Matteo Renzi arriva al Quirianale

Ok, ha vinto il No. Festeggiamo questa Renxit. Stappiamo Cristal ed esultiamo. Del resto è quello che volevamo no? Lasciamoci andare pure a un bel gesto dell’ombrello liberatorio verso tutti questi loschi figuri che hanno ammorbato le nostre menti per tre anni e che ora volevano farci firmare una Costituzione riscritta (male) a loro vantaggio. Una Carta che ribaltava le nostre regole senza migliorarle. Quindi gongoliamo pure, abbiamo vinto. E’ vero. Ma riflettiamo un pochino anche. Che cosa abbiamo veramente vinto? E chi ha vinto esattamente?

Sebbene mi sforzi di crederlo, non siamo messi poi così bene. E parlo in termini generali: siamo senza premier, senza governo, senza manovra di bilancio e senza legge elettorale. Uno scenario da carri armati in città.

Sia ben chiaro, non sono certo dispiaciuto per lo sgambetto a Renzi. Anzi. E’ il minimo che si potesse meritare un arrogantello mediocre che, senza farsi mai votare, ha preso in giro gli italiani per tre anni, che hanno deciso di dargli una lezione. Schiacciato come si deve dalla sua stessa spocchia. Soverchiato dalla sua sfrontatezza. Ha voluto sfidare gli italiani senza che nessuno glielo avesse chiesto, sicuro di essere onnipotente, ed ha subito una sonora risciacquata. Ben gli sta.

Ma ora cosa ci aspetta? Se penso a chi sono i vincitori del No mi viene la pelle d’oca. Berlusconi davanti e dietro, Meloni, Salvini, Grillo, D’Alema e Bersani. Che cosa possiamo farci con questi? Mai si alleerebbero l’uno con l’altro, ovviamente, per cui quel 60% alle urne è totalmente inutile. Una sterile ammucchiata che non potrà fare nulla. Di quelli che oggi gridano vittoria, nessuno, forse nemmeno Forza Italia e Lega, si possono mettere insieme. Il rischio adesso è che il loro No sia l’inizio e anche la fine della loro vittoria.

CS SALVINI

Sopra quel No non c’è la possibilità di costruire nulla. Sono capaci di dire No tutti insieme ma non sono capaci di unirsi, e questo li rende perdenti. E poi, se devo essere del tutto sincero, una candidatura di Salvini o di Di Maio a premier mi fa davvero venire i brividi. Meglio i carri armati in città allora.

Quindi si potrebbe paradossalmente dire che i vincenti di oggi sono i futuri perdenti, mentre il perdente Renzi, potenziale futuro vincente. Questo referendum ha evidenziato che Renzi, se pur umiliato, ha più del 40% da solo, anche se una parte di questa percentuale arriva dal mondo, sotto ricatto, delle cooperative e degli elettori all’estero. Qualsiasi sarà il sistema elettorale, ed è su questo che si gioca la vera partita da ora in avanti, il 40% resta comunque la soglia con la quale uno non ha bisogno di nessuno. Lui può ripartire proprio da lì, per ritornare, eletto, a ri-governare l’Italia cercando alleati che gli consentano di ottenere una larga maggioranza.

Alla fine, insomma, nessuno può veramente cantare vittoria. Si è impedita una riforma affrettata e confusa, ma contemporaneamente si è attributo a Renzi la certezza di avere un partito, tutto da solo, con una percentuale così alta. Ha così dimostrato a tutti, quello che vale sul piano elettorale, qual è il suo peso a livello di consensi. E questo non può essere rassicurante per chi ha votato No.

Un altro problema che emerge dal voto post referendum, infatti, è proprio questo. Chiunque pensi che Renzi si farà da parte come un cagnolino bastonato con la coda tra le gambe e si ritirerà a vita privata, o è un illuso o è un cretino. Su questo dobbiamo metterci la coscienza in pace: Renzi non ce lo toglieremo più di torno per i prossimi vent’anni. Comunque vadano le cose.

Dico questo perché i segnali già ci sono. Il congelatore di Mattarella, dopo essere servito a refrigerare solo lui per quasi due anni, ora ha congelato anche il premier fino alla manovra. Renzi ha già detto che comunque rimarrà a guidare il partito e non ha alcuna intenzione di fare una chiamata alle urne a breve.

In vista delle elezioni, potete giurarci, tornerà a fare compagna elettorale. Che poi è l’unica cosa che sa fare. Certo non disperderà il suo 40% (perché è suo e solo suo), o non lo regalerà a un Franceschini o Calenda qualsiasi. Se ne starà zitto per un po’ (deo gratias!) e poi tornerà più cattivo di prima. Sta adottando la tattica del 2012, dopo la sconfitta alle primarie contro Bersani. Prima fa il dimesso con un bel discorsetto strappalacrime (le sue), e poi si vendicherà di tutti. Perché ricordiamocelo sempre: Renzi è furbo, spietato e assetato di potere.

REFERENDUM COSTITUZIONALE 2016

Certo, vedere le facce abbacchiate di Lotti, Boschi, Bonifazi, Serracchiani, Carbone, Guerini, Orfini, Puppato, Nardella, nonché di Napolitano, Verdini e Alfano, che pensavano di essere i dominatori del mondo, è impagabile. Ma godiamocele adesso. Perché non durerà per molto. L’erba cattiva non muore mai.

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