Alzi la mano chi non prenderebbe a sberle Cruciani, conduttore del celebre programma La Zanzara, in onda su Radio 24 dalle 18.30.

O almeno questa è la voglia che ti viene durante i primi sei mesi, quando non sei ancora entrato nel mood del format radiofonico tra i più famosi d’Italia. All’inizio non puoi credere alle tue orecchie: ma chi è sto’ stronzo, ti domandi, mentre ascolti insulti, parolacce, toni aggressivi e atteggiamento strafottente rivolti alle povere persone che telefonano per intervenire in radio. 

Nella fase successiva inizi ad immaginarti la tua telefonata: adesso lo chiamo e gli dico così, e poi così. Gli faccio vedere io al grullo come si devono trattare quelle povere persone. E’ facile prendersela col pubblico per uno intelligente come te, dici all’autoradio.

Poi arriva la terza fase, quella in cui smetti di ascoltare il programma. Non ne puoi più di questo atteggiamento: ma chi si crede di essere Cruciani, pensi bollendo di rabbia. E il pirla sono io che passo il tempo ad ascoltarlo.

E cambi canale.

Passa una mese.

Passano due mesi.

Passano tre mesi.

Sei immerso nel traffico, speri di trovare qualcosa di interessante. Ma niente.

Tutto il resto è noiaaaa…. canta Califano nella sigla della Zanzara. Ecco, inizi a pensare, forse aveva ragione.

Facendo zapping col tuo scanner radio, un giorno, ripassi dalle frequenze di Radio 24. Appena senti la sua voce, dentro di te si muove qualcosa di confuso: rabbia, curiosità, rabbia, curiosità.

Cambio canale. Rimango. Cambio canale. Rimango.

Rimango.

Adesso tutto sembra avere un sapore diverso: ma cos’è successo in questi mesi, mentre io non ascoltavo? Semplice, un bel niente. Nel senso, alla Zanzara non è cambiato proprio un bel nulla. Sei tu ascoltatore che sei maturato: hai iniziato un processo di elaborazione cognitiva che non ti saresti mai immaginato. Lo stronzo ad un certo punto ti sembra la persona più simpatica e intelligente di questo mondo. E capisci che non potrai più fare a meno di ascoltare La Zanzara. Come lo psicofarmaco: passati i primi giorni con qualche effetto collaterale, ad un certo punto tutto si sblocca e inizi a stare meglio.

Il passaggio cognitivo non è difficile: Cruciani segue essenzialmente due schemi.

Il primo è legato ai personaggi che intervista: deve raccogliere dichiarazioni, deve estorcere informazioni, e lo fa con grande maestria, a dimostrazione di una non comune padronanza del mestiere. E’ cresciuto tantissimo Cruciani dai tempi dell’intervista a un Francesco Nuti non proprio lucido: durante la trasmissione Viva Voce (del 12 maggio 2006), in onda su Radio 24, Nuti dava il meglio di sé con un Cruciani irriconoscibile.

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Oggi Giuseppe Cruciani è un conduttore maturo, sferzante, energico, che trasmette continuamente la sensazione di avere sotto controllo il suo programma. E questo lo si vede soprattutto nel rapporto con il pubblico che telefona da casa. Ecco il suo secondo schema: dare voce a tutti mettendo in luce l’ignoranza dei molti. Come dire: parliamo di cose serie, cari Italiani, dite la vostra!

E’ l’apoteosi dell’asinità e della disinformazione: a volte ti chiedi se alla Zanzara facciano dei casting. Altrimenti sarebbe difficile capire il perchè chiamino così tanti somari. L’italiano è fatto così, non può starsene zitto ed ascoltare, deve assolutamente telefonare. E allora si becca le scudisciate (benvenute) di un Giuseppe Cruciani che ti fa sbudellare dalle risate.

“Matteo da Avellino”

“Ciao Crucià, complimenti per il programma”

“Dimmi”

“Senti Crucià, io dico che è troppo comodo giudicare negativamente il programma della Barbara D’Urso e poi trasmettere tutta quella pubblicità”

“Cioè? Matteo non ho capito”

“Che alla fine fa comodo metterci la pubblicità in mezzo al programma della D’Urso”

“Ecco, è arrivata la cazzata delle 18.45″, risponde Cruciani. Tu inizi a sbellicarti, mentre Matteo da Avellino inizia a balbettare. Se non l’avete mai sentito è probabile che in questo momento lo stiate già odiando. Se invece lo conoscete, vi trovate a ridere come matti bloccati sulla Tangenziale Sud.

Ormai ne sono certo: chi odia Cruciani lo fa per invidia. Molti di noi vorrebbero avere la sua dialettica e la sua preparazione.

Rimane il fatto che La Zanzara è un programma geniale condotto da un altrettanto geniale speaker.

Ah, è vero, c’è anche Parenzo in trasmissione.

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