Sala polifunziongdggdale Presentazione

Ma guarda, guarda chi si rivede insieme. Maria Elena Boschi e Luca Lotti. Eterni rivali alla corte di Renzi, entrambi troppo galli per star bene in un unico pollaio. Lei ex ministro delle Riforme, oggi sottosegretario a Palazzo Chigi. Lui ex sottosegretario a Palazzo Chigi, oggi ministro dello Sport. Non si sono scambiati solo i ruoli però, ma anche i portavoce. Quello di lei, Luca di Bonaventura, è passato con lui. Lei si è fatta un’agenzia privata.

A rimanere identici sono i loro emolumenti e le loro false promesse, come quelle di abbandonare il campo se avesse vinto il No al referendum costituzionale. In campo, invece, ci sono rimasti entrambi e ieri erano pure fianco a fianco alla presentazione di «Un gol per l’Italia» (che cosa c’entrasse lei poi non s’è ancora capito), per ripristinare la pratica sportiva nelle zone terremotate. Foto a casaccio con Maldini, Errani e Tavecchio. Basta apparire, in che contesto non importa. Questa è l’impressione. Giusto per postare le foto su Facebook.

Lei appare tranquilla e serena, come sei i fatti di Banca Etruria riportati nel libro di Ferruccio De Bortoli riguardassero altri. Siede ad ogni tavolo esistente in Italia. Sia mai si spargesse la voce in giro che la badante del governo Gentiloni (“per impedire figuracce”) non faccia bene il proprio mestiere. E invece lo fa benissimo. Il problema però è un altro: chi controlla la Boschi dalle sue di figuracce?

La vera spina nel fianco di Renzi, infatti, non è solamente lui stesso, ma anche “Mariaele”. Un grosso macigno su Matteo, che già deve fare a pugni ogni giorno con il proprio ego, con la sindrome del marchese del Grillo (“io sono io e voi altri non siete niente”) e adesso anche con la palla al piede della Boschi, riconfermata per forza al governo, anche se si sarebbe meritata l’esilio.

Viene il dubbio che, come in ogni buona famiglia, a comandare sia quella che porta la gonnella, che rischia però di far perdere ogni briciola di credibilità rimasta all’ex premier con la smania di tornare al più presto a comandare. Il fatto è che abbiamo già sufficientemente pagato per le arroganze, le divisioni, le liti e gli errori del Pd e di Renzi che troppo spesso ha giocato col nostro futuro. Vedi, per fare un esempio, la vergogna rappresentata dalla “buona scuola” che ha assunto un manipolo di insegnanti sulla base del ricatto di spedirli a mille chilometri di distanza da casa.

In quanto all’altro renziano che resta dire. Una palla al piede pure lui che compra, baratta e vende. Una patata bollente anche lui, difficile da gestire, ben dotato com’è di superbia e di senso di onnipotenza. Tutti fatti con lo stampino.

testa-chirico

Ieri sera da Roma è scappato a Firenze, dove «Lampadina» (indagato nel caso Consip) era atteso a una cena nella splendida cornice delle Serre Torrigiani a tema giustizia (anche in questo caso che cosa c’entrasse lui non s’è capito), organizzata dalla giornalista rampante de “Il Foglio” e ospite fissa nei talk show, Annalisa Chirico, 31 anni, che dopo essere stata con Chicco Testa (nella foto) e aver provato (invano) a far carriera tra i berlusconiani, adesso trova terreno più fertile coi renziani (che non buttano via niente) e si è messa con Alberto Bianchi, l’avvocato di Renzi nonché presidente della Fondazione Open che finanzia le campagne dell’ex premier e di almeno 20 anni più vecchio (ma questo oggi va di moda). A volte i fidanzati basta saperseli scegliere.

La cena (placée con tavoli da 10 posti) aveva un modico prezzo di appena 70 euro a persona.  Che vuoi che sia per l’alta società della “sinistra al caviale”. Il dress code richiesto però era smart casual. Pannella ne sarebbe stato contento. Alla serata promossa dalla neo associazione chirichiana “finoaprovacontraria” dal titolo “La notte della giustizia. A un anno dalla scomparsa di Marco Pannella”, è stata invitata anche l’ex ministro della Giustizia del governo Monti e avvocato Paola Severino, oggi legale della Boschi nel caso De Bortoli-Unicredit. E’ il corto circuito infinito di queste vite incrociate.

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