L’amato amichetto del premier Matteo Renzi, quello che gli pagava l’affitto a Firenze, Marco Carrai (nella foto) si sposa. Il 27 settembre impalmerà Francesca Campana Comparini, già curatrice a chiamata da parte del Comune per la contestata mostra fiorentina “Jackson Pollock e Michelangelo” a Palazzo Vecchio, costata 375mila euro e che è stata un flop. Trecentocinquanta gli invitati e tre liste di nozze, con preziosi regali. La cerimonia a San Miniato al Monte, sopra Piazzale Michelangelo a Firenze, sarà officiata dal priore padre Bernardo Gianni e i testimoni saranno il premier e sua moglie Agnese.

Tra gli invitati numerosi politici, ma nessun bambino che possa disturbare. Attesi tra gli altri l’eurodeputato ed ex consigliere regionale della Toscana Nicola Danti, il ministro Maria Elena Boschi, il tesoriere del Pd Francesco Bonifazi, il sottosegretario Luca Lotti e il sindaco Dario Nardella e l’avvocato di Renzi, Alberto Bianchi, amico di una vita che a maggio è stato nominato consigliere d’amministrazione di Enel.

Ci sarà poi il finanziere David Serra, l’ex manager Fiat, Paolo Fresco, Bruno e Paolo Scaroni, i fratelli Marco e Leonardo Bassilichi, Antonella Mansi, ex presidente della Fondazione Monte dei Paschi di Siena, poi il finanziere Francesco Micheli. Possibile anche la partecipazione dell’ambasciatore americano John Phillips, con cui Carrai ha un ottimo rapporto.

Infine le famiglie patrizie, dai Bini Smaghi ai Folonari ai Frescobaldi. In forse, invece, l’arrivo di Michael Leeden dagli Stati Uniti, ma l’invito è stato recapitato anche a lui, assicurano le amiche di Comparini che stanno seguendo con lei l’organizzazione della cerimonia.

Carrai ha dato alla compagna carta bianca su tutto. Lui ha fatto solo una richiesta: riuscire a sposarsi a San Miniato a Monte. O meglio, l’hanno deciso insieme nel novembre 2012 partecipando a un altro matrimonio, quello tra Bruno Scaroni, figlio di Paolo, all’epoca amministratore delegato dell’Eni, e Violante Mazzei, figlia di Jacopo Mazzei, altro sostenitore renziano nonché ex presidente dell’Ente Cassa di Risparmio di Firenze che vede nel Cda anche Marco Carrai.

Degno di nota un post su Facebook dell’amico e collega Davide Vecchi del Fatto quotidiano: “Solidarietà agli amici fotografi che sabato 27 dovranno scegliere se andare al matrimonio veneziano di Clooney o a quello ben più pecoreccio di Carrai a Firenze dove sfilerà mezzo governo. Danno la Boschi damigella e Lotti cocchiere”.

Poi tutti a festeggiare a Villa Corsini a Mezzomonte all’Impruneta, ultima dimora medicea ancora privata, ceduta nel 1644 al marchese Andrea di Bartolomeo Corsini. Uno dei luoghi più belli e riservati intorno a Firenze. E soprattutto uno dei pochi in cui è stato possibile sistemare i tavoli per i 350 ospiti sia all’interno della villa sia all’esterno, in giardino. La preoccupazione maggiore della promessa sposa è, infatti, la pioggia. Ma se Carrai lo chiedesse probabilmente Renzi gli regalerebbe anche il cielo sereno.

La triplice lista di nozze sfiora il valore di 100mila euro, di cui 76.724 da spendere da Parenti in via Tornabuoni a Firenze, di proprietà del padre della sposa. Cioè in pratica i regali che verranno fatti a Carrai serviranno loro stessi ad arricchire la sua futura moglie. E c’è anche il vantaggio che se non piacessero lei li potrebbe sempre rivenderli nel suo negozio e guadagnarci così due volte. Diabolici.

