zdnjaycol1col2

Il bullismo, dice la definizione, è un comportamento aggressivo, subìto ed indesiderato, tra bambini in età scolare, che coinvolge un reale o percepito squilibrio di potere. Questo comportamento viene ripetuto (o ha il potenziale per essere ripetuto) nel tempo. Quindi, pare che il bullismo sia una “faccenda tra bambini”, almeno nell’immaginario comune, o quantomeno leggendo le definizioni più diffuse. Ergo, finita la scuola, finito il problema. E invece no. I segni e le cicatrici (non quelli fisici, ma quelli emotivi) rimangono per sempre, e condizionano scelte lavorative, sociali, matrimoniali, ecc. Inoltre, quelle che nella definizione sarebbero le vittime del bullo (altresì […]