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	<title>il Blog di Pierluigi Bonora</title>
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		<title>A proposito di lobby</title>
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		<pubDate>Tue, 14 May 2013 09:29:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pierluigi Bonora</dc:creator>
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		<description><![CDATA[@PierluigiBonora: É durato un paio di giorni il tentativo di tassare le sigarette elettroniche, poi pluff, tutto svanito. La lobby auto ha tanto da imparare]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@PierluigiBonora: É durato un paio di giorni il tentativo di tassare le sigarette elettroniche, poi pluff, tutto svanito. La lobby auto ha tanto da imparare</p>
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		<title>La contessa e i garage (secondo lei) che non servono</title>
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		<pubDate>Thu, 09 May 2013 20:13:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pierluigi Bonora</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La risposta della contessa che ama andare in bicicletta Isabella Bossi Fedrigotti (beata lei che abita in centro a Milano e non i problemi dei comuni mortali: quindi, per questo, è facile parlare) alla lettera di un lettore, pubblicata dal “Corriere” dell’8 maggio, mi porta a intervenire. Il lettore in questione, il signor F. C., esprimeva le sue non poche perplessità a proposito della soppressione, a Milano, dei posti auto. Da qui la necessità di creare parcheggi sotterranei (a prezzi popolari, aggiungo io) e di considerare chi arriva da fuori (e non abita a due passi dall’ufficio) e, quindi, non [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La risposta della contessa che ama andare in bicicletta Isabella Bossi Fedrigotti (beata lei che abita in centro a Milano e non i problemi dei comuni mortali: quindi, per questo, è facile parlare) alla lettera di un lettore, pubblicata dal “Corriere” dell’8 maggio, mi porta a intervenire. Il lettore in questione, il signor F. C., esprimeva le sue non poche perplessità a proposito della soppressione, a Milano, dei posti auto. Da qui la necessità di creare parcheggi sotterranei (a prezzi popolari, aggiungo io) e di considerare chi arriva da fuori (e non abita a due passi dall’ufficio) e, quindi, non può fare a meno della macchina.<br />
La risposta della contessa lascia allibiti: …ho visto più di un garage pieno di cartelli che annunciano affitti e vendite di box. Per questo, forse, non ha moltissimo senso avviare nuove autorimesse sotterranee…<br />
 E allora che si fa? Per liberare la superficie dalle macchine non basta la bacchetta magica delle piste ciclabili e della cancellazione scriteriata dei posti auto. Ci vuole un piano organico ed equilibrato da approntare, tenendo conto dell’esistenza delle auto e delle moto, e delle necessità di tutti. La par condicio vale per tutti.</p>
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		<title>Auto, Caporetto da scongiurare</title>
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		<pubDate>Thu, 09 May 2013 19:51:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pierluigi Bonora</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La siderurgia, comparto centrale del nostro Paese, ha ottenuto l’apertura di un tavolo di confronto con il ministero dello Sviluppo. E l’auto? Non ancora pervenuta. Da una parte l’Anfia, che sollecita (fosse la prima volta) la creazione di una task force, dall’altra l’Unrae che, cambiato il presidente, sta probabilmente prendendo ancora le misure. Intanto il tempo passa e la situazione peggiora: i consumi sono precipitati ai livelli di tredici anni fa e la spese per la mobilità, secondo gli ultimi dati di Confcommercio, sono scese dell’8,7% nel primo trimestre dell’anno e del 14,2% in tutto il 2012. Si tratta del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La siderurgia, comparto centrale del nostro Paese, ha ottenuto l’apertura di un tavolo di confronto con il ministero dello Sviluppo. E l’auto? Non ancora pervenuta. Da una parte l’Anfia, che sollecita (fosse la prima volta) la creazione di una task force, dall’altra l’Unrae che, cambiato il presidente, sta probabilmente prendendo ancora le misure. Intanto il tempo passa e la situazione peggiora: i consumi sono precipitati ai livelli di tredici anni fa e la spese per la mobilità, secondo gli ultimi dati di Confcommercio, sono scese dell’8,7% nel primo trimestre dell’anno e del 14,2% in tutto il 2012. Si tratta del calo più importante rispetto ad altri beni e servizi.<br />
