Il filatelico di via Arenula è la migliore invenzione di Malerba

La vittoria di Helena Janeczek al Premio Strega con il romanzo La ragazza con la Leica (Guanda) è stato salutato non soltanto come l’affermazione di una scrittrice dopo tanti anni, ma anche come l’affermazione del testo più sperimentale tra quelli in concorso. Soprattutto quest’ultima constatazione mi porta a pensare a Luigi Malerba che il Premio Strega non l’ha mai vinto. A cinque anni dalla scomparsa dello scrittore emiliano, arriva in libreria Sull’orlo del cratere (Mondadori), raccolta di racconti cui l’autore stava lavorando prima di morire. Giochi linguistici, capovolgimenti di senso, “paradossi irresistibili” che segnano la cifra della poetica e del […]

  

L’Absurdistan esiste. Parola di Gary Shteyngart

“Cos’era l’Unione Sovietica?” potrebbe sembrare una domanda oziosa ma non lo è. Nemmeno se a porsi la questione è un russo. Anzi forse sono proprio le nuove generazioni nate e vissute laggiù sotto la ritrovata democrazia e il rinato mercato che hanno meno indizi sul loro non così lontano passato. E’ questa tesi (confortata da innumerevoli prove oggettive) che ci offre lo scrittore Gary Shteyngart nel suo ennesimo romanzo autobiografico. Quest’ultimo però (intitolato Mi chiamavano piccolo fallimento e come gli altri pubblicato da Guanda) è meno romanzo degli altri e molto più “autobiografico”. Come già sanno i suoi affezionati lettori […]

  

Hornby, Manzoni e i “decolli” avventurosi

La notizia quasi non è una notizia: ancora un film da un bestseller di Nick Hornby. A fine marzo è prevista, infatti, l’uscita di Non buttiamoci giù. Il film, diretto dal francese Pascal Chaumeil, è interpretato da Toni Collette (già presente in About a boy) e Pierce Brosnan. La storia è semplice. Quattro persone si ritrovano sul tetto del grattacielo più alto di Londra la notte di San Silvestro. Ognuno di loro pensava di essere solo. Lo sperava, almeno. Perché l’idea era quella di buttarsi giù. Ovviamente essere in quattro a voler fare la stessa cosa, nello stesso posto e […]

  

Sotto le Dolomiti con Conrad e Buzzati

L’ho già detto, il modo migliore per capire cos’è un “classico” (o almeno un “titolo da catalogo”) è sottoporsi a un trasloco. In quel caso sarà lo spazio a decidere cosa lasciare cadere in uno scatolone e cosa conservare nella nuova (ma più piccola) libreria. Di fronte alla necessità rappresentata dalla mancanza di spazio il nostro senso critico si acuirà e saremo più decisi su cosa salvare e cosa condannare al buio di uno scatolone sigillato. Questo è un sistema che può essere valido anche quando non dobbiamo fare un trasloco, ma semplicemente dobbiamo decidere se la novità che abbiamo […]

  

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