa andare con una Panda vero? Non crederà veramente che chi risparmia per tutta una vita per acquistare un’auto che poi non potrà mantenere non abbia qualche problema di personalità. I commercialisti sconsigliano alla loro clientela agiata l’acquisto di auto di lusso? Mah…il mio non ha mai fiatato, forse perchè sa che le tasse me le fanno pagare prima di prendere la busta paga in mano. lei è sicuramente, come me, un amante delle auto, saprà quindi che non è il prezzo nè la marca ma il feeling che si crea con il “giocattolo” che fa della nostra auto la seconda “fidanzata” (in alcuni casi la prima). Ricordo la mia UNO turbodiesel, un catenaccio con cui ho scorrazzato in lungo e largo l’Italia. Ricordo la mia Clio 1400 prima serie, quanti problemi con l’iniezione…ho fatto impazzire un gommista perchè non capiva come potessi consumare le gomme all’esterno nonostante la convergenza fosse perfetta…alla fine mi consigliò di frenare prima delle curve. Ricordo la mia Renault 19 che mi ha accompagnato per 15 anni senza mai lamentarsi, non si è lamentata neanche quando l’ho lasciata nel piazzale di una concessionaria Honda tradendola con una Civic (ho atteso l’imminente uscita di produzione per ottenere un sostanzioso sconto visto che non posso permettermi di più), al primo tagliando ho allungato l’occhio sul piazzale e l’ho vista la mia 19, sembrava aspettasse un mio ripensamento. Alla seconda visita non c’era più, evidentemente s’era stancata d’aspettarmi e se n’era andata…mi si è stretto il cuore. Auto di lusso? L’amore per l’auomobile è un’altra cosa.