A Palazzo Chigi, intanto, il nuovo governo è alla disperata ricerca delle coperture necessarie ad alleviare la pressione fiscale. E probabilmente si è reso conto di come potessero essere utili, in questo momento, gli oltre 3 miliardi di mancato gettito a causa del crollo delle immatricolazioni di automobili nel 2012. Che cosa decideranno i ministri? Potrebbero arrivare nuove brutte sorprese a carico della quattro e delle due ruote? Qualche settimana fa sui giornali era apparsa la notizia che tabacchi e alcolici sarebbero potuti finire nel tritacarne del Fisco. Poi non se ne è più parlato. Le rispettive lobby, sicuramente, si sono messe subito al lavoro sottotraccia. Attenzione ai brutti scherzi, Anfia, Unrae, Ancma e Federauto. E’ forse opportuno  scatenare qualche 007 e tenere alta la guardia, non si sa mai.<br />
Ma c’è un altro pericolo incombente sull’auto, e riguarda il rafforzamento costante dei suoi detrattori. Ci sono città, come Milano, che stanno irresponsabilmente cancellando i parcheggi in centro sulla spinta dei “fondamentalisti” anti-auto (che rappresentano tanti voti); sono gli stessi, riuniti in varie organizzazioni, che vogliono promuovere, a livello parlamentare, provvedimenti ancora più restrittivi alla circolazione. Quindi, care associazioni, vi dovete rendere conto che siete in “guerra“ e, dunque, avete il compito e la responsabilità di evitare una Caporetto della mobilità a motore. Agli avversari poco importa che un veicolo sia Euro 5, Euro 6 oppure ibrido. La guerra è alla “scatola di latta”, come chiamavano le vetture i 50.000 velocipedisti (subito strumentalizzati da talune forze politiche) che hanno manifestato sabato 11 maggio a Milano.</p>
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		<title>Se ci fossero stati quei 3 miliardi</title>
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		<pubDate>Sun, 05 May 2013 15:54:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pierluigi Bonora</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Il mancato gettito di 3 miliardi dall’auto sarebbe servito ora al governo per allentare la morsa fiscale (Imu, Iva, ecc). Puro masochismo.</p>
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		<title>Se &#8220;la morte da crisi&#8221; colpisce anche i giornalisti</title>
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		<pubDate>Thu, 02 May 2013 12:02:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pierluigi Bonora</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La morte di Carmelo Bongiovanni ha destato dolore e sgomento, dietro alla sua fragilità, alla sua insicurezza, che pochi avevano percepito, si nascondeva un profondo disagio professionale. Siamo venuti a conoscenza che diversi editori ( abbiamo una gran rabbia e voglia di fare i nomi) non gli pagavano i compensi da tempo, cifre anche importanti. Un’ abitudine questa che ormai sembra sempre più radicata, richiede il coraggio di pubbliche denunce e deve essere stigmatizzata.Sfruttare una professione toglie dignità e diritti , anche il nostro lavoro richiede una giusta retribuzione, non è accettabile confondere prestazioni con gesti di amicizia. Gli imprenditori [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La morte di Carmelo Bongiovanni ha destato dolore e sgomento, dietro alla sua fragilità, alla sua insicurezza, che pochi avevano percepito, si nascondeva un profondo disagio professionale. Siamo venuti a conoscenza che diversi editori ( abbiamo una gran rabbia e voglia di fare i nomi) non gli pagavano i compensi da tempo, cifre anche importanti. Un’ abitudine questa che ormai sembra sempre più radicata, richiede il coraggio di pubbliche denunce e deve essere stigmatizzata.Sfruttare una professione toglie dignità e diritti , anche il nostro lavoro richiede una giusta retribuzione, non è accettabile confondere prestazioni con gesti di amicizia. Gli imprenditori conoscono i rischi della loro attività, non possono pensare di scaricare i loro insuccessi sui collaboratori che, a loro volta, devono trovare il coraggio di non accettare remunerazioni umilianti. Sullo sfondo di questa vicenda anche le case automobilistiche hanno la loro responsabilità, per lungo tempo hanno contribuito a sviluppare pubblicazioni che erano, di fatto, inesistenti, poche copie sostenute da pagine pubblicitarie, fine a se stesse. Negli anni 80, quando le immatricolazioni erano simili a quelle di oggi, venivano editati 4/5 magazine, i giornalisti specializzati si contavano sulle dita delle mani, le presentazioni avevano una cadenza dilazionata, i rapporti si tenevano ad personam, forse è necessario ispirarsi nuovamente a quella stagione, i pr dovrebbero riprendere contatti personali, per ottenere, con meno costi, un risultato superiore.<br />
IL MIO COMMENTO<br />