Tra i regali da fare, coperte di cachemire e lenzuola di lino da 1.400 euro l’una, ma anche un backgammon da 890 euro. E ancora: svuotatasche in porcellana francese (740 euro), vaso in ceramica francese (2.900), coppia di sottobottiglia inglesi in argento e legno (2.800), vassoio vittoriano in argento Sheffield 1892 (6.800), Tostapane Artisan (271,50), servizio per due in porcellana di Limoges (1.350), centrotavola in cristallo bianco e nero (2.940).

Ma Renzi ha pensato a un regalino fuori lista per il suo amico, già a.d. di Firenze Parcheggi, membro dell’Ente Cassa di Risparmio di Firenze e attuale presidente dell’aeroporto di Firenze: la direzione della Galleria degli Uffizi, fiore all’occhiello dei beni culturali in Italia. Altri pretendenti sono l’avvocato di Renzi, Alberto Bianchi, fundraiser storico del premier e presidente della Fondazione “Big Bang” e il banchiere amico di Renzi, Lorenzo Bini Smaghi, presidente della Fondazione Palazzo Strozzi che naviga in cattive acque economiche. Ma con Carrai di mezzo per loro non c’è gara. Perché di un Carrai non ti liberi mai. Per Renzi un Carrai è come un diamante: per sempre.

Forse vale la pena ricordare chi è questo fenomeno fiorentino. Carrai è uno degli uomini più vicini al presidente del Consiglio. Imprenditore dalle relazioni trasversali, a febbraio Renzi gli chiese di entrare a far parte della squadra di governo, ma Carrai gli rispose di no. “Voglio continuare a fare l’imprenditore”, disse al premier. Nei mesi scorsi, il nome di Carrai è finito spesso sui giornali per la vicenda dell’affitto dell’attico di via Alfani concesso gratuitamente all’amico premier e sugli incarichi concessi dal Comune alla sua promessa sposa.

Carrai è il deus ex machina del sistema di reperimento fondi di Renzi. Ha buone conoscenze nella finanza italiana e a Washington, soprattutto pezzi grossi della destra repubblicana americana.  C’è chi lo chiama “intelligence” o “ministro degli Esteri”. Carrai è da sempre il fundraiser dell’ex rottamatore, insieme ad Alberto Bianchi, avvocato di Renzi, presidente della Fondazione “Big Bang”. Dal 2007 la premiata ditta Carrai&Bianchi ha messo in piedi una galassia di associazioni, società, imprese e contatti che ruotano attorno a Renzi, come l’universo copernicano attorno al sole. Insieme hanno racimolato oltre quattro milioni di euro per coprire le spese della corsa alla guida del Paese del loro amico. Ad avercene di amici così. 

Da quando, nel 2009, l’amico Matteo è diventato sindaco, Carrai ha collezionato partecipazioni azionarie e presidenze di municipalizzate, società e consigli di amministrazione. Tanto per farsi un’idea Carrai è nei consigli di amministrazione, a volte in qualità di presidente, di Panta Rei srl, ItalianRoom srl, Imedia srl (fondata insieme a Stefano Passigli, l’editore, già sottosegretario con D’Alema e Amato), Car.Im. (impresa edile di famiglia), Holden (scuola di scrittura creativa di Alessandro Baricco), associazione partners di Palazzo Strozzi (che conta tra i soci fondatori Bank of America Merrill Lynch). Con alcuni rappresentanti dell’Institute for Advanced Studies di Lucca, ha fondato a Boston la Imt Foundation. Il consigliere di Renzi detiene anche il 50 per cento delle quote della holding D&C (insieme a Federico Dalgas), di cui è presidente del consiglio di amministrazione e che ha al suo interno il 20 per cento di Beauty Lab srl (prodotti di bellezza), il 51 per cento di C&T Crossmedia (produzioni cinematografiche) e il 9 per cento di Cki (alberghi). 

