Cosa lega insieme la mediocrità e il razzismo e, soprattutto Balotelli e la Littizzetto? Il ragionamento è forse un po’ contorto, ma potrebbe avere un senso logico.

Cominciamo con la ragazzina livornese di 15 anni eletta Miss a Livorno (nella foto) insultata con frasi razziste su Internet. I 99 Posse (comunisti e napoletani) costretti ad annullare il concerto a Verona “perché si temono disordini”. Mario Balotelli che dopo aver affondato l’Italia e aver dato agli italiani dei razzisti, ha firmato il contratto con il Liverpool e rinnega il proprio passato: “Sono felice di essere tornato in Inghilterra, quando me ne sono andato ho sbagliato. Volevo tornare in Italia, ma mi sono reso conto che è stato un errore”. Speriamo che ora non torni più così lui è contento e noi anche.

Solo alcuni esempi esemplificativi della fauna umana che popola questo Paese. Esempi non  di razzismo, ma di stupidità. Anzi, di mediocrità. Il “Buongiorno” di Massimo Gramellini di qualche giorno fa, dal titolo “Bravi a prescindere”, sarebbe da incorniciare.

Parlando di Cesare Prandelli e, appunto, di Balotelli, scrive che “non essendo dei fenomeni, sono delle icone: uno del buonismo e l’altro del cattivismo. Il loro è solo l’ultimo esempio di una tendenza universale che privilegia l’immagine alla bravura, i venditori di forma ai costruttori di sostanza”. Potremmo dire, la mediocrità dei numeri primi.

Ha ragione, non c’è nulla da fare. In Italia vincono sempre loro. Gli imbonitori, quelli che sono capaci, meglio degli altri, di vendere il loro fumo. Quelli che non sanno far nulla nella vita, sono dei mediocri, ma chissà per quale strana congiunzione astrale vengono sopravvalutati, in ogni settore, e fanno carriera più di tutti gli altri, superando persone molto più capaci e preparate. Vale per tutti i settori, la politica ovviamente, ma anche lo sport, il cinema, le scienze, la musica.

Fra i giornalisti, categoria che più o meno conosco, ce ne sono una vagonata. Nella Rai si sprecano, poi segue La7 e Mediaset naturalmente. Nessuno escluso. I quotidiani, le riviste, ovunque. Ma è in tv che i mediocri attecchiscono di più e danno il meglio/peggio di sé. Gli vengono regalate trasmissioni che valgono il 2%, ma chissà come mai reggono più delle altre, godono di protezioni che non ha nessuno, non vengono mai rimossi e, anzi, gli vengono riconosciuti premi e privilegi.

Molti giornalisti bravi invece, che sgomitano come pazzi per ottenere qualche misera collaborazioncina, per cercare a stento di mettere insieme uno stipendiuccio e farebbero carte false pur di farsi assumere a 1.500 euro al mese, ma che non godono di santi in paradiso (e nemmeno a Montecitorio), restano lì dove sono, ovvero a casa senza lavoro.

Anche per Gramellini è così: “Dal cinema alla musica, dalla politica alla finanza, ma in realtà in qualunque ambiente di lavoro, gli uomini e le donne «di relazione» prevalgono su quelli «di prodotto». Le energie che gli altri, i perdenti, mettono nell’attività specifica, essi le concentrano sulla comunicazione. Godono di una fama immeritata ma luccicante e le loro banalità, pronunciate sempre nel luogo o sul «social» giusto, oscurano le manifestazioni di intelligenza di chi fatica nell’ombra. Hanno compreso che, in un mondo superficiale e distratto, nessuno ha più l’interesse e forse la capacità di valutare le competenze, mentre ci si lascia volentieri ammaliare dai contorni di una persona che ciascuno potrà poi riempire come vuole”.

Illuminante l’esempio di Carlo Rossella, uno che di mediocrità se ne intende, quando si congedò da un pranzo con queste parole: «Torniamo al lavoro… Tutto tempo sottratto alla carriera».

I funzionari dei ministeri e degli enti statali in generale sono dei professionisti in questo. Fanno carriera, hanno stipendi milionari, i manager sono immeritatamente sovrastimati, mai rimossi, godono di privileggi e benefit a non finire. I meritevoli, invece, quelli che hanno studiato, si sono preparati e valgono qualcosa restano disoccupati. D’altronde questo è l’esatto specchio del Parlamento. Basti guardare fra i banchi regalati a quei raccattati del Movimento Cinque Stelle, pescati per strada col sistema del porta a porta.