Questo intervento apparso oggi su CrisalidePress deve fare riflettere tutti gli interessati, e non solo. Occorre, a questo proposito, un rigoroso esame di coscienza affinché tragedie come quella che ha riguardato il caro Carmelo e la sua famiglia non si ripetano. E come ha sottolineato nella sua newsletter il collega Franco Abruzzo, intervenuto, tra l’altro, in occasione dell’ultimo saluto a Carmelo all’obitorio di Milano, “anche tra i giornalisti è arrivata la morte da crisi”. Un campanello di allarme da non sottovalutare. Condivido la rabbia palesata da CrisalidePress e ritengo, personalmente, che quanto accaduto a Carmelo serva, almeno, a ricondurre sui giusti binari il rapporto tra alcuni editori e i giornalisti free-lance, con l’invito agli stessi colleghi free-lance “sfruttati” a denunciare apertamente lo stato di disagio in cui si trovano loro malgrado. E lo stesso vale anche per le case automobilistiche: rivedano (soprattutto alcune) il ruolo dei loro uffici comunicazione e riprendano, come nel passato, a dare importanza e giusto peso ai loro uffici preposti al dialogo con i giornalisti. Più parole, dunque, e meno contatti virtuali.</p>
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		<title>Fatto il governo, ora via al pressing duro sui ministri</title>
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		<pubDate>Tue, 30 Apr 2013 16:50:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pierluigi Bonora</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Finalmente l&#8217;Italia ha un governo. Dopo due mesi le parti politiche si sono accordate e l&#8217;esecutivo guidato da Enrico Letta dovrà subito passare ai fatti. Di parole se ne sono spese troppe. Letta a parte, il settore della mobilità deve ora guardare ai nuovi interlocutori, gli stessi sui quali far partire subito un durissimo e costruttivo pressing allo scopo di riequilibrare la situazione di settori, come quelli delle quattro e due ruote, la cui grave difficoltà ha contribuito ad aggravare ulteriormente lo scenario economico e occupazionale del Paese. Questi, dunque, gli interlocutori principali dai quali si dovranno ottenere risposte e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Finalmente l&#8217;Italia ha un governo. Dopo due mesi le parti politiche si sono accordate e l&#8217;esecutivo guidato da Enrico Letta dovrà subito passare ai fatti. Di parole se ne sono spese troppe. </p>
<p>Letta a parte, il settore della mobilità deve ora guardare ai nuovi interlocutori, gli stessi sui quali far partire subito un durissimo e costruttivo pressing allo scopo di riequilibrare la situazione di settori, come quelli delle quattro e due ruote, la cui grave difficoltà ha contribuito ad aggravare ulteriormente lo scenario economico e occupazionale del Paese.<br />
Questi, dunque, gli interlocutori principali dai quali si dovranno ottenere risposte e piani di azione a breve. Sono il sottosegretario alla Presidenza del consiglio, Filippo Patroni Griffi (proveniendo dal governo Monti, insensibile ai problemi del settore, l&#8217;auspicio è che cambi atteggiamento), il ministro dello Sviluppo economico Flavio Zanonato (Pd), il ministro dell&#8217;Economia e delle Finanze Fabrizio Saccomanni (tecnico), il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Maurizio Lupi (Pdl), il ministro del Lavoro Enrico Giovannini (tecnico) e il ministro dell&#8217;Ambiente Andrea Orlando (Pd).</p>
<p>Anfia, Unrae, Federauto, Ancma e Aci bussino subito alle loro porte e pretendano di essere ascoltati, a costo di organizzare un presidio davanti ai Palazzi.</p>
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		<title>La scomparsa di Carmelo e il senno di poi</title>
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		<pubDate>Wed, 24 Apr 2013 16:24:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pierluigi Bonora</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Carmelo Bongiovanni e la sua scomparsa]]></category>

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		<description><![CDATA[L&#8217;amico e collega Carmelo Bongiovanni ha deciso di chiudere anzitempo la sua esistenza. Personalmente, mai avrei pensato che Bongi (o Piero, come da un lunghissimo tormentone che si è tragicamente concluso) potesse ricorrere al gesto estremo. Sapevo che da qualche mese aveva dei seri problemi nell&#8217;ambito personale e quello che mi rimprovero (e penso di interpretare il pensiero di chi lo ha conosciuto) è di non essermi messo in contatto con lui, di averlo lasciato solo nel momento in cui egli avrebbe, magari, voluto aprirsi e cercare un sostegno. Ci siamo visti centinaia di volte, abbiamo condiviso momenti indimenticabili con [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;amico e collega Carmelo Bongiovanni ha deciso di chiudere anzitempo la sua esistenza. Personalmente, mai avrei pensato che Bongi (o Piero, come da un lunghissimo tormentone che si è tragicamente concluso) potesse ricorrere al gesto estremo. Sapevo