Il Comune di Viareggio è sommerso dai debiti (43 milioni), il Carnevale è a rischio chiusura e il sindaco Pd, Leonardo Betti (nella foto), non ha altro di meglio da fare che inaugurare cestini per i rifiuti.

E siccome ci vede dentro un notizione, un vero scoop, lo annuncia pure in pompa magna su Facebook farcendo il commento con una bella dose di retorica: “I quattro cestini che inaugurerò stasera in piazza Shelley sono stati progettati da uno studio di design cittadino, Gumdesign, e realizzati gratuitamente per la città da una ditta leader nel settore del metallo, la De Castelli di Cornuda (Tv). Un dono importante per la città, un segnale positivo ed incoraggiante che vede nascere sinergie tra professionisti locali, aziende ed amministrazione pubblica con l’unico obiettivo della riqualificazione del territorio. In tempi così difficili per i bilanci dell’ente, è necessario ingegnarsi per trovare altre strade con cui trovare la cura di quei dettagli di cui una città turistica come Viareggio ha bisogno e quella percorsa per i cestini, con una sinergia tra pubblico e privato, estremamente positiva, tutta da valorizzare e da ripetere”.

Ovviamente, secondo l’assunto chi cerca trova, in rete si è scatenato l’inferno con foto raffiguranti i tifosi brasiliani dello stadio Maracanà con in mano uno striscione con scritto: “Stasera tutti col Betti che inaugura i cestini del sudicio”. Poi anche vignette (nelle foto) e commenti velenosi: “I vespasiani dedicati a Massimo d’Azeglio quando li fanno?”, oppure “La discarica la dedicheranno a Shakespeare?”.

C’è da dire che da quando Betti si è insediato a Viareggio, un anno fa, di gaffe di questo genere ne ha sfornate a ripetizione. In campagna elettorale, da buon renziano, si era lasciato andare a promesse a raffica, come è giusto che fosse. “Se vinco io ridurrò lo strapotere di certi dirigenti”. E così ha fatto. O meglio ha provato a fare. Presentò e fece approvare un piano nel quale ridisegnava la macchina comunale, e dove il potere di alcuni super funzionari veniva ridimensionato. Salvo poi, ripensarci, e bloccare tutto: “Bisogna riparlarne”.

Stessa cosa fece con la segretaria comunale. Prima Betti le confermò la fiducia, due mesi dopo la licenziò e poi la reintegrò su ordine dei giudici del lavoro che lo obbligarono a tenerla al suo posto per tutta la durata del suo mandato.

Poi ci fu la questione Sea ambiente, l’azienda che gestisce la raccolta dei rifiuti a Viareggio. Quando arrivò il momento di rinnovare il contratto Betti tuonò: “Lo taglieremo di 3 milioni così abbasseremo le tasse ai cittadini”. Sacrosanto. Peccato che poco dopo ci ripensò. “Dobbiamo ridiscutere il contratto con Sea ma non in termini così drastici”.

Per non parlare della strage di assessori dopo solo otto mesi di amministrazione. Cinque su sette. In un giorno ha fatto fuori la vicesindaco e due assessori, a cui se ne sono aggiunti un altri due che si sono licenziati da soli.

A quel punto ha chiamato in giunta l’unica “donna forte” del Pd locale, Chiara Romanini, (nella foto) che su Facebook però si fa chiamare Gian Marco, affidando le deleghe ai Lavori pubblici, all’Edilizia, al Personale, alle Attività produttive, e l’incarico di vicesindaco. Come scrive Stefano Cecchi su La Nazione, mancava la delega alla Fame nel mondo e c’erano tutte.

L’ultima uscita è stata quella di cercare di togliere il finanziamento annuale del Comune al Carnevale che serve per pagare i maestri carristi. Con automatiche scene da guerriglia urbana. Insomma, un sindaco quattro stagioni che ora si è inventato pure l’inaugurazione dei “cestini pendenti” (nella foto).

Pendenti un po’ come la sua giunta. Proprio la Romanini ha commentato stizzita su facebook: “E’ vero, abbiamo inaugurato dei cestini, di design, in un contesto culturale leggermente più elevato, forse troppo per esser compreso da molti. Io farei meno polemiche del cavolo, ma molte meno, un po’ per dignità un po’ per amore della città”. Chissà contenti i viareggini a sentirsi dare degli ignoranti dalla loro vicesindaco che ambisce pure a fare il sindaco…

Beninteso, non è che ci sia un regolamento che impedisca a Betti di inaugurare ciò che vuole, per carità, anzi è una delle sue competenze, ma solitamente una città ha delle priorità e Viareggio, come tutte le altre, ne ha molte. Quindi vedere il “taglio del nastro” alla spazzatura quando strade e marciapiedi sono in condizioni pessime, quando non si fa nulla per salvaguardare i commercianti e promuovere il turismo, quando un gioiello come Torre del Lago Puccini è abbandonato a se stesso, quando il decoro urbano è disastroso, quando piazza D’Azeglio cade a pezzi, eccetera, eccetera… quanto meno lascia perplessi. “Al ridicolo non c’è mai fine”, commenta il consigliere di Forza Italia, Alessandro Santini.

