Mi è caduto l’occhio su una notizia datata 20 febbraio, apparsa su Rai News.

Titolo del pezzo “Quando le App fanno il medico”. Una guida interessante nel mondo delle applicazioni per smartphone dedicate alla salute fai-da-te. Pare ce ne siano molte, addirittura 250. E si va dalle guide sui medicinali ai veri e propri diagnostic tools (si fa per dire…) in grado di registrare la frequenza cardiaca, archiviare e comprendere gli esami del sangue, mappare la propria pelle fornendo informazioni utili al dermatologo.

Non lo sapevate? Ebbene, adesso possiamo tranquillamente (si fa per dire…) da casa, magari sul divano, dopo cena, diagnosticarci tutta una serie di patologie, tra cui il Morbo di Parkinson, i difetti visivi, le crisi epilettiche, e tanto altro.

Tra tutte mi ha colpito l’applicazione per i-Phone u-Check: tieni sotto controllo le tue urine. O mamma mia, e come diavolo funzionerà, mi sono chiesto. Dovrò mica farla sul telefono vero?

Immagino che, a questo punto, molti di voi la stiano già scaricando, e come darvi torto?

L’autore anonimo di questo pezzo apparso su Rai News annuncia “Una vera manna dal cielo per tutti gli ipocondriaci, che possono monitorare costantemente i vari sintomi”.

Manna dal cielo? Monitorare? Poveri ipocondriaci semmai…

Chi soffre di ipocondria, e in generale di un Disturbo d’Ansia, tende ad emettere in continuazione comportamenti di ricerca di rassicurazione. L’ipocondriaco, per definizione, ha necessità di costanti rassicurazioni in campo medico: ogni piccolo rumore del corpo diventa il segnale della presenza di una malattia, che di solito è grave ed inguaribile. E tanto più grave si percepisce l’ipocondriaco, tanto più urgente sarà il suo bisogno di ottenere rassicurazioni.

Il problema è che le rassicurazioni:

1) funzionano nell’immediato (e quindi la persona si sente per un attimo sollevata)

2) hanno durata breve

La breve certezza lascia immediatamente il posto ad un nuovo dubbio. E l’ipocondriaco a questo punto ha bisogno di nuove rassicurazioni. Un circolo vizioso insomma, tipico dei Disturbi d’Ansia.

Negli ultimi anni la vita degli ipocondriaci è peggiorata: oggi tutti possiamo trovare velocemente, in rete, valanghe di informazioni sulla nostra salute, purtroppo non sempre attendibili. Questa eccessiva disponibilità non facilita la vita all’ipocondriaco, anzi. Una volta l’unico modo per ottenere rassicurazioni era attraverso la visita del proprio curante.

Tranne nei casi di ipocondria grave, generalmente le persone non si permettevano di disturbare troppo il Medico. Questo rappresentava una forma di auto-regolazione che oggi, grazie alla disponibilità delle informazioni in rete, viene tranquillamente bypassata. Aggiungiamo che andare dal proprio Medico rappresenta per l’ansioso un momento di forte disagio: “e se conferma che ho una malattia grave?”.

Meglio quindi il fai-da-te. Meglio cercarsi le informazioni da soli.

Proprio per rispondere a questa esigenza, nascono le App di cui sopra. Ora non ci sarà nemmeno bisogno di alzarsi dal divano per andare di là ad accendere il pc. Basta avere uno smartphone. Una manna dal cielo.

Una volta, durante un gelido inverno, la mia vecchia lavatrice (posta in una lavanderia all’esterno) ha smesso di funzionare.

“Sarà a causa del freddo” ho pensato io. Perché disturbare l’idraulico (e il mio portafoglio) per una cosa del genere?

Proviamo ad aprirla: cosa mai ci sarà dentro di così complicato?

Lavatrice 1 – Psicologo 0

Dopo 7 giorni, gli sguardi di mia moglie e la cesta stracolma di roba da lavare mi hanno convinto che forse era giunto il momento di fare una considerazione: se ho fatto lo psicologo e non l’idraulico un motivo ci sarà.

 

 

 

 

 

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