che da qualche mese aveva dei seri problemi nell&#8217;ambito personale e quello che mi rimprovero (e penso di interpretare il pensiero di chi lo ha conosciuto) è di non essermi messo in contatto con lui, di averlo lasciato solo nel momento in cui egli avrebbe, magari, voluto aprirsi e cercare un sostegno. Ci siamo visti centinaia di volte, abbiamo condiviso momenti indimenticabili con le rispettive famiglie e quelle degli amici, cantato, scherzato, riso fino alle lacrime; ci siamo presi sui temi politici e le simpatiche litigate a tavola finivano sempre per colorarsi di rossonero, argomento che, alla fine, ci trovava concordi su tutto. Ci siamo visti centinaia di volte, dicevo, ma forse ne sarebbe bastata una sola, nell&#8217;ultimo periodo, con me e con i tanti altri amici e colleghi, per bloccare sul nascere il &#8220;male&#8221; che in poche settimane si è sostituito alla ragione. Io ti chiedo scusa, Bongi, per non averti chiamato.Purtroppo con il senno di poi.</p>
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		<title>Auto tra governo dei Prof. sprecone e disinformato e una filiera dei costruttori per nulla incisiva</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Apr 2013 10:01:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pierluigi Bonora</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Auto]]></category>
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		<description><![CDATA[Il governo dei tecnici, oltre ad aver affossato il settore automobilistico anche con la complicità delle compagnie petrolifere (visti i livelli raggiunti dal costo dei carburanti), non ha trovato di meglio che varare un piano di ecoincentivi che, sulla carta, avrebbe dovuto dare ossigeno alle vendite dei veicoli più ecologici (elettrici, ibridi, metano e Gpl). Niente di più sbagliato. I costruttori, fin da subito, hanno giudicato inutile e dannoso il provvedimento (40 milioni per il primo anno). Ma le maggiori perplessità la filiera le aveva avanzate, colpendo nel segno, sulla formulazione: come è possibile che l’incentivo fosse concesso solo in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il governo dei tecnici, oltre ad aver affossato il settore automobilistico anche con la complicità delle compagnie petrolifere (visti i livelli raggiunti dal costo dei carburanti), non ha trovato di meglio che varare un piano di ecoincentivi che, sulla carta, avrebbe dovuto dare ossigeno alle vendite dei veicoli più ecologici (elettrici, ibridi, metano e Gpl). Niente di più sbagliato. I costruttori, fin da subito, hanno giudicato inutile e dannoso il provvedimento (40 milioni per il primo anno).<br />
Ma le maggiori perplessità la filiera le aveva avanzate, colpendo nel segno, sulla formulazione: come è possibile che l’incentivo fosse concesso solo in cambio della rottamazione di un veicolo aziendale di oltre 10 anni di età? È risaputo, ma non per i professori del governo del Professore, che una vettura di un parco aziendale viene dismessa molto prima di 10 anni («tutti sanno &#8211; spiega Filippo Pavan Bernacchi, presidente di Federauto, l’associazione che riunisce i concessionari &#8211; che le aziende ammortizzano e sostituiscono questi beni durevoli in tempi molto ristretti»).<br />
Accade, così, che mentre i 4,5 milioni di bonus destinati ai privati sono andati esauriti in un battibaleno, dopo appena un’ora dalla disponibilità, quelli per le flotte aziendali, a più di 20 giorni dal varo, sono ancora al palo. E non sono bruscolini: poco meno di 35 milioni di euro giacciono nella cassaforte del governo, inutilizzati. Di questa montagna di soldi, solo 300mila euro sono stati trasformati in incentivi. «Ma il 99% dei fondi &#8211; aggiunge Pavan Bernacchi &#8211; è ancora a disposizione, non ci sono però richieste. Per mesi Federauto ha lanciato appelli al governo perché bloccasse un provvedimento inutile e dannoso, per la cui realizzazione sono stati, tra l’altro, spesi 600mila euro, il doppio richiesto fino a oggi dalle flotte aziendali. Per le imprese, di fatto, è più facile vincere al Superenalotto piuttosto che accedere a questi stanziamenti». Il governo, in pratica, ha peccato di disinformazione. Nello specifico, prima di varare un provvedimento del genere, avrebbe dovuto convocare gli attori della filiera e verificare con loro l’utilità e la bontà del provvedimento.<br />
Ma anche la filiera dei costruttori ha le sue responsabilità, non essendo stata capace di pressare a fondo le autorità allo scopo di convincerle a cambiare rotta o, al più, a rivedere la formulazione di questi incentivi. Insomma, da una parte l’azione con il paraocchi dei Professori, mossi dalla convinzione di avere sempre ragione e di agire per il bene del Paese, dall’altra il settore dei costruttori che ancora una volta ha dimostrato la sua scarsissima incisività.</p>
