Brescia, 14 ottobre 2013, durante un grigio e fiacco lunedì. E’ finita da poco la mia pausa pranzo, e mentre aspetto il chirurgo guardo il parcheggio di sotto, dalla mia finestra al quinto piano. Il chirurgo è un mio paziente, un medico che lavora in un ospedale bresciano. Non è solo un chirurgo, ma io amo chiamarlo in questo modo per via del suo stile comunicativo. Parlare con lui è un po’ come ballare con una donna che impugna un bisturi: se non stai attento ti fai male.

Dopo la pubblicazione di “Pornodivi grazie!”, che ha avuto riscontri positivi oltre ogni mia più rosea aspettativa, ho ricevuto diverse mail da Colleghi psicologi, amici ma anche sconosciuti. Attestati di stima?

Macché, tutti vogliono sapere chi è questo fantomatico M., il Collega di cui parlo in Pornodivi. “Non vi rivelerò il suo nome, nemmeno sotto tortura!” sto pensando, quando vengo scosso dal suono del telefono.

” Dottor Bulla?” fa una voce maschile un po’ nasale dentro il mio telefono.

“Sono io”.

“Buongiorno, mi chiamo F., la disturbo?”

“Mi dica” rispondo alla voce nasale.

“Ecco, io la chiamo perché vorrei fissare un appuntamento. Metto subito le mani avanti: mi sa Dottore che sono depresso come Balotelli!”

“Come scusi?”

“Ha presente il calciatore?” chiede F.

“Si, ma…”

“Ecco io mi rivedo in lui: sono sempre arrabbiato dalla mattina alla sera, non sorrido mai, cammino un po’ gobbo e un po’ stanco, e al minimo ostacolo mi incazzo come una bestia. Ho letto su internet che le persone irritabili sono depresse, è vero?”

Taglio corto, gli fisso un appuntamento e riattacco.

Balotelli depresso? Balotelli gobbo? Ma si, è sempre un po’ musone, un pelo irascibile e ogni tanto impulsivo…o almeno questo è il messaggio che i media ci trasmettono, ma possiamo affermare che sia depresso? Gobbo poi…ad averla una gobba come la sua…

Premetto che di calcio ne so davvero poco, ma di Balotelli a Brescia se ne parla in continuazione. Altra premessa: non lo conosco personalmente ma solo attraverso i media, per cui mi posso limitare a fare qualche ipotesi.

Chi è Mario Balotelli?

E’ l’uomo dall’accento che non ti aspetti (che detto per inciso assomiglia al mio), famoso anche per la sua storia quasi da romanzo. Nato ghanese in Italia ma affidato precocemente a genitori bresciani, Mario vive i primi tre anni di vita dentro e fuori dagli ospedali a causa di fastidiosi problemi intestinali. I genitori in difficoltà si rivolgono ai Servizi Sociali, che presto ne dispongono l’affido alla famiglia Balotelli di Concesio. Come prima considerazione possiamo affermare che iniziare una vita in salita (ospedali, servizi sociali, malattia cronica, ecc.) può aumentare la probabilità che il bimbo sviluppi disturbi della condotta.

Che infatti non si sono fatti attendere. Il comportamento di Mario diventa difficile fin dai primi anni della sua esperienza calcistica: inizia a giocare nel U.S.O. San Bartolomeo, ma dopo tre mesi è costretto ad andarsene a seguito delle minacce degli altri genitori di ritirare i propri bambini se lui fosse rimasto. Informazione confermata da un mio paziente che da piccolo ha giocato con Mario: lui era difficile e gli altri (bambini e adulti) non lo volevano.

E da lì un susseguirsi di episodi negativi che, purtroppo, hanno reso (un aspetto di) Mario Balotelli famoso ai più: litigi con giocatori, arbitri, allenatori, per non parlare delle numerose ammonizioni, espulsioni e squalifiche. Un bel carattere, insomma, oppure un rompicapo, come argutamente è stato definito da Alberico e Brambilla in questo interessante articolo, nel quale tra l’altro scopriamo che Mario tutto sommato non è il peggiore in quanto a numero di espulsioni.

L’impressione che molti di noi hanno, guardandolo in tv, è quella del ragazzo partito dal nulla che ha inseguito tenacemente la strada verso la propria rivincita sociale: impossibile fare a meno di notare l’espressione di fierezza spesso malcelata negli occhi di Mario. Lui sente di aver compiuto l’impresa, di aver capovolto la propria sorte. Ma forse manca ancora un pezzo, diremmo tutti facendo riferimento ai suoi continui gesti di stizza, di cui anche recentemente ci ha dato prova.

Tornando al quesito iniziale di F., il paziente con la voce nasale: una persona sempre imbronciata ed irritabile può essere depressa?

La risposta è SI. Quando pensiamo ad una persona depressa tutti la immaginiamo triste, passiva, demotivata, chiusa in casa, apatica, ecc. Questa non è la depressione, bensì una forma depressiva. Non tutti i depressi lo sono allo stesso modo.

Depressione, come suggerisce il termine, rimanda al concetto di “de-pressurizzazione”, che in psicologia intendiamo legato all’abbassamento del tono dell’umore: se pensate al manometro della caldaia, c’è un livello di pressione medio, oppure possono esserci degli abbassamenti pressori (appunto, depressione) o anche degli innalzamenti. Impropriamente, potremmo affermare che i Disturbi dell’Umore sono come i disturbi della caldaia.

Quando il livello del nostro tono dell’umore si sposta succedono alcune cose: la comparsa di irritabilità è una di queste. Ovviamente la sola presenza di irritabilità non significa nulla, se non appunto che la persona tende ad innervosirsi con facilità, a meno che si accompagni ad altri sintomi, tra cui i disturbi del sonno, il pessimismo, l’agitazione, ecc.

A questo aggiungiamo una considerazione: in psicologia ogni sintomo, come l’irritabilità, diviene tale solo se presente da tempo. Occasionalmente tutti siamo più o meno irritabili, così come tutti siamo più o meno ansiosi, tristi e pessimisti. In questo senso è difficile per ora affermare se F. sia più o meno depresso: al telefono ha detto “sono sempre arrabbiato dalla mattina alla sera, non sorrido mai”, sarà mio compito capire insieme a lui cosa intende per sempre e mai.

Infine, la risposta che tutti stanno aspettando: Balotelli è depresso? Allora, secondo me…

Campanello.

E’ arrivato il chirurgo, devo aprirgli, sennò quello si arrabbia subito e mi fa passare un’ora infernale.

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