L’eccellenza della sanità Toscana tanto sbandierata dal governatore Enrico Rossi in realtà urla pietà.
Ore e ore di attesa al pronto soccorso del Cto di quello che dovrebbe essere il miglior ospedale della Toscana e lettini dei pazienti sparsi nelle corsie.
E’ ciò che accade ogni santo giorno a Careggi (Firenze), dove se ti affibbiano un codice non grave, tipo un dolore al collo a seguito di un tamponamento o un taglio a una mano, puoi aspettare anche 7 ore su una sedia di plastica in attesa di una lastra o di una visita.
CAREGGI 1

L’altro giorno, una ragazza è entrata al Cto del nosocomio fiorentino a mezzogiorno a seguito di un incidente stradale non grave, e ha rivisto la luce (anzi il buio) alle 19. Intorno a lei tristezza e disperazione: lettini con pazienti abbandonati in corsia, anziani in sedia a rotelle lasciati da soli.
CAREGGI 2

Che cosa abbia tanto da vantarsi Rossi non si sa, forse troppo impegnato con Roberto Speranza e soci a presentare il simbolo del Movimento Democratico e Progressista, per pensare ai bisogni della regione che governa.
Per quanto riguarda l’assessore regionale alla Sanità Stefania Saccardi, fedelissima di Matteo Renzi quando era in Palazzo Vecchio, come non averla. Sia lei che Rossi hanno fortemente voluto la riforma della sanità toscana, riducendo le Asl da 12 a 3, fallendo miseramente l’operazione che non solo non ha ridotto i costi ma ha lasciato scoperte all’assistenza medica ai cittadini enormi aree.
La sanità toscana fornisce una massa imponente di prestazioni: 7 milioni di visite specialistiche e 4 milioni di prestazioni di radiodiagnostica l’anno. Una media di 3 a testa per ogni cittadino toscano. La sanità toscana costa circa 7,2 miliardi di euro, con una spesa pro capite pari a 1.920 euro, come il Lazio, più che in Sicilia, decisamente più della Lombardia. Nonostante che in Toscana il tasso di ospedalizzazione sia tra i più bassi (o curano alla svelta o fanno morire a casa) e la spesa farmaceutica non sia tra le più elevate. Quanto ai dipendenti, sono circa 2.842. Anche in questo caso un rapporto con gli abitanti della regione tra i più alti d’Italia: vuoi vedere che, se si ospedalizza poco, si spende il giusto in farmaci, gran parte dei miliardi finiscono per mantenere il personale?
Se ne sono accorti tutti tranne il governatore Rossi. Come assessore alla Sanità è stato un disastro e da governatore è riuscito a fare anche peggio. Vale la pena ricordare il buco della Asl di Massa, una vergogna nazionale di cui ormai più nessuno più parla, maturato proprio nel momento in cui il compagno governatore era assessore regionale alla Sanità, carica tenuta per 10 anni. La storia è di quelle che imbarazzano non poco: nell’autunno del 2010, giusto poco dopo, guarda caso, che Rossi lasciasse la poltrona da assessore per occupare quella da governatore, si scopre che l’Asl apuana ha collezionato un disavanzo di 300 milioni di euro.
Da una parte si registrano ammanchi, comportamenti fraudolenti messi sotto la lente dalla magistratura. Ma non bastano acquisti scellerati per arrivare a totalizzare 300 milioni di euro di voragine. E’ la stessa commissione parlamentare a sottolinearlo in una sua relazione: “Appare censurabile il comportamento dell’apparato di controllo”. Ovvero da parte di Rossi e compagni che dichiara di aver saputo dell’ammanco solo da presidente della Regione. Eppure la Corte dei Conti, sin dall’anno prima, il 2009, aveva messo nero su bianco che i bilanci della Asl in questione presentavano gravi irregolarità dal 2006. E Rossi, assessore alla Sanità per un decennio, non se ne era accorto. La realtà sembrerebbe un’altra: la Asl in questione sarebbe stata sottofinanziata, dirottando i soldi altrove, sino al crac. Favorito qualcun altro, insomma.

Si legge poi nei documenti datati della Regione Toscana: “Alcune prime visite specialistiche – cardiologia, ginecologica, oculistica, neurologica, dermatologica, ortopedica e all’otorinoiaringoiatrica -, devono essere erogate con un tempo massimo di attesa di 15 giorni”. Questo era l’obiettivo del progetto speciale visite specialistiche: un obiettivo di qualità del piano sanitario regionale 2005-2007.
Sono passati 10 anni, e in Toscana tac e risonanze hanno tempi di attesa di circa 6 mesi. E le liste d’attesa per gli interventi restano infinite.
Presentazione del simbolo di MDP

Ma si sa, chi sbaglia difficilmente paga. Anzi, nel caso di Rossi chi sbaglia fa pure carriera politica.
Una curiosità. La sanità è un settore che, evidentemente, è di casa nella famiglia Rossi: tra il 2009 e il 2011 la moglie del governatore, Laura Benedetto, era a capo della Asl 7 di Siena. Per la procura di Siena, che ha aperto un fascicolo, nel 2010, c’è stato un buco di soli 10 milioni di euro. Ma per la Regione fu solo uno squilibrio dovuto a un disguido e facilmente ovviabile.

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