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		<title>Auto a tutta velocità verso l&#8217;irreparabile</title>
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		<pubDate>Fri, 05 Apr 2013 12:48:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pierluigi Bonora</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Mala tempora currunt. Case costruttrici e concessionari di auto se ne sono accorti da tempo. Ma se sperano che la situazione possa migliorare da qui a qualche mese, si sbagliano di grosso. Qualche timido segnale di ripresa si poteva intravedere, per questo 2013, soprattutto nell’ultimo periodo dello scorso anno, tant’è che in occasione della conferenza stampa di apertura del Motor Show di Bologna, il Centro studi Promotor aveva azzardato, con eccessivo ottimismo, che nel 2013 il mercato italiano delle autovetture avrebbe potuto risalire a 1.550.000 immatricolazioni, con un incremento del 10,7% sul livello estremamente depresso del 2012. Lo scenario macroeconomico [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mala tempora currunt. Case costruttrici e concessionari di auto se ne sono accorti da tempo. Ma se sperano che la situazione possa migliorare da qui a qualche mese, si sbagliano di grosso. Qualche timido segnale di ripresa si poteva intravedere, per questo 2013,  soprattutto nell’ultimo periodo dello scorso anno, tant’è che in occasione della conferenza stampa di apertura del Motor Show di Bologna, il Centro studi Promotor aveva azzardato, con eccessivo ottimismo, che nel 2013 il mercato italiano delle autovetture avrebbe potuto risalire a 1.550.000 immatricolazioni, con un incremento del 10,7% sul livello estremamente depresso del 2012. Lo scenario macroeconomico è invece peggiorato e, come temeva la stessa Promotor, l’attesa boccata d’ossigeno non arriverà. Le stime per il 2013 che Confcommercio ha presentato nei giorni scorsi, in occasione dell’annuale Forum di Cernobbio, sono impietose e nerissime: ancora più male del previsto il Pil del Paese, a livelli record (e vergognosi, aggiungo) la pressione fiscale, consumi in ulteriore contrazione. Recessione, recessione e recessione, dunque. Che vuol dire nessuna propensione all’acquisto da parte delle famiglie, ben più impegnate a garantirsi la pagnotta quotidiana piuttosto che pensare all’acquisto di una nuova automobile. Inevitabili, a questo punto, nuovi fallimenti e chiusure di esercizi legati al settore. Stringere i denti è diventata un’impresa. E la mancanza di certezze anche dal punto di vista istituzionale, con l’armata grillina che vede l’auto come il fumo negli occhi, non fa altro che accelerare il verificarsi dell’irreparabile. In giro soldi non ce ne sono. Una via d’uscita, però, dovrà pur esserci.</p>
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		<title>Milano, Area C e l&#8217;alleanza trabocchetto Comune-garagisti</title>
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		<pubDate>Mon, 25 Mar 2013 20:02:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pierluigi Bonora</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Milano Area C garagisti]]></category>

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		<description><![CDATA[Cari amici automobilisti e anche motociclisti penso sia arrivato il momento di mandare un forte segnale agli amministratori dei Milano. L’accordo con i garagisti (traditori) del centro (collaboreranno a fare la guerra, pensate un po’, al loro business, l’automobile: giusto togliere strisce blu, pensano, così parcheggeranno da noi) è la goccia che fa tracimare il vaso. I signori del Comune se ne infischiano di chi deve usare la macchina per forza, noi automobilisti siamo tutti messi sullo stesso piano. Prima costruite parcheggi sotterranei e poi, magari, pensate a razionalizzare quelli in superficie. E voi, garagisti dell’Area C, meritereste che tutti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Cari amici automobilisti e anche motociclisti penso sia arrivato il momento di mandare un forte segnale agli amministratori dei Milano. L’accordo con i garagisti (traditori) del centro (collaboreranno a fare la guerra, pensate un po’, al loro business, l’automobile: giusto togliere strisce blu, pensano, così parcheggeranno da noi) è la goccia che fa tracimare il vaso. I signori del Comune se ne infischiano di chi deve usare la macchina per forza, noi automobilisti siamo tutti messi sullo stesso piano. Prima costruite parcheggi sotterranei e poi, magari, pensate a razionalizzare quelli in superficie. E voi, garagisti dell’Area C, meritereste che tutti quanti posteggiassimo fuori dal centro. Ma è proprio questo che Pisapia e Maran vogliono. E’ un tranello anche per voi, rendetevene conto. </p>
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