Per Renzi era il simbolo degli enti inutili, la cui abolizione veniva sbandierata come un vessillo nella campagna del Sì al referendum costituzionale del 2016. Poi alle urne è andata come è andata e il Cnel, il Consiglio nazionale dell’economia e del lavoro, è rimasto bello tranquillo al suo posto. Pochi giorni fa, meno di un anno dopo lo scampato pericolo, l’organo costituzionale è più rinvigorito che mai e anzi si è rinnovato di ben 48 nomine. Per inciso i consiglieri del Cnel guadagnano 2.100 euro al mese (per non fare niente).

La comunicazione ufficiale è arrivata dalla Presidenza del Consiglio, proprio per bocca della sottosegretaria Maria Elena Boschi, quella che voleva assolutamente abolirlo.

Passata la paura, l’ente resta lì dov’è e la Boschi annuncia i nuovi consiglieri, che resteranno in carica fino al 2022. Non solo la nomina del nuovo presidente a maggio, l’ex ministro del Lavoro Tiziano Treu (che nella campagna referendaria aveva promosso il Sì e che ora guadagna da questo incarico 215mila euro all’anno), ma anche nuovi componenti proposti da sindacati, Confindustria, ordini professionali, associazioni di categoria, poi nominati dal governo.

Tra gli ultimi nominati proprio da Maria Elena Boschi c’è pure Giovan Battista Donati, fratello di Carlo Donati, che bazzica in Banca Etruria dal 2005, nominato membro del collegio dei probiviri nell’aprile 2013, proprietario della Carlo Donati Fashion Group, sartoria ad Arezzo e presidente nazionale della categoria “Sarti e stilisti” di Confartigianato.

BOSCHI E DONATI AD AREZZO NEL MAGGIO 2014

Giovan Battista Donati è anche zio dell’onorevole del Pd, Marco Donati, (nella foto), renziano sin dalla prima Leopolda «Prossima Fermata Italia» del 2010 e pure titolare di un pacchettino di azioni di Banca Etruria. Amico personale di Maria Elena Boschi e del fratello Emanuele, Marco Donati è anche amico stretto dell’ex sindaco di Arezzo, Giuseppe Fanfani (oggi membro laico del Csm in quota renziana, già legale di Pier Luigi Boschi) del quale è stato assessore.

Giovan Battista Donati, come tutti gli altri Donati, proviene dal mondo di Confartigianato dove ha fatto carriera sino ai vertici nazionali. Va a sostituire al Cnel Natalino Giorgio Guerrini già presidente nazionale di Confartigianato, ex vicepresidente di Banca Etruria fino al 2013 quando presidente era Giuseppe Fornasari, oggi sotto indagine, nonché socio di High-Facing (destinataria da Banca Etruria di 3 milioni e 159mila euro di crediti con perdite per 2 milioni e 925mila euro).

Si calcola che fino al 2014 il Cnel sia costato agli italiani circa 19 milioni di euro all’anno – poi diminuiti a circa 5-10 milioni l’anno grazie ad alcuni tagli – e che nei suoi 60 anni di storia abbia prodotto solamente 14 proposte di legge, tutte ignorate dal Parlamento.

La sconfitta del progetto renziano, ha tranquillizzando non poco il clima a Villa Lubin, storico palazzo nel parco di Villa Borghese che ospita la sede dell’ente, tanto che i consiglieri, che nel 2015 si erano tagliati le indennità, nel 2017 hanno deciso di ripristinarle.

Che vuoi, a caval Donati non si guarda in bocca.

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