Un altro esempio calzante arriva giusto, giusto dal presidente del Consiglio. Il mediocre per eccellenza, carentedi gradi e di titoli, è riuscito chissà come a farsi regalare Palazzo Chigi, senza essere eletto, ha dimostrato poche qualità da statista ad eccezione di quelle che attengono al suo scilinguagnolo. Dopo aver dato dimostrazione della sua mediocrità con l’inglese e con la cultura in generale, in vacanza a Forte dei Marmi ha dimostrato anche la sua mediocrità  nello sport, con una penosa prestazione tennistica (nella foto). Pareva di assistere al match Fantozzi-Filini.

Filini: «Allora, Ragioniere, che fa, batti?»
Fantozzi: «Ma, mi dà del tu?»
Filini: «No, no, dicevo, batti lei?»
Fantozzi: «Ah, congiuntivo?»
Filini: «Sì!»
Fantozzi: «Aspetti…»

Alcuni dei suoi ministri, o membri della segreteria Pd, sembrano forgiati a sua immagine somiglianza. Persone normali, curriculum studiorum di bassissimo livello, poche capacità, nessun talento. Ma così tante raccomandazioni e spintarelle, amicizie giuste che gli sono servite per ricoprire cariche dalle altissime responsabilità e per ritrovarsi nelle loro tasche degli stipendi che mai avrebbero sognato e meritato. Anche questa è la mediocrità dei numeri primi.

Poi c’è l’Ice Bucket Challenge, il festival della mediocrità allo stato puro, dove al posto di fare beneficienza, vip e non vip di tutto il mondo hanno preferito ostentare le loro offerte, con figuracce video indegne, alcune delle quali rasentano la carità, come quella di Luciana Littizzetto (nella foto), che sventola due micragnose banconote da 50 euro, facendo pure la splendida davanti alla telecamera. Proprio lei che intasca 500mila euro per dire cinque minuti di sconcezze da Fabio Fazio, che fanno ridere solo quei due.

I mediocri sono spesso capaci di frasi squinternate, ragionamenti sconclusionati e talvolta pericolosi. Vedi il grillino Alessandro Di Battista il cui cervello gli ordina di dire che non è colpa dei terroristi se i giornalisti vengono sgozzati, ma degli americani. O il senatore, sempre del Movimento Cinque Stelle, Alberto Airola che parla come un brigatista definendo i direttori dei Tg Rai dei buffoni.

E il razzismo che c’entra? Insomma, quando si parla di mediocri il razzismo c’entra per forza. Razzismo misto alla mediocrità dei numeri primi. Persone che nella vita hanno avuto fortuna, hanno fatto carriera, vengono riconosciute ed incensate, pur dicendo una ballata di bischerate.

Come quelle di Mario Balotelli (nella foto). Dopo essere stato protagonista di un mondiale indecoroso e aver contribuito a sfigurare l’immagine dell’Italia nel mondo a causa della sua palese inoperatività e incapacità a giocare a calcio, questo fuoriclasse della prepotenza, non solo ha dato dei razzisti agli italiani che lo criticavano, non accorgendosi che forse per la prima volta i tifosi non ce l’avevano affatto col colore della sua pelle, ma con il suo cervello al tegamino.

Non era razzismo, avrebbero detto le stesse cose anche se fosse stato di origine altoatesina, era solo una maniera per sottolineare lo sdegno per la sua prestazione calcistica indecente. Ma lui, offuscato dalla sua boria, dall’egoismo e dall’arroganza che ormai non gli permettono più nemmeno di ragionare, ha creduto che le offese fossero rivolte alle sue origini ghanesi.

Ebbene caro Supermario, anche tu entri ad honorem nella classifica dei più mediocri, non solo per la poca intelligenza che hai dimostrato in tante, troppe, occasioni ma per la tua aggressività e voglia di prevaricazione su tutto e tutti. Una volta in più adesso che, finalmente, hai lasciato il Milan e l’Italia per il Liverpool (6 milioni a stagione fino al 2018), non perdendo l’occasione per dare sfoggio della tua tracotanza.

Ma tanto continueranno a vincere sempre loro. Perché la mediocrità dei numeri primi è l’unica che questa società sembra riconoscere.

Tag: , , , , , , , , , , , , , , ,