Milano, settembre 2013.

La prima parte del Convegno è stata interessante, ma piuttosto intensa. L’ipoglicemia ringrazia il tanto atteso coffee-break.

Mentre sorseggio un succo all’arancia sento una mano sulla spalla.

“Daniel!”

“M.!”

M. è un collega, non lo vedo dai tempi dell’ospedale, ma ho sentito parlare di lui negli ultimi anni: anche lui si occupa di psico-sessuologia, e pare abbia un discreto numero di pazienti che riceve nel suo studio piemontese; se non ricordo male tempo fa devo avergli inviato un paio di persone.

“Ho letto il tuo articolo sull’Eiaculazione Precoce” dice. “Mi è piaciuto un sacco”.

“Grazie. Si, è un po’ vecchio, dovrei risistemarlo”.

“Il lavoro?” fa lui.

“Bene, non mi lamento, tu?”

“Alla grande!” risponde M. allargando un sorriso sospeso tra il sornione e l’ammiccante. “Dobbiamo ringraziare i pornodivi!”

“Come scusa?”

“Eh Daniel…grazie a loro oggi gli psico-sessuologi non fanno la fame, no?”

A proposito: la fame. Liquido M. con un dai-sentiamoci-scusa-faccio-una-telefonata, agguanto una fetta di crostata ed esco a respirare un po’ di PM10, che subito trovo particolarmente rinfrescante, memore dell’alito guasto di M.

Nei giorni successivi ho pensato molto alle parole (e al fiato…) di M. Anche se non ho mai apprezzato il suo modo ostentatamente palancaio di considerare la psicoterapia, devo ammettere che quella volta al Convegno ha fatto un’affermazione sensata: il porno ha influito pesantemente sul nostro modo di concepire il sesso, ovvero nella forma attraverso cui si manifestano e si sviluppano le disfunzioni sessuali, soprattutto tra i maschietti.

In campo sessuale oggi la qualità della vita di coppia ha ceduto il passo a tutte le quantità della performance, considerata troppo spesso solo in termini numerici (dimensioni, durata, numero di orgasmi, ecc.). La maggior parte dei pazienti che arriva nei nostri studi per una consulenza psico-sessuologica si presenta con tutta una serie di preconcetti, basati in larga parte sul parametro pornografico, ben lontano dalla norma.

Il porno (non a tutti, ma a molti) trasmette l’idea che la sessualità sia soprattutto una questione atletica poco reale, iper-numerica ma soprattutto difficilmente raggiungibile. Un bel terreno fertile per tutte quelle disfunzioni sessuali accomunate dal tipico pensiero ansiogeno “dovrei essere x, ma non riesco ad essere x!”.

Ed ecco fiumi di pazienti che arrivano con le richieste più disparate, tipo

“Dottò, come posso aumentare il volume del mio eiaculato?”

“Ma a cosa le serve? State cercando una gravidanza?”

“Ma quale gravidanza Dottò!”

Altro problema: l’Eiaculazione Precoce. Molti pazienti chiedono di poter risolvere ipotetici problemi eiaculatori pur con tempi decisamente normali o addirittura sopra la media, una condizione che i medici chiamano Premature-like Ejaculatory Disfunction. Chi ne “soffre” ritiene di essere un eiaculatore precoce, e sviluppa una serie di sintomi (depressivi, ansiosi, ecc.) psicologici che si ripercuotono negativamente sulla vita di coppia. Parleremo di questa sindrome in uno dei prossimi post.

Insomma, pare che il porno influisca notevolmente sul sentirsi più o meno adeguati sotto le lenzuola. Ma il saldo, quasi sempre, è negativo.

Quanto conta la scarsa educazione sessuale ricevuta mediamente dai nostri ragazzi? E’ vero che gli adolescenti italiani, rispetto al dato nordeuropeo, apprendono buona parte delle informazioni sulla sessualità via web, principalmente attraverso siti pornografici? Tutte domande a cui cercheremo di dare risposta nelle prossime settimane.

Ripensando a M. e alla sua battuta sui pornodivi, verrebbe da chiedersi se anche loro, gli attori, abbiano mai sofferto di Eiaculazione Precoce oppure di problemi erettivi. D’altra parte non credo ce lo direbbero con tanta facilità.

Soprattutto dopo tutti questi anni di porno durante i quali la società ha imparato a considerarli dei super-sessuati. Chi di noi maschi trovandosi Rocco di fronte sul treno non andrebbe subito lì col pensiero? Beh, forse non solo i maschi…

 

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