La mente umana è fantastica.

E’ in grado di progettare oggetti che navigano nello spazio per anni, ma allo stesso tempo può farti impazzire per il dolore legato ad un sms che non arriva.

Menti umane. Questa è la loro settimana. Menti di chi ha ucciso, di chi ha confessato, di chi nega. Menti di chi racconta verità, menti di chi racconta bugie.

Dopo quasi un mese di silenzio, dovuto ad impegni di lavoro, mi accingo a riprendere in mano il mio blog. Ma non so da dove cominciare, tanti sono i fatti successi in questi sette giorni, un vero delirio di informazioni.

Non ci sono dubbi: questa è la settimana più intensa e incredibile del 2014. La ricorderemo probabilmente come la settimana 25. Mancano 27 settimane alla fine del 2014, quindi non siamo ancora a metà anno, eppure non possiamo dire di esserci (psicologicamente) annoiati.

Accendiamo la tv, ascoltiamo la radio o guardiamo in rete: c’è tutto e il contrario di tutto questa settimana, una vera schizofrenia mediatica. Calcio da una parte, omicidi dall’altra. DNA sì, DNA no. Figli legittimi, figli illegittimi. Spagnoli commossi, spagnoli sconfitti. Entri in un bar, vai al ristorante, sali sul bus oppure visiti un paziente: tutti che parlano dei fatti della settimana 25.

A pensarci bene è davvero incredibile il numero di cose pazzesche che possono succedere in una settimana. In sette giorni la vita di una persona può cambiare radicalmente.

Come quella di Marita Comi, moglie di Massimo Giuseppe Bossetti. Un bel giorno tuo marito non torna dal cantiere perchè la Polizia l’ha arrestato ritenendolo il presunto assassino di Yara Gambirasio. Mica paglia. Ah, giusto per non farsi mancare nulla: Marita scopre dai giornali che suo suocero in realtà non è suo suocero. Sette giorni per riprendersi, per decidere se credere all’innocenza del tuo compagno, che tutta Italia considera un omicida. Sette giorni per capire come proteggere i tuoi tre figli (due femmine e un maschio) dagli sciacalli e dall’idea che il loro padre sia un mostro, uno dei peggiori castighi che si possa dare a un bimbo.

In sette giorni è cambiata anche la vita della madre del Bossetti, Ester Arzuffi. Non serve lo Psicologo per intuire il possibile dialogo interno di questa donna: forse mio figlio è un assassino. E come se non bastasse, tutta Italia, marito compreso, ti sta guardando come se fossi una donna di facili costumi, portatrice (dice la Biologia) di

un sordido segreto per oltre 40 anni. Sette giorni per abituarti all’idea che le persone che conosci d’ora in poi ti guarderanno in modo diverso.

Non è forse cambiata anche la vita del barcaiolo di Castelletto di Brenzone, piccolo paese della sponda veronese del Lago di Garda? Un giorno ti svegli e scopri di avere inconsapevolmente aiutato uno sconosciuto a liberarsi del corpo di una pornostar morta. Sconosciuto che ti ha pure preso per il culo facendosi passare per biologo.

“Mi scusi, mi aiuterebbe a buttare questo sofisticatissimo apparecchio in fondo al lago?”

“Certo, ma a cosa serve?”

“Dobbiamo analizzare le acque del Lago di Garda, per cui mi servirebbe un passaggio con la barca”

E così dai uno strappo al finto biologo e alla sua apparecchiatura, lunga e larga più o meno come una cassa da morto, con delle antennine finte incollate sul coperchio.

Cristo quanto pesa…” avrà pensato il barcaiolo, “chissà come faranno a recuperarlo“.

Ci ha pensato la Polizia a recuperare la cassa, davanti al povero barcaiolo, mani nei capelli.

Pazzesca questa settimana 25, la stessa in cui gli Azzurri di Prandelli vengono massacrati dall’intensa calura brasiliana, aumentata in modo significativo nel giro di sette giorni: impossibile correre con tutta quell’afa amazzonica.

Chissà se venerdì Carlo Lissi, dal carcere di Pavia, è riuscito a seguire l’Italia: forse si è reso conto che, tra una partita e l’altra, molte cose sono cambiate.

 

 

 

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