Ad ogni emergenza va in scena il solito teatrino.

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Parte la gara tra i politici a chi per primo raggiunge il luogo del disastro per la sua bella photo opportunity. A vincere il premio passerella politica 2017, è Matteo Salvini, che si precipitato nelle zone terremotate e innevate. Anche se poi la sua foto non è altro che un selfie dallo sguardo intenso e lo sfondo potrebbe anche essere Courmayeur. Anzi, forse era davvero Courmayeur.

Lo stesso, osceno, copione recitato ogni volta, dove per fare propaganda si usa ogni mezzo, anche quello della disperazione. Non ce n’era bisogno, non ora, non nel pieno delle operazioni di salvataggio, non quando i corpi delle vittime sono ancora sotto la neve. Ci sarebbero stati modi e tempi. Eppure c’è andato, non si è lasciato scappare questa ghiotta occasione per apparire, perché piuttosto che trovare soluzioni o predisporre decisioni, la sola attività nella quale è davvero capace, lui come tutto il resto della classe politica, è quella di fare polemica.

Non ci sarebbe stato bisogno di andare lì, non c’è nulla da capire, quello che è successo è sotto gli occhi di tutti. Fare passerelle politiche adesso, non è solamente disgustoso, ma anche dannoso. C’è bisogno di spalare adesso e di salvare la gente, non di chiacchierare. A questo proposito, a Salvini vorremmo dare un consiglio spassionato e non richiesto: siccome non è in grado di fare nulla, farebbe meglio a stare lontano da quelle zone e dalle telecamere, ma se proprio non ne può fare a meno, allora potrebbe imbracciare una bella pala e mettersi a spalare la neve insieme ai volontari della protezione civile. Magari, impegnato a lavorare, termine che sicuramente gli è sconosciuto, eviterebbe di parlare (o sparlare), facendo così risalire i suoi consensi. Ogni volta che apre bocca, infatti, perde un punto. Insomma, due vantaggi con una sola (buona) azione.

Non solo ha fatto una visita inutile dal gusto stomachevole, ma ha anche parlato a vanvera: “Reintrodurre 6 mesi di servizio militare e servizio civile obbligatorio a livello regionale, con ragazze e ragazzi formati anche su primo soccorso e protezione civile pronti a intervenire, sarebbe molto utile”. Ma viene da domandargli: Salvini il militare lo ha mai fatto? Ha mai fatto una marcia? Ha mai lavorato un giorno nella sua vita?

TERREMOTO E NEVE, GENTILONI AL DICOMAC A RIETI - FOTO 1

Un altro che farebbe bene a tacere è Fabrizio Curcio, attuale capo della Protezione civile, che teme le polemiche e dice che chi le avanza, attacca il Sistema Paese. Quale sistema signor Curcio, ci spieghi meglio. Un sistema che non è in grado di prevedere nemmeno le nevicate? Un sistema che in un’area martoriata dal terremoto non ha già sul posto uomini (leggi esercito) e mezzi (leggi frese) adeguati e pronti a fronteggiare un’emergenza? Un sistema che scambia una telefonata di aiuto per uno scherzo? Faccia una cosa Curcio, vada meno in tv (è collegato 24h con tutto il palinsesto italiano) e lavori meglio, altrimenti lasci il posto a qualcun altro.

Quanto ci sarebbe bisogno di Guido Bertolaso adesso…Altro che Curcio che, poverino, non vuole polemiche. No caro Curcio, le polemiche servono eccome, soprattutto adesso: servono per far capire a tutti l’incapacità di gente come lei che in caso di enormi emergenze, peraltro prevedibili, non sanno intervenire nella maniera giusta per salvare la gente, ovvero ciò che lei e la Protezione civile sarebbero pagati per fare, e si riempiono la bocca solo di scuse. Non parlo dei volontari ovviamente, quelli sono veri eroi di tutti i giorni, che gratuitamente spendono la loro vita, tra morte e disperazione, per dare il loro contributo.

Per coloro poi pensano che i moltissimi giornalisti che sono andati, come sempre succede, sui luoghi del disastro, intralcino i lavori di soccorso, ebbene, i giornalisti non impediscono proprio nulla, ma anzi fanno vedere a tutti l’incapacità dello Stato, in primis della Protezione Civile di Curcio, nel risolvere le emergenze e nel salvare la gente. Fanno vedere e spiegano a tutti l’inutilità dei politici che fanno a gara per intestarsi il primato dell’arrivo sul luogo del disastro. In questo caso ha vinto Salvini. Il problema non sono certo gli inviati se lo Stato non riesce a salvare le persone quando nevica. Potrebbero esserci anche mille inviati, sarebbero mille voci in più a raccontare e farvi vedere lo schifo di un Paese che non riesce nemmeno a prevedere il maltempo.

Terremoto centro Italia, Mattarella in visita a San Feliciano

Solo una cosa buona, tra tante bischerate, ha detto Salvini: “Politicizzare la Protezione civile, affidandola a un ex governatore trombato è stato demenziale”. E’ vero, peggio di politici come Salvini c’è solo gente come Vasco Errani. Incredibilmente d’accordo con Salvini, anche Bertolaso: “Nominarlo è stata una sciocchezza che ha fatto Renzi in periodo pre-referandario per questioni di alchimia e chimica politica. Ha tirato fuori dal cappello questo commissario per la ricostruzione mentre il territorio era assolutamente in piena emergenza. Parlare di ricostruzione in questa fase è ridicolo e offensivo nei confronti della popolazione. Aver creato subito una struttura che si doveva occupare della ricostruzione ha destabilizzato la linea di comando e di controllo. Curcio e Errani sono due galli in un solo pollaio”.

Laura Boldrini incontra i presidenti dei Consigli delle regioni colpite dal terremoto

E i due polli Curcio ed Errani allora, farebbero bene ora a farsi da parte perché le loro (in)capacità nel gestire le cose le hanno già ampiamente dimostrate credo. A questi si aggiunge Laura Boldrini che ha incontrato i presidenti dei Consigli delle regioni colpite dal terremoto. La vacuità fatta persona e il tempo perso in una stanza.

E il ministro Padoan è dovuto andare al Forum economico in Svizzera per domandare al mondo perché la gente disprezzi la classe politica. Chissà perché…

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