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Eccone un altro. «Mi iscrivo al Pd per fondare il partito vero comunista, non quello dei comunisti che hanno imbrogliato uccidendo Majakóvskij il grande poeta». Anche Oliviero Toscani, intervenendo a Radio Padova, vaneggia. Il suicidio del Pd ha dato alla testa a tanti che, evidentemente ancora sotto choc, si lasciano andare a dichiarazioni insensate. Le dimissione di Matteo Renzi poi, hanno peggiorato le cose, gettando alcuni nello sconforto (vedi Lotti, Boschi, Bonifazi e Serracchiani, che si è pure dimessa dal Pd), ma ridando stimoli a chi Renzi non lo sopportava più (vedi Calenda). «Majakóvskij fu suicidato dal sistema comunista – ha proseguito Toscani – perché era un uomo di visione, della vera modernità del futuro dell’umanità. Fonderò il partito Majakóvskij. Anch’io mi iscrivo come Calenda. È logico, io non sono uno che salta sul carro dei vincitori. Io salto sul carro di chi ha difficoltà». Potrebbe essere la sua risposta all’ironico brindisi che Matteo Salvini ha dedicato ai suoi «nemici» (oltre a Toscani, c’erano Fabio Fazio, Gar Lerner, Vauro Senesi e i 99Posse).
Alla domanda se voglia fare il segretario del Pd Toscani ha risposto: «Subito, altro che rottamazione. Ma non sculaccerei Renzi, è stato già sculacciato abbastanza». Eppure Toscani è uno abituato a sculacciare tutti. Con quel carattere irriverente (come le sue foto) non ha mai nascosto le sue antipatie, salvo poi cambiare idea. Come per il governo Gentiloni, che fino a qualche mese fa disprezzava e che adesso appoggia iscrivendosi addirittura nel Pd.
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Letizia Giorgianni, la leader dell’Associazione Vittime del Salvabanche, candidata alle elezioni con Fratelli d’Italia (ma non eletta malgrado nel suo territorio Fdi abbia raccolto il 6%), racconta un retroscena divertente sul discusso fotografo 76enne. «Ho chiamato Toscani qualche mese fa, a fine agosto 2017, in uno di quei periodi nel quale il tema degli azzerati dalle banche si era affievolito. Volevo rianimare la questione sui media e pensai a lui – racconta Giorgianni -. Gli chiesi se avesse voluto fare uno scatto dedicato al tema dell’azzeramento, per rilanciarlo. Siamo stati a lungo al telefono e alla fine mi ha detto che era disponibile, ma che voleva che acquistassimo pagine sui giornali per poter veicolare la foto». Toscani non si limitò solo a questo ma si lasciò andare a considerazioni molto dure contro il governo in carica. «Mi disse che quelli erano la rovina dell’Italia e mi rimproverò perché, secondo lui, non eravamo abbastanza aggressivi – dice ancora la leader dei truffati da Banca Etruria -. Mi incoraggiò a scendere nelle piazze e ad usare le maniere forti, mi disse che non eravamo stati abbastanza battaglieri. Disse anche che questi avrebbero rovinato il Paese e che erano dei disgraziati. Adesso leggo che vuole iscriversi al Pd. Quasi provo tenerezza. Del resto la coerenza non è nulla di fronte ad un piccolo ritorno di gloria. Evidentemente oggi per lui è più intrigante salire sul carro degli sconfitti, ovvero il carro di governo che per sua stessa ammissione, appena sette mesi fa, stava demolendo l’Italia».
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