Tolstoj ha bisogno di un editor

Letta l’ultima pagina (la 1425 dell’edizione dei tascabili Einaudi*) di Guerra e pace di Lev Tolstoj, la prima cosa che mi viene in mente è l’editing. Chissà chi è stato il suo primo editore? Chi ha avuto in cura le bozze della prima versione a stampa? Domande cui non cerco nemmeno di dare risposte. Non mi va con questo clima torrido di mezza estate di andare a spulciare in biblioteca tomi e tomi per conoscere meglio la fortuna editoriale di questo capolavoro della letteratura di ogni tempo. Resta un dubbio. Uscirebbe come l’ho letto io oggi questo romanzone da 1425 […]

  

I paradossi che fanno bene a Romeo e Giulietta

È iniziata la stagione delle letture estive. Soprattutto per i nostri ragazzi. I consigli si sprecano. E spesso cadono nel vuoto. “Leggete Calvino!” “Mettete Stevenson in valigia!” “Se proprio ti piace la lettura con brivido non fare a meno di Edgar Allan Poe!” E via dicendo. Spesso i consigli sono solo parole al vento, e i giovani (nel più fortunato dei casi) fanno di testa loro, scelgono autonomamente, magari testi più ostici, magari testi più complessi. Approfitto della vetrina di questo blog per segnalare ai genitori che ne fossero interessati la nascita di una nuova collana della De Agostini. Ovviamente […]

  

Il geco metaletterario che piacerebbe a Sterne

Il romanzo contemporaneo? E’ vecchio. Un paradosso? Non proprio. Prendete l’ultimo romanzo di Tiziano Scarpa. Si intitola Il brevetto del geco (Einaudi). Poi prendete La vita e le opinioni di Tristram Shandy, gentiluomo di Laurence Sterne (tante le edizioni tascabili disponibili, ottima quella degli Oscar Mondadori con un saggio introduttivo di Walter Scott) e confrontateli. Ovvio che siano distanti tra loro sotto tanti punti di vista, ma una cosa certamente in comune ce l’hanno. Sono romanzi che mettono alla prova la resistenza del genere di fronte alla sfida più difficile: quella di interrogare la natura del suo stesso codice espressivo. […]

  

L’orrore dell’Isis anticipato da Dickens

La felice sorpresa questa volta porta in calce due nomi. Il primo è quello del più grande romanziere inglese: Charles Dickens. Il secondo è quello di uno dei più acuti e sensibili critici letterari di sempre: l’austriaco Stefan Zweig. I loro nomi campeggiano sulla copertina di un Oscar Mondadori (collana Oscar classici) da poco tornato in libreria: Una storia di due città (traduzione e introduzione di Mario Domenichelli). Si tratta di una felice sorpresa perché il testo di Zweig è un piccolo capolavoro di esegesi. Non sul singolo testo, bensì sull’opera intera dell’autore di Grandi speranze. Uno dei libri più […]

  

Dickens e i “debiti” di Ettore Scola

E’ tempo di riscoprire un grande classico della letteratura moderna. E’ tempo di riprendere in mano Grandi speranze di Charles Dickens. Invero, non bisognerebbe cercare una scusa per leggere questo capolavoro. Ogni momento è quello giusto, come per il caffè. Tuttavia la storia di Pip e di Estella è tornata alla ribalta nei giorni scorsi, in occasione della morte dell’autore di Una giornata particolare e C’eravamo tanto amati. Nella messe quasi infinita di aneddoti e ricordi di quanti hanno avuto il privilegio e la fortuna di conoscere e frequentare Ettore Scola, mi ha colpito quanto raccontato da Giovanna Taviani, direttrice […]

  

La cultura? E’ soltanto un paradosso

sorpasso

Rileggendo i testi che compongono Sull’ignoranza delle persone colte e altri saggi di William Hazlitt (ora ripubblicato da Fazi) mi è venuta in mente una scena del film Il sorpasso di Dino Risi. Sulla pellicola c’è poco da dire. Si tratta di un classico (quasi suo malgrado), un capolavoro mi verrebbe da aggiungere, che come pochi film ha saputo raccontare l’Italia qual era (nel ’62) e quale sarebbe divenuta poi. Questo road movie ha due protagonisti: Vittorio Gassman e Jean Louis Trintignant. Il primo (alias Bruno Cortona) è un arrampicatore sociale, privo di scrupoli, corrivo, cialtrone e fantasioso. Il secondo […]

  

Piange il telefono…. di Heinrich Boll

Ti capita per mano, per puro caso, un piccolo gioiello. Lo leggi e ne rimani travolto. Ringrazi il caso e pensi che proprio così si incontrano i capolavori letterari. Inaspettatamente. E il loro messaggio diviene ancor più forte. Ancor più vigoroso. Nel mio caso il testo in questione è E non disse nemmeno una parola di Heinrich Boll, che Mondadori ha da poco ristampato nella collana degli Oscar. Si tratta, in verità, della vecchia traduzione Italo Alighiero Chiusano (che firma anche l’introduzione) che uscì nel 1955. A soli due anni di distanza dalla prima comparsa in Germania. La storia è […]

  

La Principessa di Clèves antidoto ai reality

La principessa di Clèves è uno di quei romanzi che possono insegnarci molto sull’amore. Non, beninteso, su cosa sia il sentimento amoroso o su come si presenti e su quali ne siano gli effetti e le cause. Bensì ci dice molto su come si possa raccontare. Sulle parole dell’amore, insomma, Madame de la Fayette (1634-1693) sembra una vera autorità. E ci stupisce anche. O, almeno, ha stupito a lungo gli storici della letteratura perché Madame de la Fayette non aveva molti esempi su cui rafforzare il suo talento. Eccezion fatta ovviamente per la lettura di Shakespeare e per l’amicizia e […]

  

A lezione di giornalismo da Maupassant

Leggendo, e con interesse, il bel ritratto che sabato 8 novembre sul Foglio Michele Masneri ha dedicato alla figura del freelance, in un settore – quello dell’informazione – che nel primo scorcio del terzo millennio vive un ridimensionamento davvero radicale, mi è tornata in mente una figura del tutto particolare di giornalista. Sto parlando di Georges Duroy, protagonista del romanzo Bel Ami di Guy de Maupassant (segnalo tra le altre le edizioni economiche di Feltrinelli, con la traduzione di Cinzia Bigliosi, e quella della Bur curata da Orsola Nemi). Se c’è un libro che un aspirante giornalista non dovrebbe mai leggere, […]

  

Quanto costa l’immortalità letteraria?

Cosa hanno in comune Giovanni Drogo, George Duroy e Julien Sorel? Non molto, a parte il fatto di essere divenuti immortali grazie all’estro letterario dei loro “genitori”. I protagonisti de Il deserto dei Tartari, di Bel Ami e de Il Rosso e il Nero sono solo alcuni degli esempi possibili in un discorso dedicato all’immortalità dei personaggi romanzeschi.   E  navigando in un simile dibattito, spunta all’improvviso una domanda che solo all’apparenza è oziosa. Quanto vale in termini economici il nome di un personaggio romanzesco?  Difficile dare una risposta. Almeno fino al prossimo 20 novembre  quando sarà possibile aggiudicarsi un […]

  

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