Santini ha spiegato il suo punto di vista in un lungo comunicato stampa: “Va benissimo che il cugino del sindaco regali le panchine firmate, va benissimo che la Gumdesign (quella che gestì il concorso del progetto turistico al Principe di Piemonte) oggi regali e dedichi 4 cestini per il pattume al poeta Shelley, ma allora il Comune di Viareggio comunichi ufficialmente a tutti, con evidenza pubblica, che è possibile fare delle donazioni “gratuite” alla città con conseguente e giusto ritorno mediatico e pubblicitario. Che quindi sia data a tutti, e per tutti intendo davvero tutti, la possibilità di donare gratuitamente opere d’arte ed attrezzature pubbliche. Chiedo che in futuro non ci siano possibili canali preferenziali, che possano far pensare e credere che esistano dei favoritismi verso taluni e a discapito di altri. Tutti devono poter ricevere le medesime informazioni che hanno ricevuto il cugino del sindaco e la Gumdesign. Siamo sicuri che tutti gli artisti e i fornitori di cestini per la raccolta della spazzatura abbiamo saputo in tempo che avrebbero potuto regalare 4 cestini da dedicare a Shelley? Siamo sicuri che tutti coloro che producono panchine sapessero che potevano regalarne al Comune per la Passeggiata a mare? Va bene che non sono costati niente alla città, ma la società che li ha prodotti ne riceve un sicuro e reale ritorno d’immagine. Viareggio non ha figli e figliastri, tutti sono viareggini che godono degli stessi diritti e doveri”.

Solo per inciso, non ce ne voglia l’interessato, appena arrivato in Comune, Betti licenziò anche l’addetto stampa, Simone Pierotti, giornalista professionista, scegliendo al suo posto, come addetto alla comunicazione/portavoce, Alessio De Giorgi, giornalista pubblicista.

Per chi non si ricordasse, De Giorgi è quello del primo matrimonio gay in Italia, è l’inventore del locale gay-lesbo Mamamia di Torre del Lago (poi spostato a Pisa) e direttore del portale gay.it. Dopo aver collaborato con Renzi alla campagna delle primarie sui temi dei diritti civili, si era candidato alla Camera con Scelta civica di Mario Monti, ma la sua discesa in campo aveva scatenato aspre critiche da più parti, dopo la pubblicazione su Dagospia di alcune foto che lo ritraevano in compagnia di una drag queen (nella foto).  “Sono foto personali, riguardano la mia sfera privata”, si giustificò.

Il quotidiano Libero poi rincarò la dose rivelando che l’ex candidato montiano gestiva alcuni siti internet di “escort gay e incontri hot, in uno dei quali i ragazzi si offrono a pagamento”. De Giorgi si difese dalle accuse e denunciò di essere stato “vittima di un tritacarne vero e proprio, che ha cercato ed è riuscito a scandagliare in profondità ogni mia attività imprenditoriale, con una intensità inaudita e non applicata a nessun altro candidato della competizione elettorale”. E ritirò la sua candidatura, con il sollievo del Professore che inizialmente lo aveva accolto a braccia aperte per dimostrare a tutti la sua ampiezza di vedute.

L’idea dell’inaugurazione dei cestini pare essere proprio partita da De Giorgi a leggere il suo post su Facebook nel quale si definisce sconcertato: “La differenza fra Pisa e Viareggio? La grande umanità dei viareggini, ad esempio, ma anche una loro certa tendenza ad una incomprensibile forma di orgoglio della propria ignoranza. Il sindaco ha inaugurato quattro cestini donati gratuitamente alla città, del valore chessò di almeno 5mila euro: inaugura ovviamente è una parolona, perché i cestini non si inaugurano, ma è un modo per ringraziare e dare visibilità a chi gratuitamente li ha progettati e realizzati, peraltro in un contesto culturale quale il festival su Shelley. E invece no, giù polemiche e ilarità a non finire. Verrebbe voglia di dire tante cose, ma è meglio far calare un pietoso silenzio”. De Giorgi ha proprio ragione, facciamo calare un pietosissimo silenzio. Standing ovation.

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