iPhone 6, iPhone 6 plus, Apple watch, iOs8. La Apple mette sulla brace una serie di novità tutte insieme che hanno fatto impazzire i fan (leggasi bischeri) della mela morsicata. Non si erano mai viste tante scene di pazzia tutte insieme. Se ne stanno accampati come barboni, per giorni e giorni davanti agli Apple store di tutto il mondo per accaparrarsi l’ultimo oggetto sfornato dalla casa di Cupertino.

E sia ben chiaro, non lo fanno perché ai primi iPhone venduti applicano degli sconti particolari, macché. Lo pagano a prezzo pieno come tutti gli altri che lo acquisteranno dopo. Lo fanno per averlo per primi, per raccontarlo agli amici, per sfoggiarlo come un gioiello, come un cimelio forse, come l’ultimo disco rimasto dei Beatles dopo la fine del mondo. Oppure, chissà, sono talmente matti che magari non lo useranno neppure, dopo averlo ammirato, pregato, osannato, forse lo rimpacchetteranno nella sua custodia e lo terranno lì per una collezione folle come la loro testa, della quale non fregherà nulla a nessuno. Casi patologici.

Ma il mondo va così. Come a un concerto degli U2, di Bruce Springsteen o dei Coldplay, si presentano a centinaia davanti alle porte di ingresso dei negozi di Steve Jobs, armati di tende, materassi, sedie, tavoli, fornellini da campo, provviste, coperte, pc, libri, nemmeno fossero partiti per una vacanza al parco dello Yosemite. Questi tecnologici boy scout passano notte e giorno sui marciapiedi, al freddo, per non perdere il loro posto in fila, non fosse mai che qualcuno compri quel telefonino un minuto prima di loro.

Le code sono iniziate da subito. Il giorno dopo la presentazione e prima ancora: da Londra a Tokyo, passando per New York, dove sulla Quinta, le prime tende fuori dagli Apple store sono apparse già il 10 settembre. Ossia nove giorni prima del lancio dell’iPhone6 previsto il 19 settembre per i primi nove paesi ma non in Italia, dove è atteso entro fine anno, con prezzi da 729 a 1.059 euro. Nove giorni prima.

L’Apple watch, invece, è in arrivo a inizio 2015 a partire da 349 dollari. Magari qualcuno visto che c’è deciderà di allungare la propria permanenza sul marciapiede di un altro paio di mesetti. E sembra pure che i mela-bulimici di questa indigestione di prodotti messa in campo dalla Apple siano alcuni milioni. Pensa te. Fossimo noi i bischeri alla fine.

La domanda adesso è una sola: ma questi nella vita che fanno? Il dubbio è se lo facciano per passione e chiedano ai loro datori di lavoro settimane di ferie per andare a comprare un telefono, oppure lo facciano proprio per professione con chissà quale profitto. Di fenomeno sociale comunque si tratta, non c’è altro da dire e non è possibile nemmeno ignorarlo visto che è emulato da milioni di persone.

 

Di fronte al celebre Store della Quinta Strada a New York City in realtà i primi tecno-campeggiatori sono apparsi addirittura l’1 settembre, quando c’è stata la certezza della data di presentazione. Fan accaniti o più probabilmente professionisti della coda: il loro posto potrà essere venduto per cifre a 3 zeri (secondo qualcuno un posto è già stato venduto a 2.500 dollari, ovvero un buon stipendio per 18 giorni di lavoro).

Il rito della iCoda si ripete ogni anno e ogni anno ci si chiede, in modo sempre più retorico, il perché. L’assurdità c’è eccome, e c’è come è sempre accaduto per ogni fenomeno popolare. E l’iPhone ha la forza di rimanere tale malgrado gli anni passino e lo spunto geniale sia sempre più difficile da rintracciare. Perché mettersi ancora in coda, dunque? Oltre alla logica discutibile da early adopter – dove la coda fisica permette di aggirare quella online degli ordini sul sito, che specialmente per il Plus è già nell’ordine di un mese d’attesa – e a quella dei professionisti del “ti tengo il posto”, c’è quella dei fan di Steve Jobs punto e basta che stanno lì senza alcuna logica, senza alcuna ragione. Spiegata al meglio dal documentario di Casey Neistat (poi “rubato” da Apple stessa). Lì tra i tifosi di Cupertino c’era anche un ragazzo italiano. Che alla domanda sul perché lo faccia, risponde: “E’ un’esperienza bellissima stare qua a prendere il nuovo iPhone e la consiglierei a chiunque”. Ecco fatto, un drogato di mela.

Di tutta questa stupidità diffusa ovviamente l’unica a guadagnarci è la stessa Apple. I dati ufficiali degli ordinativi, snocciolati con grande soddisfazione da Tim Cook in persona, il ceo di Apple, parlano di un nuovo record: 4 milioni nelle prime 24 ore.

Forse è questo che intendeva Steve Jobs quando disse stay hungry, stay foolish.

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