Quando sono iniziati a sorgere sorti lievissimi dubbi su potenziali conflitti di interesse tra Carrai e il Comune retto dall’amico Renzi, l’imprenditore ha deciso di mettere in vendita le sue quote della D&C. Carrai siede poi nella Enecom, settore delle rinnovabili, che vanta ottimi rapporti con Fiat (le sue tecnologie sono state sviluppate nei centri di ricerca del Lingotto), società controllata dalla Eneco Spa, presieduta sempre da Moretti. Inoltre, è socio al 12 per cento della società di informatica Yourfuture Srl, della quale è anche presidente e amministratore delegato e al 14,2 per cento della società di consulenza imprenditoriale Cambridge management consulting labs, società che ha sedi a Milano, Roma, Firenze e Tel Aviv. 

Ma Carrai assicura: “Non voglio conflitti di interessi nemmeno a diecimila miglia: nessuna delle mie aziende ha mai lavorato per il Comune”. Ma non è del tutto vero. La C&T Crossmedia nasce quando Renzi diventa sindaco e con lui inizia a farsi le ossa. In particolare da quando i servizi aggiuntivi per la cultura sono stati affidati all’associazione Museo dei ragazzi. Nel gennaio 2012, la C&T Crossmedia si è aggiudicata una gara di fornitura e gestione del servizio di audio e videoguide multimediali per i visitatori del museo comunale di Palazzo Vecchio. Solo il 29 marzo 2013 Carrai è diventato presidente anche di C&T Crossmedia. 

Un potenziale conflitto di interessi c’è eccome. Quando Carrai ha ceduto la casa al suo amico Renzi a titolo gratuito, nello stesso tempo ricopriva anche la poltrona di presidente in una società partecipata del Comune di Firenze. Dal 2009 all’8 ottobre 2013, infatti, Carrai è stato amministratore delegato della municipalizzata Firenze Parcheggi (Fipark), in quota Monte Paschi di Siena (il presidente allora era Giuseppe Mussari), controllata al 49,47 per cento dal Comune. Poi, quando l’amico Matteo era in Comune, ha racimolato diversi altri incarichi tra i quali, dall’aprile 2013, la presidenza della Aeroporto di Firenze Spa (80mila euro annui), società comunale che gestisce lo scalo, nomina che lui sostiene non sia arrivata grazie a Renzi, ma sulla quale di sicuro avrà pesato il suo legame con l’allora sindaco. Anche se qualcuno giura che la nomina a presidente di Carrai, avvenne con il parere opposto di Renzi, preoccupato dal fatto che quel nome gli avrebbe potuto creare problemi, essendo troppo vicino a lui. Carrai è pure membro della giunta esecutiva di Assaeroporti e nel cda del Gabinetto Vieusseux (insieme a Livia Frescobaldi) su indicazione del Comune di Firenze. E pure le attività private di Carrai fioriscono all’ombra dell’ormai ex rottamatore. 

Proprio mentre si decidevano queste nomine, Matteo alloggiava nella casa pagata dallo stesso Carrai. Un risparmio di circa 30mila euro, cioè il costo dell’affitto non pagato da Renzi, moltiplicato per i trentaquattro mesi in cui l’allora sindaco ha usufruito di casa Carrai. Oltre a essere il miglior amico del boy scout di Rignano, da buon Richelieu è l’uomo che ha spalancato a Renzi le porte che contano sia in Italia che all’estero, portando molti amici e conoscenti a finanziare le fondazioni che hanno coperto i costi delle campagne elettorali di Renzi. 

E come in tutti i possibili conflitti di interessi che si rispettino, non può che esserci di mezzo anche una donna. La futura moglie di Carrai, Francesca Campana Comparini, ventiseienne laureata in filosofia, senza alcuna esperienza in merito, è stata designata come co-curatrice della più importante mostra fiorentina del 2014, quella sul pittore statunitense Jackson Pollock, nel Salone de’ Cinquecento a Palazzo Vecchio, dal titolo “Pollock e Michelangelo”, che però è passata quasi inosservata.

 

Non passeranno inosservate, invece, le nozze da favola di Carrai. Con regalo del premier annesso.

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