Interview With Snam Rete Gas SpA Chairman Lorenzo Bin Smaghi

Ogni volta che spunta qualche magagna o qualche affare poco trasparente di mezzo c’è sempre il chiacchieratissimo economista fiorentino Lorenzo Bini Smaghi, consulente economico di Matteo Renzi.

L’eterno trombato dai posti che contano (vedi la Bce o la Banca d’Italia) ma che in qualche modo riesce sempre a risalire in sella e a portarsi a casa un minimo salariale da 600mila euro all’anno.

E nell’aria mefitica che impesta Banca Etruria come poteva non essere nominato?

In questi giorni si sente puzza di incorporazione tra Chianti Banca, un altro istituto toscano vicino al Pd di cui è presidente, nato dalle ceneri del Credito Cooperativo fiorentino, la banca fallita di Denis Verdini, e Banca Etruria.

Chianti Banca lascia la storica “casa madre” del credito cooperativo per costruirsi un futuro autonomo da Spa e proverà a conquistare la Toscana, in un momento di generale debolezza degli altri istituti.

Bini Smaghi non è nuovo di operazioni audaci (famoso per non essersi voluto dimettere dal board della Bce su richiesta dell’allora premier Silvio Berlusconi nel 2011, al fine di ostacolare l’assunzione della presidenza a Mario Draghi): ex membro del comitato esecutivo della Banca Centrale Europea, docente di Economia ad Harvard, Renzi lo ha nominato presidente della Fondazione Palazzo Strozzi e attualmente è presidente della Société Générale (azionista di Chianti Banca), ovvero la banca d’affari francese nominata da Banca d’Italia, advisor per la vendita di Banca Etruria (cioè sceglierà l’acquirente), il 10 aprile 2016 è stato nominato presidente anche di Chianti Banca. La moglie, Veronica De Romanis, economista e renzianissima pure lei, ha scritto un saggio dal titolo eloquente: Il caso Germania. Così la Merkel salva l’Europa.

Un sistema che ruota tutto intorno a Bini Smaghi. Un deputato dei 5 Stelle di Monza, Daniele Pesco, è andato in tribunale ad Arezzo ad assistere all’udienza per bancarotta contro l’ex presidente della banca Giuseppe Fornasari, e ha parlato di cessione di crediti dichiarati non recuperabili (ma che invece lo sono per le società di recupero crediti) al prezzo ridicolo di 302 milioni.

Il dirigente che ha firmato la cessione di quei crediti che hanno provocato le sofferenze, il vice direttore generale Emanuele Cuccaro non è mai stato tirato in ballo (protetto da chi?) pur avendo sempre firmato lui tutti i bilanci sotto inchiesta in quanto Ceo di Banca Etruria.

Molto strano.

La cessione dei crediti inesigibili è stata eseguita da una società che guarda caso fa capo a Lorenzo Bini Smaghi. Il cerchio (magico) si chiude.

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